30 Novembre 2022
Economia e finanza Società Sostenibilità

Rapporto Colao: 6 aree di azione per il rilancio dell’Italia post-Covid

Il Rapporto Colao ovvero “Iniziative per il rilancio 2020-2022” che ha per obiettivo di rendere il Paese più resiliente a futuri shock di sistema, più reattiva e competitiva rispetto alle trasformazioni industriali e tecnologiche in corso e più sostenibile ed equa per limitare gli effetti degli shock sulle fasce più vulnerabili della popolazione è stato consegnato al Presidente del Consiglio.

Il Comitato di esperti in materia economica e sociale, istituito il 10 aprile 2020 dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e guidato da Vittorio Colao, ha consegnato il Rapporto Iniziative per il rilancio 2020-2022” divenuto subito il “Rapporto Colao”.  .

Vi si legge, tra l’altro, che la pandemia Covid-19 e la sospensione delle attività economiche e sociali stanno avendo conseguenze profondissime per tutte le nazioni colpite. Le graduali riaperture stanno riattivando imprese e processi sociali, ma il lockdown, le precauzioni necessarie per scongiurare una nuova ondata dell’epidemia e la comprensibile prudenza nei comportamenti individuali continueranno a determinare costi economici e sociali enormi ovunque nel mondo.

Per contro, la crisi sta determinando forti cambiamenti nel modo di pensare e di agire in ampi strati della società italiana ed europea. Questo offre un’opportunità storica per affrontare le fragilità esistenti, rafforzare la resilienza del sistema socioeconomico, e favorirne l’evoluzione verso una maggiore sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale. Le risorse rese disponibili dall’Unione Europea sono senza precedenti, ma pur sempre non illimitate né gratuite. Se sapremo sfruttarle al meglio con il coraggio di cambiare, orientandole a progetti chiari e ben articolati, avremo un’occasione unica per trasformare in profondità il nostro Paese. Per questo si devono ora pianificare e lanciare con celerità azioni concrete che aumentino la velocità e la portata della ripresa economica nel biennio 2021-22, e che pongano le basi per un robusto sviluppo di medio/lungo periodo. Riportare il PIL al livello del 2019 e crescere successivamente a un tasso più sostenuto che in passato non è irrealistico, ma per ottenere tale risultato è necessario intervenire con decisione su alcuni problemi ben noti e far leva sui grandi cambiamenti tecnologici, economici e sociali in atto.

Per questo, l’obiettivo ultimo da perseguire nella fase di ripresa dopo il lockdown è quello di potenziare le infrastrutture economiche e sociali del Paese, e investire le risorse disponibili, oltre che nelle misure di sostegno immediato a persone e mondo produttivo, in azioni trasformative che rendano l’Italia:
più resiliente a futuri shock di sistema;
più reattiva e competitiva rispetto alle trasformazioni industriali e tecnologiche in corso;
più sostenibile ed equa per limitare gli effetti degli shock sulle fasce più vulnerabili della popolazione e scongiurare un indebolimento strutturale dei fattori “primari” dello sviluppo (capitale economico, capitale umano, capitale sociale e capitale naturale).

L’obiettivo del Rapporto Colao è di accelerare lo sviluppo del Paese e di migliorare la sua sostenibilità economica, sociale e ambientale, in linea con l’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e con gli obiettivi strategici definiti dall’Unione europea , ai quali saranno connessi anche i finanziamenti del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e numerosi strumenti finanziari straordinari, tra i quali il fondo “Next Generation EU” recentemente proposto dalla Commissione europea.

Il Comitato raccomanda tre “assi di rafforzamento” per la trasformazione del Paese:
–  digitalizzazione e innovazione di processi, prodotti e servizi, pubblici e privati, e di organizzazione della vita collettiva;
rivoluzione verde per proteggere e migliorare il capitale naturale di cui è ricco il Paese, accrescere la qualità della vita di tutti e generare importanti ricadute economiche positive nel rispetto dei limiti ambientali; 
parità di genere e inclusione, per consentire alle donne, ai giovani, alle persone con disabilità, a chi appartiene a classi sociali e territori più svantaggiati e a tutte le minoranze di contribuire appieno allo sviluppo della vita economica e sociale, nel rispetto del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione.

Per conseguire gli obiettivi e gli imperativi indicati, il Rapporto Colao propone gli elementi per formulare in tempi rapidi un Piano di rilancio in grado di innescare trasformazioni profonde del sistema socio-economico italiano e comunicabile nel suo insieme per generare fiducia nel Paese, sia internamente sia in campo internazionale.

Il Piano è articolato in 6 aree di azione riguardanti:
Le Imprese e il Lavoro, riconosciuti come motore della ripresa, da sostenere e facilitare per generare profonde innovazioni dei sistemi produttivi.
Le Infrastrutture e l’Ambiente, che devono diventare il volano del rilancio, grazie alla rapida attivazione di investimenti rilevanti per accelerare la velocità e la qualità della ripresa economica.
Il Turismo, l’Arte e la Cultura, che devono essere elevati a brand iconico dell’Italia, attraverso cui rafforzare sistematicamente l’immagine del Paese sia verso chi risiede in Italia, sia verso i cittadini di altri Paesi.
La Pubblica Amministrazione, che deve trasformarsi in alleata di cittadini e imprese, per facilitare la creazione di lavoro e l’innovazione e migliorare la qualità di vita di tutte le persone.
 – L’Istruzione, la Ricerca e le Competenze, fattori chiave per lo sviluppo.
Gli Individui e le Famiglie, da porre al centro di una società equa e inclusiva, perché siano attori del cambiamento e partecipi dei processi di innovazione sociale.

Queste 6 aree di azione sono ugualmente importanti, si completano e si rafforzano vicendevolmente: solo attraverso un profondo cambiamento di ciascuna di esse sarà possibile costruire le basi di uno sviluppo accelerato e duraturo per il nostro Paese.

A supporto delle raccomandazioni il Comitato ha elaborato schede di dettaglio di ciascun progetto/iniziativa per un totale di 120 schede, a disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il Rapporto Colao “è un contributo importante, ma non politico“, avrebbe dichiarato Giuseppe Conte, secondo quanto riportato da Adnkronos, come a dire che a decidere del rilancio del Paese sarà la Politica.

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