Il Rapporto “Stato dell’AgriFoodTech in Italia 2025” di Eatable Adventuresper il Verona Agrifood Innovation Hub, evidenzia che l’ecosistema italiano, rispetto al rallentamento globale ed europeo, mostra una maturità crescente, trainata da investimenti record, dal capitale umano e dall’adozione di tecnologie digitali lungo tutta la filiera.
Nel 2025 l’ecosistema AgriFoodTech italiano si muove in netta controtendenza rispetto allo scenario internazionale, con una crescita degli investimenti del +18% sul 2024, raggiungendo quota 121,6 milioni di euro raccolti, a fronte di una flessione del -12% a livello globale e del -3,7% in Europa.
È quanto emerge dal Rapporto “Stato dell’AgriFoodTech in Italia 2025”, elaborato da Eatable Adventures, uno dei principali acceleratori globali di foodtech, in collaborazione con Foodtech Incubator. polo d’eccellenza per l’innovazione e la sostenibilità nel settore agroalimentare, per il Verona Agrifood Innovation Hub, iniziativa sostenuta da un’ampia partnership di attori pubblici e privati con l’obiettivo di sviluppare l’ecosistema agrifoodtech italiano.
In un contesto macroeconomico nazionale caratterizzato da una crescita del PIL compresa tra lo 0,5% e lo 0,6%, il comparto agroalimentare accelera con una produzione in aumento del +4,5% su base annua e un export che nel 2025 tocca il record di 73 miliardi di euro, in crescita del 5-6%. In questo scenario,
Un segnale di maturità che non riguarda solo i volumi, ma soprattutto la qualità dei capitali. Diminuiscono i micro-investimenti e aumentano i round superiori al milione di euro, indicando un ecosistema che sta attirando investitori più strutturati e orientati alla scala.
Cresce anche la base imprenditoriale. Le startup attive raggiungono quota 501 (+23%), generando 4.410 posti di lavoro, con un incremento del 47% su base annua. Numeri che raccontano un settore entrato in una fase di espansione più solida, capace di rafforzare organizzazione, competenze e impatto occupazionale.
“Il 2025 segna un punto di svolta per il sistema agroalimentare italiano: mentre l’Europa rallenta, noi acceleriamo – ha commentato Alberto Barbari, regional Vp Italy di Eatable Adventures – Questo è il risultato di un ecosistema che ha raggiunto una massa critica di competenze, capitali e visione industriale. L’innovazione Agrifood in Italia non è una questione di mode tecnologiche né di singoli cicli di investimento. È una scelta strutturale di posizionamento industriale.”.
Nel 2025 si registra un aumento del numero di startup attive nel settore rispetto al 2024, a conferma di un ecosistema dinamico e attrattivo. La distribuzione geografica delle start-up rivela, una forte concentrazione nel nord Italia, con la Lombardia che si posiziona come hub principale raccogliendo il 28,1 % dei progetti più innovativi. La crescita del numero dei lavoratori suggerisce inoltre che molte startup stanno entrando in una fase di sviluppo più avanzata, rafforzando le proprie strutture e puntando alla scalabilità.

Il capitale umano continua a rappresentare uno dei principali punti di forza dell’ecosistema Foodtech italiano. Il profilo dei founder si caratterizza per un’età media di 38,7 anni e per una forte concentrazione nella fascia tra i 26 e i 45 anni. Prevale un modello di imprenditoria in team di piccole dimensioni, generalmente composti da due o tre founder, in linea con la natura delle startup, che spesso nascono da pochi soci e mantengono agilità intrinseca nella gestione e nello sviluppo del progetto. Un ulteriore elemento distintivo è l’elevato livello di istruzione dei fondatori, con una solida formazione accademica che spesso include lauree magistrali, master e dottorati di ricerca. A questo si affianca una significativa esperienza pregressa nel settore agroalimentare, presente nella maggioranza dei casi, che consente ai founder di affrontare il mercato con una maggiore consapevolezza delle dinamiche industriali e delle esigenze dei clienti. Si osserva inoltre un segnale positivo sul fronte della presenza femminile nell’imprenditoria Foodtech.
L’ecosistema si caratterizza per un ampio ricorso a tecnologie avanzate, con l’Intelligenza Artificiale che mantiene ed emerge come principale tecnologia abilitante (43,8 %). Seguono Biotecnologie (30,5 %) e Machine Learning (29,7 %), a conferma di un forte orientamento verso soluzioni scientifiche e data-driven. IoT (25 %) e piattaforme digitali (21,1 %) completano il quadro, delineando un panorama tecnologico diversificato e orientato all’integrazione di più competenze.

Il settore Agrifoodtech italiano continua a mostrare un divario tra ricerca accademica e attività imprenditoriale, ma con segnali di miglioramento. Nel 2025, il 17,6 % delle tecnologie nasce in collaborazione con le università, mentre il 62,4 % è sviluppato all’interno delle startup stesse. Il trasferimento tecnologico complessivo, pari al 22,4 %, evidenzia un miglioramento rispetto agli anni precedenti, grazie a una maggiore collaborazione tra università, centri di ricerca e startup. Tuttavia, questo modesto miglioramento, legato agli investimenti del PNRR, richiede che le risorse siano strutturate per trasformare il patrimonio scientifico italiano in imprese e soluzioni competitive.
“L’Italia combina punti di forza unici: un’industria agroalimentare di livello mondiale, un forte talento scientifico e tecnico e un panorama di startup in rapida maturazione – ha affermato José Luis Cabañero Fondatore e CEO di Eatable Adventures – Come dimostra questo rapporto, l’Agrifoodtech italiana non è più solo un settore emergente, ma sta iniziando a guidare l’Europa. L’ecosistema sta dimostrando di poter generare aziende scalabili, attrarre investitori internazionali e competere a livello globale. Guardando al futuro, vediamo l’Italia svolgere un ruolo centrale nella definizione del prossimo capitolo europeo dell’Agrifoodtech, dove innovazione, collaborazione industriale e capitale a lungo termine si allineeranno per costruire piattaforme di rilevanza globale”.
