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IREX Annual Report 2020: gli investimenti nelle rinnovabili in Italia

Althesys ha presentato il primo dei due appuntamenti via web in cui si articolerà quest’anno la presentazione dell’IREX Annual Report 2020, dedicato agli investimenti e alle strategie delle imprese, a cui seguirà la seconda parte (22 giugno) sul futuro del sistema elettrico italiano.

Sono ripartiti nel 2019 gli investimenti nelle rinnovabili in Italia e si confermano buone le indicazioni per il 2020, nonostante la frenata nei mesi dell’emergenza sanitaria. Un ostacolo tuttavia permane, ed è la lentezza nel rilascio delle autorizzazioni e dei permessi, che rischia di bloccare i nuovi progetti.

A fare il punto sulla trasformazione del mercato elettrico e sulla transizione alle rinnovabili è stato l’IREX Annual Report 2020, giunto alla XII edizione e presentato oggi (9 giugno 2020), da Althesys, Società professionale indipendente specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenza, che opera con competenze di eccellenza nei settori chiave di ambiente, energia, infrastrutture e utility.

Si è trattato del primo di due appuntamenti via web. Il secondo è previsto per il 22 giugno e si occuperà degli scenari del mercato elettrico, con un’analisi dettagliata dei piani energetici nazionali dei diversi Paesi europei.

Le analisi contenute nel rapporto indicano chiaramente che la trasformazione del settore elettrico è un processo ineluttabile e che proseguirà a lungo – ha affermato l’ Amministratore delegato di Althesys, Alessandro Marangoni, economista a capo del gruppo di ricerca – Il fermento che ha animato il mercato delle rinnovabili anche nel nostro Paese, comprensibilmente frenato dalla situazione sanitaria globale dei primi mesi del 2020, trova oggi terreno fertile per il rilancio degli investimenti indotto dal Green Deal europeo. La sfida sarà ora trasformare questi progetti in effettive realizzazioni, date le perduranti complessità del permitting. I risultati delle aste più recenti del DM FER1 dimostrano che serve un’accelerazione per cogliere i target 2030”.

Il Rapporto analizza gli investimenti utility scale nelle rinnovabili, nella smart energy e nell’efficienza energetica fatti in Italia dalle imprese italiane ed estere e gli investimenti condotti fuori dai confini dai soli operatori italiani.

La mappatura mostra un settore delle rinnovabili molto dinamico, sia per il numero delle operazioni (+24%) sia per la potenza installata (+38%), anche se l’entità degli investimenti è scesa del 5,6%.

Ripartono le rinnovabili
Il fotovoltaico è il settore prevalente delle iniziative (quasi una su due),ma l’eolico mantiene le dimensioni maggiori, con 5 GW e 4,7 miliardi investiti. Rimane stabile l’idroelettrico (4%), mentre calano la smart energy (da 11% a 6%), le biomasse (da 7% a 4%) e l’efficienza energetica (da 11% a 2%). Si affacciano invece le nuove frontiere tecnologiche come storage, biometano e power-to-gas, che coprono il 2% circa. Nel complessole operazioni sono state 211 per 10,2 GW (+38% rispetto al 2018) e 9,5 miliardi di euro.

La ripresa degli investimenti
Due i fattori evidenziati dal Rapporto: da un lato, la realizzazione di nuovi impianti (in Italia e all’estero), che torna ad essere l’operazione più rilevante, passando dal 27% del 2018 al 51% del 2019. Dall’altro, il fatto che oggi più della metà dei nuovi impianti riguarda progetti in Italia, ancora in attesa delle necessarie autorizzazioni. Gli investimenti in nuova capacità tornano dunque a prevalere, con un valore totale di 5,3 miliardi, di cui il 47% all’estero. Aumenta anche la potenza, che raggiunge i 6,4 GW, contro i 2,6 GW nel 2018.

L’andamento positivo nel 2019 degli investimenti nelle rinnovabili in Borsa
L’Irex Index, l’indice che monitora l’andamento delle small-mid cap pure renewable quotate su Borsa Italiana, ha segnato nel 2019 una forte crescita, del 50,1%, grazie anche al trend positivo dei mercati e ai risultati performanti di alcuni titoli. Anche nei mesi della crisi dovuta al lockdown, i titoli dell’Irex sono andati meglio del mercato. Gli investimenti nelle rinnovabili sono favoriti dal costante miglioramento degli economics di eolico e fotovoltaico. Nella maggior parte dei 10 Paesi europei esaminati la discesa dei costi di generazione deve però fare i conti con il drastico calo dei prezzi sui mercati elettrici, dovuti a quelli di gas e carbone.

