27 Novembre 2022
Edilizia e urbanistica Territorio e paesaggio

Ristrutturazione degli edifici: con strategie di circolarità riduzioni di CO2  

Un briefing dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) rileva che la circolarità può ridurre significativamente l’uso dei materiali e contribuire a riduzioni aggiuntive significative delle emissioni di CO2 incorporate negli edifici europei.

La ristrutturazione degli edifici contribuisce in modo determinante al miglioramento dell’efficienza energetica e al raggiungimento di un’Unione europea (UE) climaticamente neutra entro il 2050.

A ribadirlo è il briefing Building renovation: where circular economy and climate meet” dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), che indaga su come i principi dell’economia circolare possono aumentare i vantaggi della ristrutturazione degli edifici. In particolare, evidenziando che all’orizzonte 2050, la circolarità può ridurre significativamente l’uso dei materiali e contribuire a riduzioni aggiuntive significative delle emissioni di CO2 incorporate negli edifici europei.

Secondo il briefing dell’AEA, che si basa sul Rapporto tecnico Modelling the Renovation of Buildings in Europe from a Circular Economy and Climate Perspective”, evitare l’uso di nuovi materiali da costruzione ha un grande potenziale per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Le azioni di ristrutturazione circolare più efficaci per ridurre le emissioni di CO2 e l’uso dei materiali includono l’allungamento della vita utile degli edifici esistenti, ad esempio attraverso riparazioni e retrofit anziché demolizione, e un utilizzo più efficiente degli edifici, ad esempio rendendo gli spazi multifunzionali. Queste azioni ridurrebbero la domanda di nuove costruzioni, che richiedono molti più materiali rispetto alle ristrutturazioni.

Inoltre, ambiziose strategie di ristrutturazione circolare, come l’utilizzo di materiali riciclati o progettati per lo smontaggio, potrebbero ridurre cumulativamente circa 650 milioni di tonnellate di materiali e risparmiare notevoli quantità di CO2 dal 2022 al 2050, se le strategie venissero attuate ristrutturando l’edificio, in base al parco immobiliare dell’UE.

La Commissione UE con la Comunicazione Renovation Wave (2020) ha sottolineato che è essenziale rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico, a minor intensità di carbonio e più sostenibili, al fine di conseguire l’obiettivo del 40% del consumo di energia e del 36% delle emissioni di CO2. Ciò richiede una significativa riduzione delle emissioni di carbonio durante l’intero ciclo di vita degli edifici, comprendendo sia il carbonio operativo che quello incorporato.

Inoltre, Il Piano d’azione dell’UE per l’economia circolare e le iniziative politiche che ne derivano promuovono un aumento della circolarità dell’economia dell’UE, compreso l’ambiente edificato come settore prioritario. 

Anche la proposta di nuovo Regolamento sui prodotti da costruzione (2022) creerà un quadro armonizzato per valutare e comunicare le prestazioni ambientali e climatiche dei prodotti da costruzione. I nuovi requisiti di prodotto garantiranno che la progettazione e la fabbricazione di prodotti da costruzione siano all’avanguardia, rendendoli più durevoli, riparabili, riciclabili e più facili da ricostruire.

La necessità di andare oltre le emissioni di gas serra generate dall’uso degli edifici e di adottare una prospettiva del ciclo di vita, in cui vengono affrontate le emissioni incorporate nei materiali da costruzione, è sempre più riconosciuta dagli stakeholder del settore edile (World Green Building Council). La conoscenza delle emissioni di gas serra del ciclo di vita degli edifici è quindi importante sia dal punto di vista politico che industriale.

In questo contesto, l’AEA ha individuato 3 principali obiettivi di circolarità che possono essere raggiunti attraverso azioni di rinnovamento circolare:
incrementare la durata di vita degli edifici, ritardando così la necessità di nuove costruzioni e riducendo contemporaneamente la domanda di nuovi materiali, o aumentando l’intensità di utilizzo degli edifici;
ridurre il consumo di materiali, utilizzando le risorse in modo più efficiente;
utilizzare materiali di nuova generazione, ad alto potenziale di circolarità.

Scenario di ristrutturazione (fonte: AEA)

Nell’ambito di questi obiettivi, l’AEA ha modellato 10 azioni di rinnovamento circolare:
Aumentare l’intensità di utilizzo. Trasformare gli spazi esistenti in aree polivalenti, ad esempio utilizzando le mense degli uffici come ristoranti la sera. Questo riduce la necessità di nuovo spazio nei nuovi edifici, evitando la necessità di conseguenti risorse.
– Retrofitting. Quando la domanda per un tipo di edificio diminuisce, adattarne l’uso. Ad esempio, se le conseguenze della pandemia di Covid-19 si traducono in una minore necessità di spazi per uffici, alcuni edifici per uffici possono essere convertiti ad uso residenziale. Tale retrofitting comporta una riduzione della domanda di nuovi edifici residenziali
– Scelta di materiali e prodotti da costruzione di lunga durata. Per ogni elemento costruttivo viene individuato il componente con la vita più breve, che in caso di ristrutturazione viene sostituito con uno alternativo dalla vita più lunga. Un’altra strategia consiste nel sostituire gli elementi costruttivi con altre tecnologie che offrono una maggiore durata. Ciò riduce la frequenza delle future ristrutturazioni o addirittura ritarda la demolizione con il conseguente effetto di ridurre la domanda di nuove costruzioni.
Ritardare la demolizione degli edifici. Questa azione è modellata affrontando la principale ragione non economica per la demolizione di edifici: riparare la struttura e le fondamenta di edifici invecchiati. Ciò si traduce in un ritardo nella domanda di nuovi edifici.

In copertina: foto di K8 su Unsplash

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