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Rischi climatici e ambientali: a consultazione una Guida della BCE

La Banca Centrale Europea (BCE) – Vigilanza Bancaria ha posto a Consultazione una Guida sui rischi climatici e ambientali che le banche in base a norme prudenziali vigenti, sono tenute a individuare, gestire e comunicare al pubblico tra tutti i rischi rilevanti a cui sono esposte.

La Banca centrale europea (BCE) ha avviato il 20 maggio 2020 la Consultazione della Guida sui “Rischi climatici e ambientali”, che rimarrà aperta fino al 25 settembre 2020.

La Guida illustra le aspettative BCE riguardo a come le banche dovrebbero gestire in modo sicuro e prudente i rischi climatici e ambientali e comunicarli al pubblico in maniera trasparente.

Nell’ambito dei rischi climatici e ambientali rientrano comunemente due fattori di rischio principali:
– il rischio fisico, che indica l’impatto finanziario a) dei cambiamenti climatici, compresi eventi metereologici estremi più frequenti e mutamenti graduali del clima e b) del degrado ambientale, ossia inquinamento atmosferico, dell’acqua e del suolo, stress idrico, perdita di biodiversità e deforestazione; tali cambiamenti possono determinare direttamente, ad esempio danni materiali o un calo della produttività; indirettamente possono comportare problematiche quali l’interruzione delle catene produttive;
– il rischio di transizione, che indica la perdita finanziaria in cui può incorrere un ente, direttamente o indirettamente, a seguito del processo di aggiustamento verso un’economia a più basse emissioni di carbonio e più sostenibile; tali rischi possono essere causati, ad esempio, dall’adozione relativamente improvvisa di politiche climatiche e ambientali, dal progresso tecnologico o dal mutare della fiducia e delle preferenze dei mercati.

I rischi fisici e di transizione hanno un impatto sulle attività economiche, che a loro volta influiscono sul sistema finanziario. Questo impatto può verificarsi direttamente, ad esempio per effetto di una minore redditività delle imprese o della svalutazione delle attività, o indirettamente tramite cambiamenti macrofinanziari. Inoltre, i rischi fisici e di transizione possono causare ulteriori perdite derivanti direttamente o indirettamente da azioni legali intraprese contro la banca (cosiddetto “rischio di responsabilità legale”) nonché dal danno reputazionale provocato dall’inadeguata gestione dei rischi climatici e ambientali.

Di conseguenza, i rischi fisici e di transizione rappresentano fattori determinanti e potenzialmente aggravanti delle categorie di rischi prudenziali, con particolare riferimento ai rischi di credito, operativo, di mercato e di liquidità.

La BCE riconosce che le banche affrontano sfide significative a seguito della pandemia di coronavirus (COVID-19). Mentre l’attenzione immediata della BCE è sulla pandemia, rimane impegnata a promuovere ulteriormente la gestione e la divulgazione dei rischi climatici e ambientali nel settore bancario

Seppure a più lungo termine, infatti, i rischi climatici e ambientali potrebbero comunque materializzarsi, mettendo in pericolo l’umanità più dell’attuale crisi indotta dal nuovo coronavirus, innescando reazioni a catena ancora più complesse e imprevedibili, come ha sottolineato il Rapporto della BIS (Banca dei Regolamenti Internazionali), presentato al WEF lo scorso gennaio.

In conformità alle norme prudenziali vigenti, le banche sono tenute a individuare, gestire e comunicare al pubblico tutti i rischi rilevanti a cui sono esposte. A tal riguardo la BCE vuole che le banche diano conto dei rischi climatici e ambientali in quanto fattori determinanti per le categorie di rischi prudenziali esistenti, con un potenziale impatto considerevole sull’economia reale e sulle banche stesse. Inoltre, la guida si prefigge di sensibilizzare le banche in merito ai rischi climatici e ambientali per essere meglio preparate ad affrontare il futuro.

Più precisamente la Guida enuncia come, secondo la BCE, le banche dovrebbero tenere conto dei rischi climatici e ambientali nella formulazione e attuazione della strategia aziendale, nonché nella governance e nella gestione dei rischi, nella prospettiva di una loro accresciuta trasparenza e di un miglioramento dellinformativa sui rischi climatici e ambientali.

La Guida non ha natura giuridicamente vincolante. È uno strumento che espone come, secondo la BCE, le banche dovrebbero gestire in modo sicuro e prudente i rischi climatici e ambientali nell’ambito del quadro prudenziale vigente (Regolamento e Direttiva sui requisiti patrimoniali e orientamenti dell’Autorità bancaria europea, ABE). I gruppi di vigilanza congiunti discuteranno tali aspettative con le banche nel contesto del dialogo di vigilanza. Le banche dovrebbero valutare se le proprie prassi correnti siano sicure e prudenti alla luce delle aspettative e, ove necessario, iniziare ad adeguarsi. La BCE esaminerà eventuali prassi divergenti caso per caso.

La BCE invita le banche e altri portatori di interesse a formulare commenti, di cui terrà conto nella stesura della versione finale delle aspettative di vigilanza contenute nel suo progetto di Guida. La guida definitiva sarà completata e pubblicata una volta che i commenti pervenuti saranno stati presi in considerazione. A partire da quel momento la BCE utilizzerà la guida nel contesto del dialogo di vigilanza con le banche significative.

Nell’ambito del processo di consultazione la BCE organizzerà un dialogo con il settore (Industry Dialogue Webinar) il 17 giugno e un’audizione pubblica il 2 settembre, con lo scopo di riunire responsabili della vigilanza, responsabili delle politiche e banche per un ulteriore scambio di vedute sull’argomento. Le banche direttamente vigilate dalla BCE saranno invitate all’evento Webinar. Tuttavia, si fa notare che soltanto i commenti pervenuti formalmente in merito alla Guida tramite la pagina internet dedicata saranno presi in considerazione ai fini della Consultazione. L’audizione pubblica ha invece lo scopo di rispondere ai quesiti di tutti i portatori di interesse ed è aperta a ogni parte interessata.

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