2 Dicembre 2021
Scienze e ricerca Società

Scienza e tecnologia: forte è la fiducia degli europei

La nuova e più vasta indagine finora condotta da Eurobarometro (oltre 37.000 partecipanti e 38 Paesi coinvolti) su scienza e tecnologia evidenzia la grande fiducia che i cittadini europei vi ripongono, convinti anche che ricerca e innovazione fra 20 anni renderanno migliore il loro stile di vita e aiuteranno ad affrontare le sfide del futuro.

Quasi 9 cittadini dell’UE su 10 (86%) pensano che l’influenza complessiva della scienza e della tecnologia sia positiva e si aspettano che le nuove tecnologie attualmente in fase di sviluppo, avranno un effetto positivo sul proprio stile di vita nei prossimi 20 anni: in particolare l’energia solare (92 %), i vaccini e la lotta contro le malattie infettive (86 %) e l’intelligenza artificiale (61 %).

Sono alcuni dei risultati della nuova indagine speciale di Eurobarometro sulla conoscenza e l’atteggiamento dei cittadini europei nei confronti della scienza e della tecnologia, la più vasta finora condotta sul tema scienza e tecnologia per numero di partecipanti (37.103) e Paesi coinvolti (38: oltre agli Stati membri dell’UE, il Regno Unito, i Paesi dell’allargamento dell’UE e gli Stati EFTA).

Dall’’indagine, pubblicata il 23 settembre 2021, ma condotta tra il 13 aprile e il 10 maggio 2021, principalmente mediante interviste faccia a faccia, emerge inoltre il grande interesse dei cittadini per la scienza e la tecnologia (82%) e il desiderio di trovare fonti di conoscenze scientifiche e tecnologiche in luoghi come municipi, musei e biblioteche (54 %).

È dalla televisione che la maggior parte dei cittadini dell’UE attinge le informazioni sugli sviluppi scientifici e tecnologici (63 %), seguita da reti sociali e blog (29 %) e dai giornali online o cartacei (24 %). Un’ampia maggioranza (85 %) ritiene che l’interesse dei giovani per la scienza sia determinante per la prosperità futura ed è sempre una maggioranza (61 %) a considerare la partecipazione di non scienziati alla ricerca e all’innovazione la garanzia che la scienza e la tecnologia rispondano ai bisogni e ai valori della società.

Rispetto ad una precedente survey condotta nel 2013, in molti settori l’interesse, le aspettative e l’impegno dei cittadini dell’UE nei confronti della scienza e della tecnologia sono cresciuti. Alla domanda che chiedeva di indicare i settori in cui la ricerca e l’innovazione possono fare la differenza, quelli più menzionati sono stati l’assistenza medico-sanitaria e la lotta contro i cambiamenti climatici. Questi risultati rispecchiano il crescente interesse per le nuove scoperte mediche, che dal 2010 è passato dall’82 % all’86 %.

“Ci rassicura osservare un atteggiamento nel complesso positivo verso la scienza e la tecnologia, dal momento che sono indispensabili per rispondere al coronavirus, ai cambiamenti climatici, alla perdita di biodiversità e a tutta una serie di altre sfide pressanti – ha dichiarato Mariya Gabriel, Commissaria UE per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani – Al contempo dobbiamo rispondere ai cittadini preoccupati che i benefici apportati da scienza e tecnologia non vengano equamente distribuiti, prestare maggiore attenzione alla dimensione di genere nei contenuti della ricerca e riflettere sui modi in cui i cittadini e gli altri portatori di interessi possano essere maggiormente coinvolti nelle attività di ricerca e innovazione”.

Dall’indagine di Eurobarometro, fatti, emergono anche le sfide che si pongono alla ricerca e all’innovazione: molti cittadini dell’UE pensano che scienza e tecnologia aiutino soprattutto a migliorare la vita di coloro che stanno già economicamente bene (57 %) e non prestino sufficiente attenzione alle differenze tra i bisogni delle donne e quelli degli uomini (23 %); più della metà ritiene che, rispetto all’UE, i ricercatori in Cina (58 %), Stati Uniti (57 %) e Giappone (54 %) siano più avanti nelle scoperte scientifiche; vi sono inoltre ampie differenze nel livello di conoscenza scientifica dei diversi strati della società.

I cittadini dell’UE hanno una buona opinione degli scienziati e delle loro caratteristiche distintive, come l’intelligenza (89 %), l’affidabilità (68 %) e lo spirito collaborativo (66 %). Più di due terzi (68 %) ritiene che gli scienziati debbano intervenire nei dibattiti politici per garantire che le decisioni tengano conto delle prove scientifiche.

Secondo poco meno di tre quarti degli intervistati (72 %), i governi dovrebbero assicurare che le nuove tecnologie vadano a beneficio di tutti e per più di tre quarti (79 %) i governi dovrebbero esigere anche dalle imprese private una risposta ai cambiamenti climatici.

La Commissione UE, per ottenere un maggiore impatto sociale e aumentare la fiducia nei confronti della scienza, ha previsto che il coinvolgimento dei cittadini, delle comunità locali e della società civile sarà alla base del nuovo Spazio europeo della ricerca, che prevede tra l’altro, la costruzione di massa critica di supporto popolare.

Anche Horizon Europe, il nuovo Programma dell’UE per la ricerca e l’innovazione (2021-2027), rafforzerà le interazioni tra scienza e società, promuovendo la creazione partecipata di programmi di ricerca e innovazione e coinvolgendo direttamente e fattivamente i cittadini e la società civile.

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