Infrastrutture e mobilità

Automotive: al Forum di Milano made in Italy e regole sulle emissioni

Automotive Forum Milano

Il cuore dell’automotive. Batte in Italia” e “Le nuove regole per il controllo delle emissioni“: sono questi i temi centrali dei due talk show show ospitati dall’appuntamento promosso oggi (18 ottobre 2017) a Milano da #FORUMAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilità a motore, che “da quando è nato, si è distinto per la capacità di proporre in un modo nuovo e dinamico i temi legati al mondo dell’automotive” ha sottolineato il suo Fondatore Pierluigi Bonora che ha condotto la Tavola rotonda di apertura.

La formula #FORUMAutoMotive, inoltre, consente un confronto continuo attraverso la pagina Facebook, aggiornata e commentata quotidianamente con gli avvenimenti che animano il settore delle quattro, due e più ruote”.

Il cuore dell’automotive. Batte in Italia” ha acceso i riflettori su un settore spesso nell’ombra; le aziende della componentistica costituiscono un’eccellenza del Made in italy e sono i veri cuori pulsanti del mondo dei motori, che ogni giorno alimentano le linee di montaggio dei più importanti marchi mondiali.

Il dibattito ha visto gli interventi di rappresentanti di aziende leader di un settore che ha chiuso il 2016 con un fatturato in crescita, rispetto ai 39 miliardi di euro del 2015, l’export che ha raggiunto quasi i 20 miliardi e che conta 136.000 addetti (dati ANFIA. Dati e trend sulla valenza strategica di questo comparto per l’economia e l’occupazione nazionale sono stati illustrati da Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, ha illustrato dati e trend sulla valenza strategica di questo comparto per l’economia e per l’occupazione nazionale, con un focus anche sulle principali problematiche che lo riguarda.

Nella seconda parte dell’evento, si è approfondito l’impatto del nuovo Regolamento UE su Real drive emissions” adottato dopo lo scandalo del Dieselgate, che prevede la misurazione delle emissioni non più solo in laboratorio, ma su strada. Una vera e propria rivoluzione destinata a imprimere un’ulteriore accelerazione su sperimentazioni, controlli, prove e investimenti da parte delle Case automobilistiche per ridurre le emissioni inquinanti.

Tra i due talk-show, c’è stata la presentazione dello Studio basato su “Automotive Electrification Index” (un indice trimestrale di misurazione della reale penetrazione dei veicoli elettrici), messo a punto dalla società di consulenza aziendale AlixPartners.

La ricerca evidenzia come, nonostante una crescita costante dei volumi di auto vendute a livello globale, i produttori automobilistici stiano procedendo a velocità molto diverse nell’elettrificazione delle proprie flotte, e quanto saranno determinanti, rispetto alla penetrazione nei diversi Paesi, i programmi infrastrutturali e di incentivazione promossi dai Governi.

Secondo l’analisi di AlixPartners, il differenziale di costo dell’auto elettrica è destinato a ridursi per effetto dei costi di efficientamento dei propulsori tradizionali e della progressiva riduzione dei costi delle batterie. Entro il 2030, i veicoli elettrici (EV) e ibridi elettrici plug-in (PHEV) rappresenteranno oltre il 40% delle vendite di veicoli in Europa.

Fino a quella data le auto elettriche fuel cell (FCEV) avranno poco mercato a causa di alcune criticità su cui si sta lavorando: miglioramento nel design; accesso al rifornimento; aziende energetiche riluttanti a investire sulle infrastrutture; problemi irrisolti sulla produzione, trasporto e stoccaggio di idrogeno; preoccupazioni legate ai benefici ambientali rispetto alla combustione interna.

Intanto nel settore automotive mondiale l’elettrificazione sta decollando, anche se l’autonomia elettrica media cresce lentamente. La quota di mercato e le immatricolazioni di veicoli elettrici, a celle a combustibile e ibridi ricaricabili (cosiddetti plug-in) sono aumentate di circa sei volte tra il primo trimestre 2013 e il secondo trimestre 2017 (dalla quota di mercato irrisoria dello 0,21% all’1,19%), mentre l’autonomia elettrica media ha toccato i 182 km.

