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Scienza e tecnologia: forte è la fiducia degli europei

La nuova e più vasta indagine finora condotta da Eurobarometro (oltre 37.000 partecipanti e 38 Paesi coinvolti) su scienza e tecnologia evidenzia la grande fiducia che i cittadini europei vi ripongono, convinti anche che ricerca e innovazione fra 20 anni renderanno migliore il loro stile di vita e aiuteranno ad affrontare le sfide del futuro.

Quasi 9cittadini dell’UE su 10 (86%) pensano che l’influenza complessiva della scienza e della tecnologia sia positiva e si aspettano che le nuove tecnologie attualmente in fase di sviluppo, avrannoun effetto positivo sul proprio stile di vita nei prossimi 20 anni: in particolare l’energia solare (92 %), i vaccini e la lotta contro le malattie infettive (86 %) e l’intelligenza artificiale (61 %).

Sono alcuni dei risultati della nuovaindagine specialediEurobarometrosulla conoscenza e l’atteggiamento dei cittadini europei nei confronti della scienza e della tecnologia, lapiù vasta finora condotta sul tema scienza e tecnologia per numero di partecipanti (37.103) e Paesi coinvolti (38: oltre agli Stati membri dell’UE, il Regno Unito, i Paesi dell’allargamento dell’UE e gli Stati EFTA).

Dall’’indagine, pubblicata il 23 settembre 2021, ma condotta tra il 13 aprile e il 10 maggio 2021, principalmente mediante interviste faccia a faccia, emerge inoltre ilgrande interesse dei cittadini per la scienza e la tecnologia(82%) eil desiderio di trovare fonti di conoscenze scientifiche e tecnologiche in luoghi come municipi, musei e biblioteche(54 %).

È dallatelevisioneche la maggior parte dei cittadini dell’UE attinge le informazioni sugli sviluppi scientifici e tecnologici (63 %), seguita dareti sociali e blog(29 %) e daigiornali online o cartacei(24 %). Un’ampia maggioranza (85 %)ritiene che l’interesse dei giovani per la scienza sia determinante per la prosperità futuraed è sempre una maggioranza (61 %) a considerare la partecipazione di non scienziati alla ricerca e all’innovazione la garanzia che la scienza e la tecnologia rispondano ai bisogni e ai valori della società.

Rispetto ad una precedente survey condotta nel 2013, in molti settori l’interesse, leaspettative e l’impegno dei cittadini dell’UE nei confronti della scienza e della tecnologia sono cresciuti. Alla domanda che chiedeva di indicare i settori in cui la ricerca e l’innovazione possono fare la differenza, quelli più menzionati sono stati l’assistenza medico-sanitariae lalotta contro i cambiamenti climatici. Questi risultati rispecchiano il crescenteinteresse per le nuove scoperte mediche, che dal 2010 èpassato dall’82 % all’86 %.

“Ci rassicura osservare un atteggiamento nel complesso positivo verso la scienza e la tecnologia, dal momento che sono indispensabili per rispondere al coronavirus, ai cambiamenti climatici, alla perdita di biodiversità e a tutta una serie di altre sfide pressanti – ha dichiaratoMariya Gabriel, Commissaria UE per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani –Al contempodobbiamo rispondere ai cittadini preoccupati che i benefici apportati da scienza e tecnologia non vengano equamente distribuiti, prestare maggiore attenzione alla dimensione di genere nei contenuti della ricerca e riflettere sui modi in cui i cittadini e gli altri portatori di interessi possano essere maggiormente coinvolti nelle attività di ricerca e innovazione”.

Dall’indagine di Eurobarometro, fatti, emergono anche le sfide che si pongono alla ricerca e all’innovazione:molti cittadini dell’UE pensano che scienza e tecnologia aiutino soprattutto a migliorare la vita di coloro che stanno già economicamente bene (57 %)e non prestino sufficiente attenzione alle differenze tra i bisogni delle donne e quelli degli uomini (23 %); più della metà ritiene che, rispetto all’UE, i ricercatori in Cina (58 %), Stati Uniti (57 %) e Giappone (54 %) siano più avanti nelle scoperte scientifiche; vi sono inoltreampie differenze nel livello di conoscenza scientifica dei diversi strati della società.

I cittadini dell’UE hannouna buona opinione degli scienziatie delle loro caratteristiche distintive, come l’intelligenza (89 %), l’affidabilità (68 %) e lo spirito collaborativo (66 %). Più di due terzi (68 %)ritiene che gli scienziati debbano intervenire nei dibattiti politici per garantire che le decisioni tengano conto delle prove scientifiche.

Secondo poco meno di tre quarti degli intervistati (72 %),i governi dovrebbero assicurare che le nuove tecnologie vadano a beneficio di tutti e per più di tre quarti (79 %) i governi dovrebbero esigere anche dalle imprese private una risposta ai cambiamenti climatici.

La Commissione UE, per ottenere un maggiore impatto sociale e aumentare la fiducia nei confronti della scienza, ha previsto che il coinvolgimento dei cittadini, delle comunità locali e della società civile sarà alla base delnuovoSpazio europeo della ricerca, che prevede tra l’altro,la costruzione di massa critica di supporto popolare.

AncheHorizon Europe, il nuovo Programma dell’UE per la ricerca e l’innovazione (2021-2027), rafforzerà le interazioni tra scienza e società, promuovendo la creazione partecipata di programmi di ricerca e innovazione ecoinvolgendo direttamente e fattivamente i cittadini e la società civile.

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