Cambiamenti climatici Salute

Sistemi sanitari: impreparati alla crisi climatica

Il Rapporto Speciale su Salute e i Cambiamenti Climatici dell’OMS e Governo brasiliano, presentato alla COP30 di Belém, evidenzia i rischi urgenti e immediati per la salute correlati al clima e la necessità di intensificare gli interventi fin da ora, dal momento che le azioni di adattamento e i flussi di finanziamento analizzati sono del tutto inadeguati alla resilienza dei sistemi sanitari.

I cambiamenti climatici stanno già causando un’emergenza sanitaria globale, con oltre 540.000 persone che muoiono ogni anno a causa del caldo estremo e un ospedale su 12 in tutto il mondo è a rischio di chiusura a causa degli impatti del clima.

L’avvertimento è dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che, in collaborazione con il Governo e il Ministero della Salute del Brasile, ha presentato il 14 novembre 2025 alla COP30 di Belém dove è in corso la Conferenza sul Clima, il Rapporto speciale su Salute e Cambiamenti Climatici (Delivering the Belém Health Action Plan: COP30 Special Report on Health and Climate Change).

La crisi climatica è una crisi sanitaria, non in un futuro lontano, ma qui e ora – ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS – Questo rapporto speciale fornisce prove dell’impatto dei cambiamenti climatici sugli individui e sui sistemi sanitari, nonché esempi concreti di ciò che i Paesi possono fare, e stanno facendo, per proteggere la salute e rafforzare i sistemi sanitari“.

Gli impatti sulla salute correlati ai cambiamenti climatici (Fonte: COP30 Special Report on Health and Climate Change, 2025).

Con temperature globali che superano di oltre 1,5 °C i livelli preindustriali, il mondo sta già subendo crescenti impatti sulla salute. Il rapporto rileva che tra 3,3 e 3,6 miliardi di persone vivono già in aree altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici e che gli ospedali affrontano un rischio di danni dovuti a eventi meteorologici estremi superiore del 41% rispetto al 1990, ponendo in luce l’urgente necessità di rafforzare e adattare i sistemi sanitari per proteggere le comunità dagli shock climatici.

Le proiezioni aggiornate del Carbon Action Tracker (CAT), presentate a Belém il 12 novembre, indicano che il mondo è sulla buona strada per un riscaldamento di 2,5°C, mentre l’Emissions Gap Report dell’UNEP, diffuso la scorsa settimana, prevede che, in uno scenario “business as usual“, il mondo si dirigerebbe verso i 2,8°C.

Senza una rapida decarbonizzazione, il numero di strutture sanitarie a rischio potrebbe raddoppiare entro la metà del secolo, il che sottolinea l’importanza cruciale di attuare misure di adattamento per salvaguardare le infrastrutture sanitarie. Gli stessi sistemi sanitari contribuiscono al 4,4% delle emissioni globali di gas serra e necessita di una rapida transizione verso sistemi a basse emissioni di carbonio e resilienti ai cambiamenti climatici.

Il Rapporto Clima e Salute individua lacune persistenti che richiedono un’attenzione urgente. Solo il 54% dei piani nazionali di adattamento sanitario valuta i rischi per le strutture sanitarie e meno del 30% degli studi sull’adattamento sanitario considera il reddito, il 20% considera il genere e meno dell’1% include le persone con disabilità.

I dati sono chiari: proteggere i sistemi sanitari è uno degli investimenti più intelligenti che un Paese possa fare – ha sottolineato Nick Watts, Presidente dellExpert Advisory Group del Rapporto e Direttore del Centro per la Medicina Sostenibile all’Università nazionale di Singapore (NUS), che ha presentato il Rapporto a Belém – Con solo il 7% dei finanziamenti per l’adattamento alla salute permetterebbe di salvaguardare miliardi di persone e di mantenere operativi i servizi essenziali durante gli shock climatici, quando i nostri pazienti ne hanno più bisogno“.

Si stanno compiendo progressi: tra il 2015 e il 2023, il numero di Paesi dotati di Sistemi nazionali di Allerta Rapida Multi-Rischio (MHEWS) è raddoppiato, raggiungendo quota 101, coprendo ora circa due terzi della popolazione mondiale. Tuttavia, solo il 46% dei Paesi meno sviluppati e il 39% dei Piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS) dispongono di sistemi efficaci.

Il messaggio centrale del rapporto è chiaro: ora ci sono prove più che sufficienti per intensificare gli interventi, oggi stesso. Per ogni componente del Piano d’azione per la salute di Belém esistono interventi economicamente vantaggiosi, ad alto impatto. Tuttavia, le strategie di adattamento potrebbero fallire se non affrontano le cause profonde della disuguaglianza sanitaria, sia all’interno dei sistemi sanitari che nella società.

Requisiti di finanziamento per l’adattamento (esigenze finanziarie, estrapolate dai NDC e dai PAN presentati), costi globali modellati e flussi finanziari attuali (Fonte: COP30 Special Report on Health and Climate Change, 2025).

Il Piano d’azione per la salute di Belém è strutturato attorno a due princìpi e concetti trasversali: equità sanitaria e giustizia climatica; leadership e governance in materia di clima e salute con partecipazione sociale.

Il Piano delinea inoltre le linee d’azione per sistemi sanitari resilienti al clima:
– Sorveglianza e monitoraggio, focalizzati sul rafforzamento della sorveglianza sanitaria integrata e informata sul clima;
Politiche, strategie e rafforzamento delle capacità basate su prove concrete , volte a migliorare la capacità dei sistemi nazionali e locali di implementare soluzioni efficaci e basate sull’equità;
Innovazione, produzione e salute digitale, che promuove la ricerca, lo sviluppo e l’accesso alle tecnologie che soddisfano i bisogni sanitari delle diverse popolazioni.;
Integrare gli obiettivi sanitari nei contributi determinati a livello nazionale (NDC) e nei piani nazionali di adattamento (NAP);
– Sfruttare i risparmi finanziari derivanti dalla decarbonizzazione per finanziare l’adattamento sanitario e la capacità della forza lavoro;
Investire in infrastrutture resilienti, dando priorità alle strutture sanitarie e ai servizi essenziali;
Dare potere alle comunità e ai sistemi di conoscenza locali per dare forma a risposte che rispecchino le realtà vissute.

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