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Giornata per eliminare la violenza contro le donne: #NoExcuse!

di Anna Rita Rossi
La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra in tutto il mondo il 25 novembre 2024, costituisce un’occasione di riflessione, dibattito e impegno sul tema, per azioni concrete di contrasto agli atti di violenza e di maltrattamenti di cui le donne sono vittime. La Giornata segna anche l’inizio dell’annuale Campagna dell’ONU UNiTE che quest’anno ha per tema “Ogni 10 minuti, una donna viene uccisa. Non ci sono scuse. #Noexcuse”, e che si concluderà il 10 dicembre 2024 “Giornata per i Diritti Umani”, proprio per sottolineare il fatto che la violenza contro le donne è una vera e propria violazione dei diritti umani.

Il 25 novembre 2024 è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (International Day for the Elimination of Violence against Women), adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con risoluzione del 17 dicembre 1999, che ha definitoviolenza contro le donne “qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca, o che possa comportare come risultato, un danno o una sofferenza fisica e psicologica per le donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che si verifichi nella vita pubblica o privata”.

La data del 25 novembre fu adottata, ufficializzando di fatto quella che era stata scelta da un gruppo di donne attiviste che, riunitesi nell’Incontro Femminista Latino-americano e dei Carabi (Bogotà, 1981), avevano voluto ricordare il giorno del brutale assassinio nel 1960 delle 3 sorelle Mirabal, tenaci oppositrici del regime di Rafael Leónidas Trujillo, il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

La Giornata rappresenta un momento di riflessione, di dibattito e di impegno sul tema, per azioni concrete di contrasto agli atti di violenza e di maltrattamenti di cui le donne sono vittime in tutto il mondo.

La violenza contro le donne e le ragazze è una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, pervasive e devastanti nel nostro mondo di oggi, colpendo una donna su 3 (dato rimasto sostanzialmente invariato nell’ultimo decennio), e per lo più non viene denunciata a causa dell’impunità, del silenzio, dello stigma e della vergogna che la circondano.

In termini generali, si manifesta in forme fisiche, sessuali e psicologiche, comprendendo:
– la violenza del partner intimo (percosse, abusi psicologici, stupro coniugale, femminicidio);
– le violenze e molestie sessuali (stupri, atti sessuali forzati, avances sessuali indesiderate, abusi sessuali su minori, matrimoni forzati, molestie stradali, stalking, molestie informatiche);
– la tratta di esseri umani (schiavitù, sfruttamento sessuale);
– la mutilazione genitale femminile
– il matrimonio infantile.

Le conseguenze negative sulla salute psicologica, sessuale e riproduttiva della violenza contro donne e ragazze si ripercuotono in tutte le fasi della loro vita. Ad esempio, gli svantaggi educativi precoci non solo rappresentano l’ostacolo principale alla scolarizzazione universale e al diritto all’istruzione delle ragazze, ma sono anche responsabili di limitare l’accesso all’istruzione superiore e si traducono persino in limitazioni alle opportunità delle donne sul mercato del lavoro.

La violenza contro le donne e le ragazze rimane la violenza umana più diffusa e pervasiva violazione dei diritti nel mondo. A livello globale, si stima che 736 milioni di donne (quasi una su tre) abbiano subìto violenza fisica e/o sessuale, almeno una volta nella vita. Solo nell’ultimo anno, a livello globale, una donna o ragazza su 8, tra i 15 e 49 anni, ha subito violenza da parte del partner. Se non ci sarà un’azione accelerata, saranno 9 milioni le ragazze costrette a sposarsi durante l’infanzia entro l’anno 2030. Sono oltre 230 milioni le ragazze e donne che hanno subìto mutilazioni genitali femminili, il che rappresenta un aumento del 15%, ovvero 30 milioni di ragazze e donne in più rispetto ai dati di 8 anni fa.

L’uccisione di donne e ragazze è in aumento. Il numero di donne e ragazze uccise intenzionalmente nel 2022 – quasi 89.000 – è stato il numero annuo più alto registrato negli ultimi 20 anni. Donne e ragazze corrono un rischio maggiore di omicidio domestico, con il 55% di tutti gli omicidi femminili commessi da partner intimi o altri membri della famiglia, mentre sono il 12% quelli maschili perpetrati nella sfera privata. Il femminicidio è una questione universale che colpisce tutti i paesi e regioni, ed è la manifestazione ultima e più brutale di un continuum di violenza contro donne e ragazze.

Leemergenze globali, lecrisi socio-economiche, ilCOVID-19, iconflitti in atto, icambiamenti climaticihanno ulteriormente intensificato la violenza contro le donne e le ragazze, esacerbando cause e fattori di rischio. Si stima chel’80% delle persone sfollate a causa dei cambiamenti climatici sia costituito da donne.  Anchei contesti umanitariinfluiscono sui livelli di violenza contro le donne: il 70% delle donne subisce violenza di genere in situazioni di emergenze umanitarie, contro il 35% in altri contesti. Anche la digitalizzazione in rapida espansione sta aumentando la violenza online contro donne e ragazze, aggravando le forme di violenza esistenti e portando all’emergere di nuove: la percentuale dal 16 al 58% e sono particolarmente colpite le donne della generazione Z e le Millennials.

Le donne non sono un gruppo omogeneo e la violenza di genere colpisce alcune donne in gradi o modi diversi. Questi fattori discriminatori includono etnia/razza, status di indigeno o di minoranza, colore, status socioeconomico e/o casta, lingua, religione o credo, opinione politica, origine nazionale, stato coniugale e/o stato materno, età, ubicazione urbana/rurale, stato di salute, disabilità, proprietà immobiliare, essere lesbiche, bisessuali, transgender o intersessuali, e analfabetismo.

In questo contesto, porre fine alla violenza contro le donne potrebbe sembrare inimmaginabile, ma non lo è. Ridurre su larga scala la violenza contro le donne può essere conseguita attraverso approcci globali, che coinvolgano l’intero governo e l’intera società, sostenuti da finanziamenti dedicati, anche alle organizzazioni per i diritti delle donne, sono le azioni più efficaci, perché porre fine alla violenza contro le donne è affare di tutti

Per questo, il 25 novembre è anche il giorno di inizio dellaCampagna, sostenuta dall’ONU attraverso l’iniziativa UNiTE(End Violence against Women initiative), gestita da UN Women, per porre fine entro il 2030 alla violenza contro le donne, che si concluderà il 10 dicembre 2024 Giornata per i Diritti Umani”, proprio per sottolineare il fatto che la violenza contro le donne è una vera e propria violazione dei diritti umani.

Il tema scelto per il 2024 “Ogni 10 minuti, una donna viene uccisa. #NoExcuse. UNiTE per porre fine alla violenza contro le donne” vuole mettere in evidenza l’allarmante escalation della violenza contro le donne. Il colore arancione rimane un simbolo chiave delle Nazioni Unite per unificare le attività globali e attirare l’attenzione sull’iniziativa. I partner globali della Campagna sono invitati ad indossare vestiticolor arancionee a utilizzare tale colore sugli edifici, negli eventi, in spazi digitali e fisici, mentre in Italia per la Giornata del 25 novembre il colore esibito è il rosso e uno degli oggetti simbolo è rappresentato da scarpe rosse da donna (di solito allineate nelle piazze o in luoghi pubblici) a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio.

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