L’analisi di Althesys trova conferma nel recente Studio congiunto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) e dell’Imperial College londinese che conferma come gli investimenti nelle energie rinnovabili stiano producendo rendimenti notevolmente migliori rispetto ai combustibili fossili negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa, anche se il loro volume totale non è ancora vicino a quello necessario per mitigare i cambiamenti climatici, che l’Agenzia Internazionale delle Energie Rinnovabili (IRENA) ha stimato globalmente nel rapporto di inizio anno, in 750 miliardi di dollari al 2030 dai circa 330 miliardi di dollari di oggi.  

Strategie future
Il panorama energetico in evoluzione sta spingendo le aziende a prevedere piani di sviluppo sempre più sfidanti anche dal punto di vista delle soluzioni tecnologiche su cui investire. Tra le principali tendenze si assiste alla crescita dimensionale dei top player le cui acquisizioni stanno accelerando il consolidamento del mercato italiano. La capacità passata di mano nel 2019 è salita a 1,7 GW da 1,2 nel 2018, quasi interamente di fotovoltaico ed eolico. Il Rapporto evidenzia inoltre che anche l’industria elettrica europea sta accelerando la trasformazione sulla spinta delle politiche climatiche UE. Le maggiori venti utility europee hanno infatti aumentato del 29% la capacità rinnovabile in un decennio e avviato piani per il phase-out del carbone. Da notare, inoltre, l’approdo sul mercato energetico green di nuovi attori come le compagnie Oil&Gas, ma anche dei colossi web,come Google e Amazon, attirati dal peso crescente della digitalizzazione e automazione nei settori energetici, che hanno cominciato ad approvvigionarsi con rinnovabili, sia tramite PPA (acronimo di Power Purchase Agreement che indica i contratti a lungo termine per la compravendita di elettricità) sia con investimenti diretti nel settore.

“La drastica discesa dei prezzi elettrici causata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 a inizio 2020 determinerà una frenata nel breve periodo ma avrà poca influenza a medio termine”, si legge nell’IREX Annual Report 2020.

Anche il RECAI 2020, la ricerca di Ernst &Young che stila una classifica della capacità di attrarre investimenti nelle energie rinnovabili dei singoli Paesi e di opportunità di crescita del settore, la combinazione di politiche di supporto, riduzione dei costi delle energie rinnovabili e la prospettiva di piani mirati di stimolo verde in una miriade di mercati chiave, suggeriscono che il settore delle rinnovabili si riprenderanno molto più rapidamente degli altri settori. C’è da osservare, comunque, che nella classifica finale, l’Italia ha perso 2 posizioni rispetto alla precedente classifica, ottenendo i risultati più alti nel solare fotovoltaico e nelle biomasse, con rispettivamente 41,3-40,2 mentre i punteggi più bassi riguardano l’energia marina, isolare termodinamico e l’eolico offshore, ostacolato da continui ritardi nei procedimenti per ottenere le autorizzazioni.

Tecnologie emergenti
La crescita delle rinnovabili è accompagnata da investimenti nelle nuove tecnologie. Tra queste le principali prevedono lo sviluppo di sistemi di accumulo, abbinati sia a impianti a rinnovabili che a quelli termoelettrici. Parallelamente aumentano le attività di ricerca e sviluppo, che puntano anche alla creazione di una filiera nazionale delle batterie. Un’altra area ancora nelle prime fasi del ciclo di vita è quella della mobilità sostenibile, per la quale diversi operatori stanno sviluppando reti di ricarica elettrica più capillari e stringendo collaborazioni a livello europeo. Nel medio termine i fari sono puntati sull’accoppiamento tra elettrico e gas, grazie anche a biometano e P2G (power-to-gas) che consente di immagazzinare l’elettricità in esubero prodotta da centrali solari, eoliche o idrauliche sotto forma di metano (gas naturale sintetico) o idrogeno

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