Un Rapporto pubblicato da IEEFA, influente think tank energetico, afferma che il piano di investimenti da 16,6 miliardi di euro del Gestore della rete elettrica in Italia (Terna) potrebbe alleviare la congestione della rete, ridurre il taglio forzato della produzione di energie rinnovabili e migliorare la competitività a lungo termine, limitando al contempo l’impatto sulle bollette dei consumatori.
Terna (Gestore della rete elettrica italiana) può rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia aumentando gli investimenti nella rete elettrica per supportare più energie rinnovabili, senza aumentare i costi per i consumatori.
Lo evidenzia ilRapporto“Terna: Financing Italy’s grid modernisation”, pubblicato oggi (11 marzo 2026) dall’Institute for Energy Economics and Financial Analysis(IEEFA), specializzato sulle questioni relative ai mercati, alle tendenze e alle politiche dell’energia, con l’obiettivo di accelerare la transizione verso un’economia energetica diversificata, sostenibile e redditizia, cheesamina come Terna possa realizzare infrastrutture in linea con le esigenze del Paese, garantendo che gli investimenti necessari possano apportare ampi benefici socio-economici a lungo termine senza incidere materialmente sulla convenienza energetica a breve termine.
L’Italia è il Paese dell’Europa occidentale che dipende maggiormente dalle importazioni di energia, ricevendo il14,2% della sua elettricità nel 2024 dall’estero. Lo squilibrio commerciale è in aumento, evidenziando la mancanza di capacità elettrica interna. Secondo il Rapporto questa non è un’opzione praticabile a lungo termine per una domanda di sistema di oltre 300 terawattora (TWh)/anno.

La transizione energetica e la modernizzazione della rete elettrica in Italia, vi si afferma, richiederanno unaumento sostanziale degli investimenti(capex), ponendo Terna, proprietaria e gestore della rete di trasmissione ad alta tensione in Italia, al centro di una sfida importante dal punto di vista operativo, finanziario e di investimento. Per realizzare la necessaria espansione della rete elettrica sarà necessariobilanciare lo sviluppo accelerato delle infrastrutture con la resilienza finanziaria e la stabilità normativa.
La Società ha previsto di investire16,6 miliardi di euro nella rete tra il 2024 e il 2028. Per raggiungere questo obiettivo, l’azienda dovrà aumentare significativamente la spesa in conto capitale rispetto agli anni precedenti, pur mantenendo il suo rating creditizioinvestment grade(NdR: obbligazioni o emissioni con un rischio di default medio-basso e alta affidabilità, certificati dalle agenzie di rating).
Nonostante l’entità degli investimenti richiesti, l’IEEFA stima che letariffe di trasmissione di Terna potrebbero rimanere vicine al loro storico 4% delle bollette elettriche totali dei clienti fino al 2028, a dimostrazione cheè possiblerealizzare importanti ammodernamenti della rete senza causare un aumento significativo dei costi per i consumatori.
“La competitività a lungo termine e la sicurezza energetica dell’Italia dipenderanno dalla solidità della sua rete elettrica– ha affermatoJonathan Bruegel, Analista energetico presso lo IEEFA–Gli investimenti nella trasmissione di energia elettrica sono essenziali per ridurre la congestione della rete e accelerare l’integrazione delle energie rinnovabili, con potenziali ampi benefici, spesso a lungo termine e non immediatamente visibili. Terna è al centro di questa trasformazione”.
La produzione di energia rinnovabile in Italia è concentrata nel Sud, mentre la domanda di elettricità rimane ancorata al Nord industrializzato. Poiché la congestione che ne deriva limita il flusso di energia pulita e aumenta i costi di sistema,il rapporto invita Terna a dare priorità al rafforzamento del corridoio nord-sud e delle interconnessioni internazionali.
“Senza una consegna tempestiva– ha osservato Bruegel.-l’integrazione delle energie rinnovabili rallenterà, la riduzione aumenterà e le inefficienze del sistema persisteranno”.
La ricerca spiega inoltre cheTerna può mantenere una solida posizione finanziaria avvalendosi di un mix di fonti di finanziamento pubbliche e private. Nel 2024, l’84% dei ricavi di Terna proveniva da attività regolamentate. Nell’ambito del quadro regolatorio italiano, i rendimenti sono legati agli investimenti che creano maggiore valore, offrendo a Terna unchiaro incentivo a migliorare l’efficienza e ad ampliare la propria capacità di investimento attraverso una solida esecuzione dei progetti.

L’azienda ha inoltre dimostrato la sua capacità di attrarre finanziamenti emettendo1,6 miliardi di euro di debito nell’ambito dello standard europeo per i green bond, supportata dalla forte domanda degli investitori.
“Grazie a ricavi prevedibili e regolamentati, un accesso costante ai mercati dei capitali e crescenti opportunità attraverso gli strumenti dei green bond, l’azienda è ben posizionata per supportare gli aggiornamenti richiesti– ha aggiuntoKevin Leung, Analista di finanza sostenibile, mercati del debito – Europa presso lo IEEFA, l’altro co-autore del Rapporto –È importante utilizzare strumenti di finanziamento innovativi e finanziamenti pubblici mirati per ridurre la necessità di debito aggiuntivo, soprattutto per i progetti che offrono un elevato valore a lungo termine”.
Secondo gli autori del Rapporto, leautorità di regolamentazione italiane dispongono di molteplici strumenti per supportare la modernizzazione della rete, limitando al contempo l’impatto sulle bollette dei consumatori. Uno dei passi più importanti èridurre il legame tra le bollette elettriche e le fluttuazioni dei prezzi del gas, essenziale per mantenere l’energia a prezzi accessibili. Altre misure di supporto includonoil rafforzamento della tariffazione del carbonioel’attuazione di riforme fiscali ambientali che tengano conto dei benefici sociali ed economici a lungo termine dell’energia pulita.
La scorsa settimana è stato presentato loStudio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da The European House – Ambrosetti (TEHA Group) in collaborazione con Terna, che evidenza come, in un contesto in cui le rinnovabili rappresentano ormai quasi la metà della generazione nazionale, la capacità di Terna di integrare la nuova produzione e accumuli in condizioni di stabilità , sia un fattore determinante per la competitività dell’Italia.
