Secondo una nuova relazione della Corte dei conti europea (ECA), permangano criticità al pieno sviluppo del mercato unico dei servizi, penalizzando non solo le imprese ma anche i consumatori che in un mercato più integrato avrebbero maggiore scelta, prezzi più competitivi e una migliore qualità dei servizi. L’ECA addossa responsabilità anche ai Paesi membri che limitano lo sviluppo del mercato unico dei servizi, con misure regolamentari o amministrative. Il caso italiano delle concessioni per i servizi balneari.
La Commissione europea non ha fatto abbastanza per eliminare le considerevoli barriere che le imprese dell’UE incontrano da anni quando forniscono i propri servizi in un altro paese dell’UE. Al contempo, i Paesi membri hanno una parte di responsabilità nel minare l’integrazione del mercato unico dei servizi attraverso misure regolamentari o amministrative.
Lo evidenzia la Corte dei conti europea (ECA) nellaRelazione speciale“Mercato unico dei servizi. L’azione della Commissione per rimuovere gli ostacoli ai servizi transfrontalieri è ancora insufficiente”
L’organismo di controllo finanziario dell’UE critica l’esecutivo europeo per la mancanza di obiettivi chiari e di ambiione strategica, sottolineando al contempo che anche i paesi dell’UE hanno una parte di responsabilità nel minare l’integrazione del mercato unico dei servizi attraverso misure regolamentari o amministrative. La verifica giunge in un contesto di studi critici sull’argomento, come il “Rapporto Draghi” sulfuturo della competitività europeae il “Rapporto Letta” sulfuturo del mercato unico, entrambi pubblicati nel 2024.
Nell’UE,le persone fisiche e le imprese hanno il diritto di fornire e ricevere servizi oltre confine senza discriminazioni o restrizioni ingiustificate. La libera circolazione dei servizi promuove la concorrenza e la crescita e consolida il mercato unico del blocco. LaDirettiva sui serviziè il principale strumento legislativo per rimuovere le barriere nazionali più significative al commercio di servizi nell’UE.
I servizi, che spazianodall’edilizia e dai trasporti all’architettura, all’informatica e ai servizi per l’impiego,rappresentano circa il 70% del prodotto interno lordo (PIL) dei paesi dell’UE, ma solo il 20% dei servizi viene erogato a livello transfrontaliero. Secondo il Rapporto Letta, è ancora necessariorimuovere ostacoli significativi per sbloccare appieno il potenziale del mercato unico dei servizi. Alla base del problema vi sono notevoli differenze nei requisiti nazionali di autorizzazione e certificazione, unitamente a normative nazionali divergenti, procedure amministrative onerose e restrizioni all’invio di lavoratori all’estero, tutti elementi che creano barriere di lunga data che rendono difficile e costoso per le imprese fornire servizi a livello transfrontaliero.
La relazione, che analizza l’efficacia dell’azione della Commissione europea nel periodo 2015–2025, mette in evidenza come, nonostante i progressi compiuti, permangano criticità che limitano il pieno sviluppo del mercato unico dei servizi.
Queste dinamiche non riguardano soltanto le imprese, ma hannoeffetti diretti anche sui consumatori. Un mercato più integrato può favorire unamaggiore scelta,prezzi più competitivie unamigliore qualità dei servizi; al contrario, la presenza di barriere continua a ridurre, almeno in parte, i benefici concreti che il mercato unico è in grado di offrire ai cittadini europei.
“Le imprese nell’UE continuano ad affrontare notevoli difficoltà nel fornire servizi a livello transfrontaliero – ha dichiaratoHans Lindblad, membro della Corte dei conti europea a capo dell’audit –Gli sforzi della Commissione per eliminare le barriere sono ancora insufficienti”.
