Contestualmenteallo svolgimento di un evento collaterale ufficiale della COP29, organizzato da UNEP, Global Peatland Initiatives, Michael Succow Foundation, Convenzione di Ramsar sulle zone umide, Wetlands International, Global Environment Centre e FAO dal titolo “Alla scoperta dei punti caldi delle torbiere globali per l’azione per il clima: un ponte tra scienza e politica”, l’UNEP ha lanciato il “Global Peatland Hotspot Atlas” che evidenzia le minacce a cui sono esposte le torbiere, il più grande serbatoio di carbonio del mondo.
Agricoltura, urbanizzazione, deforestazione e attività industriali mettono a rischio le torbiere, pozzi di carbonio critici e hotspot di biodiversità.
Lo sottolinea l’UNEPche ha pubblicato il 21 novembre 2024, contestualmente ad un evento collaterale ufficiale della COP29 di Baku (Revealing Global Peatland Hotspots for climate action: bridging science and policy), ilRapporto“Global Peatland Hotspot Atlas. The State of the World’s Peatland in Maps”, che presenta lemappe aggiornate dei punti caldi della distribuzione globale delle torbiere, presenti in 177 Paesi dei 193 Stati membri delle nazioni Unite, evidenziando le minacce a cui sono esposte e le opportunità per ripristino e conservazione.
L’IniziativaGlobal Peatlands(GPI), guidata dall’UNEP, è stata lanciata nel 2016 alla COP22 di Marrakech (Marocco) per salvare le torbiere come il più grande stock di carbonio organico terrestre al mondo, impedendo che venga emesso nell’atmosfera.
“Le torbiere, le riserve di carbonio della natura, possono fare la differenza o il fallimento degli obiettivi climatici globali– ha affermatoSusan Gardner, Direttrice della Divisione Ecosistemi dell’UNEP –Situate in quasi tutti i paesi, le torbiere non solo immagazzinano grandi quantità di carbonio, ma forniscono anche servizi essenziali su cui milioni di persone fanno affidamento ogni giorno. La loro protezione è un investimento fondamentale nel benessere umano“.
Le torbiere sono ecosistemi unici e rari che, nonostantecoprano solo circa il 3-4% della superficie terrestre del pianeta, contengono fino a un terzo del carbonio del suolo mondiale, che è il doppio della quantità di carbonio presente nelle foreste del mondo. A livello locale, le torbiereaiutano a regolare e purificare l’acqua, a supportare i mezzi di sostentamento locali e a ridurre i rischi di incendi, siccità e inondazioni. Il rapporto rileva, inoltre, cheforniscono habitat per oltre 1.000 specie vegetali e animali vulnerabili, in pericolo e in pericolo critico.

Oltre ai benefici per le comunità circostanti,la protezione delle torbiere è fondamentale per mitigare il cambiamento climatico. Degradate, emettono oggi il 4% delle emissioni globali di gas serra derivanti dalle attività umane.
Il rapporto mette in guardia dal degrado e dalla subsidenza delle torbiere a causa del drenaggio nei tropici per l’agricoltura, l’allevamento di bestiame e le piantagioni di palma da olio. Loscioglimento del permafrostdovuto al cambiamento climatico è un altrofattore chiave del loro rapido degrado.
Nel complesso,500.000 ettari(~ 0,1%)di torbiere intatte vengono distrutti ogni anno dalle attività umanein aree calde come l’Asia orientale e sudorientale, mentre le torbiere rimangono per lo più intatte nelle regioni lontane dai mercati internazionali, all’interno di alcune zone (subartiche), boreali e tropicali.

Il rapporto si basa sullaValutazione globale delle torbiere del 2022 (GPA), la valutazione più completa delle torbiere fino ad oggi, sviluppato dalla GPI con il supporto di un gruppo di 226 esperti provenienti da tutti i Paesi per stabilire lo stato delle torbiere del mondo, sollecitando i decisori politici a dare priorità alla loro protezione come soluzione climatica conveniente, che offre molteplici vantaggi alle persone, alla natura e al clima.