Nello stesso lasso temporale il numero di veicoli elettrici venduti è balzato da 41.023 a 260.411. Analogamente, secondo l’AlixPartners, Automotive Electrification Index (un indice trimestrale di misurazione della reale penetrazione dei veicoli elettrici), l’autonomia totale di tutti veicoli elettrici venduti è aumentata di oltre sei volte, passando dai 7,3 milioni di chilometri del primo trimestre 2013 ai circa 47,5 del secondo trimestre 2017.

Il livello di elettrificazione della gamma di veicoli venduti non ha tenuto il passo, essendo poco più che quintuplicato, dallo 0,08% allo 0,43%.

La Cina accelera e guida la classifica mondiale delle auto elettriche vendute, Nord America ed Europa restano indietro. Grande Cina (incluse Taiwan e Hong Kong), Europa, Nord America e Giappone/Corea generano l’86,3% di tutte le vendite di automobili a livello globale.

Nel secondo trimestre del 2017, nella Grande Cina sono stati venduti veicoli per un’autonomia elettrica totale di 22,5 milioni di chilometri, mentre in Europa lo stesso dato si è attestato a poco più della metà, circa 12,6 milioni di chilometri, con l’Italia sedicesima in questa speciale graduatoria con 0,20 milioni di chilometri venduti.

Il Nord America segue a ruota, con circa 10 milioni di chilometri. Chiude il binomio Giappone/Corea con 2 milioni di chilometri.

L’evoluzione tecnologica e di costo, soprattutto delle batterie, renderà nei prossimi anni le auto elettriche sempre più accessibili – ha spiegato Giacomo Mori, Managing Director di AlixPartners – L’impatto che questa trasformazione avrà sulla mobilità e sul sistema produttivo europeo sarà fortemente determinato dalle politiche infrastrutturali e dalle scelte industriali dei costruttori”.

“I paesi asiatici, ed in particolare la Cina, stanno dimostrando una straordinaria vivacità e propensione verso l’elettrico che potrebbe determinare nel medio-lungo termine un gap competitivo che l’Europa e gli Stati Uniti faranno fatica a colmare”.

Sul versante dell’industria, Tesla si conferma di gran lunga la prima Casa automobilistica per vendite e tasso di elettrificazione: con oltre 10 milioni di chilometri di autonomia elettrica venduti nel secondo trimestre del 2017, detiene una quota di mercato globale superiore al 22%, e una gamma di modelli interamente elettrificati.

Tra le 10 principali case automobilistiche figurano ben cinque produttori cinesi: BYD, BAIC, Geely, Zhidou e Jianghuai. Non mancano, però, alcuni grandi brand europei, statunitensi, giapponesi e sudcoreani: Renault-Nissan, il terzo produttore mondiale di automobili, si colloca in seconda posizione con 6 milioni di chilometri mercato a causa di alcune criticità su cui si sta lavorando: miglioramento nel design, accesso al rifornimento, aziende energetiche riluttanti a investire sulle infrastrutture, problemi irrisolti sulla produzione, trasporto e stoccaggio di idrogeno; senza contare le preoccupazioni legate ai benefici ambientali rispetto alla combustione interna.

In un generale contesto di modesto progresso delle Case europee va rimarcata la performance di Bmw, la cui autonomia elettrica venduta è aumentata significativamente nel secondo trimestre del 2017, con 2,03 milioni di chilometri, cosa che gli ha consentito di conquistare la 2a posizione nella classifica europea della categoria.

Ottima la crescita registrata anche nel livello di elettrificazione dei veicoli venduti, per cui la Casa automobilistica con sede a Monaco ha superato il leader europeo Renault-Nissan nel terzo trimestre 2016 e mantiene da allora la leadership nel Continente.

A mancare continua a essere la volontà delle istituzioni, almeno in Italia, di sostenere lo sviluppo e la diffusione dell’auto elettrica come invece accade in altri Paesi, anche vicini al nostro – ha osservato Bonora – Importante, poi, è la creazione di un forte sistema-filiera europeo che produca componenti per questi modelli e risponda puntualmente all’evoluzione tecnologica del settore.

“Da risolvere resta il problema del ciclo produttivo che, a monte, presenta problemi di carattere ecologico. UE e Paesi membri sono chiamati a varare un piano comune che sciolga velocemente tutti i nodi esistenti e crei i presupposti concreti per lo sviluppo reale di questa mobilità, senza per questo dimenticare le altre motorizzazioni green e i progressi fatti dai costruttori per quanto riguarda le motorizzazioni tradizionali che presentano un ulteriore importante taglio delle emissioni”.

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