In termini di intensità degli scambi transfrontalieri nel 2023, le importazioni e le esportazioni hanno rappresentato lo 0,4% del fatturato nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio, lo 0,8% nelle costruzioni, il 4,6% nei servizi legali e contabili, il 6,6% nell’ingegneria, l’8,1% nei trasporti, il 15% nei servizi informatici e il 31,8% nella pubblicità e nelle ricerche di mercato. Un’analisidella Commissione stima cheulteriori riforme ambiziose potrebbero generare una crescita aggiuntiva del 2,5% del PIL dell’UE entro il 2027.
Circa il 60% degli ostacoli al mercato unico dei servizi dell’UE, individuati nel 2002, persistevano nel 2023 e continuavano a intralciare l’attività delle imprese e la concorrenza sui prezzi. La Commissione ha adottato misure per affrontare il problema, ma fino al 2025 i suoisforzi sono stati privi non solo di un orientamento strategico, ma anche di una procedura per individuare correttamente gli ostacoli con il maggiore potenziale impatto. La situazione non è cambiata molto da quando la Commissione ha adottato ilPiano d’azione a lungo termineper una migliore attuazione delle norme del mercato unico e la nuovaStrategia per il mercato unicodel 2025. Nonostante questi strumenti, la Corte osserva che non è stato sviluppato un sistema efficace per identificare e dare priorità agli ostacoli più rilevanti, e chepersiste una certa vaghezza sugli obiettivi concreti e sulle modalità di intervento.

Poiché la Commissione non disponeva di dati completi più recenti, la Corte ha esaminato l’evoluzione degli ostacoli dopo l’esercizio di mappatura della Commissione del 2021, visitando6 Stati membri, tra cui l’Italia. Nel monitoraggio relativo al nostro Paese, l’ECA segnala positivamente lariforma dei servizi delle guide turistiche,come condizione per il finanziamento del PNRR, cheha facilitato l’ingresso dei prestatori di servizi sul mercato transfrontaliero, garantendo il pieno riconoscimento delle qualifiche professionali acquisite in altri Stati membri dell’UE o in paesi considerati equivalenti a tal fine.
Al contempo, l’ECA sottolineail notevole ritardo dell’Italia riguardo alle concessioni pubbliche. Nonostante la Commissione abbia avviato una procedura di infrazione per iservizi balneariche non vengono aggiudicate mediante procedure di appalto pubblico, e una Sentenza della Corte di giustizia europea, unnuovo decreto legge adottato nel 2024 proroga ulteriormente la validità delle concessioni fino al 2027. Una situazione analoga si è verificata nel settore delcommercio al dettaglio, in cuisolo nel 2023 una nuova legge ha riformato il sistema di assegnazione delle concessioni per il commercio su aree pubbliche. Questa forma di commercio rappresenta circa un quinto di tutta l’attività al dettaglio in Italia, con circa 160 000 dettaglianti soggetti a concessioni nel 2023. Tuttavia,la stessa legge prevedeva anche proroghe delle concessioni per una durata di 10 anni.
L’ECA propone diverse modalità affinché la Commissione diventi più efficace nel garantire il funzionamento del mercato unico dei servizi. Tra le principali raccomandazioni segnalate:
–definire una strategia chiara e ambiziosa, basata su dati aggiornati e priorità economiche;
–utilizzare in modo più efficace il semestre europeo e i finanziamenti dell’UE per incentivare le riforme nei diversi Stati membri;
–chiarire la normativa e concentrare l’applicazione delle regole sui casi con maggiore impatto sul mercato unico;
–rafforzare gli strumenti esistenti per facilitare l’accesso ai servizi transfrontalieri;
–migliorare il monitoraggio e la valutazione dei progressi compiuti nell’integrazione del mercato unico dei servizi.
L’attuazione di queste raccomandazioni potrebbe rendere l’azione della Commissione più efficace, favorendo una reale integrazione del mercato unico dei servizi.Senza un impegno più deciso, imprese e consumatori continueranno a operare in un contesto frammentato, limitando opportunità di crescita e sviluppo nell’UE.
