Federconsumatori, in collaborazione con la Fondazione Isscon, ha realizzato il monitoraggio delle tariffe del servizio idrico integrato nei 20 Comuni capoluoghi di Regione, per l’annualità 2024, al fine di fornire strumenti di conoscenza sulle tariffe e un inquadramento generale del settore, la sua governance, l’evoluzione delle metodologie di determinazione delle tariffe, un focus sulle infrastrutture e le peculiarità del servizio.
Una famiglia di 3 persone che consuma 150 metri cubi spende mediamente 354,01 euro annui, con una crescita della tariffa che dal 2016 a 2024 è cresciuta del 40%.
Il dato emerge dalXVI Rapporto Nazionale sulle tariffe idriche, realizzato daFederconsumatori, con la collaborazione della Fondazione Istituto Studi Sul Consumo (Isscon) e con il patrocinio dellaRegione Toscana, presentato il 4 febbraio 2025 a Firenze.
L’indagine che analizza le tariffe aggiornate degli ATO e dei Gestori del servizio idrico integrato nel 2024 per tutti icapoluoghi di regione, rappresenta uno spaccato sullasituazione del sistema idrico nel nostro Paese, tra criticità, carenze, rincari e qualità del servizio.
Si tratta di un’analisi fondamentale per comprendere come e dove intervenire per preservare unarisorsa vitale come quella idrica,sempre più importante e preziosa anche alla luce dei cambiamenti climatici, che è entrata, non a caso, entrata anche nel mirino della speculazione finanziaria, con il primo future al mondo sull’acqua lanciato nel 2020 dallo statunitenseCme Group, in collaborazione con Nasdaq, con l’intento diquotare il prezzo dei diritti sull’acqua in California, lo Stato martoriato dalla siccità, come i recentidevastanti incendihanno portato in evidenza.
“Il livello di allarme sull’acqua a livello globale è elevato, ma non ci sembra ci sia la stessa consapevolezza e la stessa attenzione nel nostro Paese– si legge nella nota stampa di Federconsumatori –Per questo siamo convinti che sia necessario un piano strategico per l’acqua, da avviare con estrema urgenza, anche alla luce del fatto che la salvaguardia delle risorse idriche e la gestione efficace, efficiente e sostenibile dei servizi idrici rientrano tra gli obiettivi del PNRR. Lasciarsi sfuggire questa opportunità sarebbe sbagliato, oltre che deleterio per il nostro Paese”.
Le tariffe
L’ analisi delle tariffe per il servizio idrico integrato applicate in tutti i capoluoghi di regione italiani nel 2024 ha preso come riferimento unafamiglia tipo composta da 3 persone con un consumo medio annuo di 150 oppure di 182 m3/annui. Nella composizione delcosto finale sono comprese le vocirelative a:acquedotto,canone di fognatura,canone di depurazione,quota fissa(o ex nolo contatori),componenti di perequazione(UI1, UI2, UI3 e UI4) eIVA al 10%.

Dai dati esaminati emerge quanto segue.
– Per quanto riguarda una famiglia di 3 componenti per 150 m3 di consumo annuo, le tariffe nei 20 capoluoghi di regione italiani registrano ilcosto più altoFirenze,PerugiaeGenovarispettivamente con 564,04 euro, 511,79 euro e 504,28 euro; mentre quelle dovesi paga menoper il servizio idrico sonoMilano(160,13 euro),Campobasso (191,18 euro) eNapoli (193,64 euro). Dall’analisi delle tariffe, confrontando gli importi da pagare nel 2024 (consumo di 150 m3 per tre componenti) e nel 2016 per egual consumo emergeun aumento medio del 40%. Sopra le righe, la crescita del costo del servizio nella città diPotenza (+72%),in diminuzione i prezzi a Trento(-2%).
– Per quanto riguarda una famiglia di 3 componenti per 182 m3 di consumo annuo, dall’analisi delle tariffe sui 20 capoluoghi di regione italiani,registrano il costo più altole città diFirenze,Perugia e Genova, rispettivamente con 763,41 euro, 618,09 euro e 614,07 euro; mentre quelle dovesi paga menoper il servizio idrico sonoMilano(177,15 euro),Napoli(206,45 euro) eCampobasso(234,66 euro).
Per entrambi i livelli di consumo idrico esaminato (150 m3 e 182 m3), è ilcentro Italia ad essere l’area geografica in cui le tariffe applicate sono le più alte, rispettivamente con una media di 463,84 euro per 150 m3 e di 586,20 euro per 182 m3.
Le criticità
Sono tanti i profili di criticità e carenza che sono stati rilevati dall’indagine di Federconsumatori sul servizio idrico in relazione al servizio idrico nel nostro Paese, che sono stati sintetizzati in3 macro-temi principali, da cui dovrebbero partire le azioni strategiche da mettere in campo:
1, L’eccessiva frammentazione dell’offerta dei gestori, che rende necessario rafforzare la dimensione media degli operatori del settore, favorendo piani di integrazione dei gestori nei piccoli contesti territoriali, privilegiando sempre e soprattutto l’efficienza e, il più possibile, il contesto pubblico. Federconsumatori ritiene prioritario, infatti, trovare ilgiusto equilibrio tra una gestione di carattere industriale con un forte legame con il territorio e il controllo da parte delle istituzioni locali e dei cittadini.
2.Le reti colabrodo: il 22 marzo 2024, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, l’Istat ha pubblicato i dati sullo stato della rete idrica in Italia, confermando la tendenza di dispersione dell’acqua che nel 2022 è stata pari al 42,4% (tra i più alti d’Europa).
3.Accesso alla risorsa: costi e tariffe sempre più elevati, uniti a unprogressivo impoverimento delle famigliee a unsistema di sostegni non sempre adeguatoa garantire l’accesso a questa risosta essenziale, sono 3 elementi che rischiano di prospettareinaccettabili disparità e povertàanche in questo settore (seppur con le dovute salvaguardie già in parte previste). Federconsumatori ritiene che un similerischio debba essere scongiurato in ogni modo e con ogni mezzo, traducendosi in un grave vulnus di civiltà e democrazia nel nostro Paese.

Le proposte
Alla luce dei costi e delle criticità esposte, Federconsumatori ritiene necessario e prioritario:
– agire sui costi, definendo un prezzo calibrato alla capacità reddituale dei cittadini, introducendo un approccio sociale, con agevolazioni adeguate;
– avviare un serio piano di investimento per rendere più efficiente, moderna e sicura la rete, al fine di ridurre le gravi dispersioni che, nel settore agricolo, ad esempio, finiscono per incidere sulla determinazione dei prezzi dei prodotti agricoli in tempi di siccità;
– definire, anche attraverso un piano di agevolazioni e supporto, la dotazione di sistemi anti-spreco a livello industriale e agricolo, oltre che civile, con l’adozione di bacini di raccolta, impianti di trattamento delle acque reflue per utilizzi industriali, ricerca e innovazione per la realizzazione di impianti di desalinizzazione, sistemi di sbarramento per consentire il riutilizzo di risorse idriche che andrebbero altrimenti sprecate;
– avviare una seriacampagna di sensibilizzazione sulla gestione della risorsa idrica, per promuovere un uso responsabile da parte di tutti.

