Cambiamenti climatici

Piano clima UE per COP30: compromesso last minute in ribasso

L’Unione europea ha raggiunto all’ultimo momento il compromesso in seno al Consiglio Ambiente del 4 novembre 2025 per il Piano climatico (NDC) da presentare all’UNFCCC (la scadenza era fissata al 30 settembre 2025) in vista della COP30 in Brasile (Belém, 10-12 novembre 2025), che  prevede una riduzione meno ambiziosa delle emissioni di gas serra rispetto alla proposta originaria e la possibilità dal 3 al 5% di compensazione con i crediti di carbonio internazionali.

L’UE ridurrà entro il 2035 le emissioni di gas serra tra il 66,25% e il 72,5% delle emissioni rispetto ai livelli del 1990 e del 90% entro il 2040, con un massimo del 5% attraverso i crediti di carbonio.

È arrivato in extremis (la scadenza era fissata al 30 settembre), a pochi giorni dall’inizio della Conferenza ONU sul Clima (COP30) in Brasile (Belém, 10-21 novembre 2025), l’Accordo tra i Paesi UE per il nuovo Piano climatico (NDC) da presentare al Segretariato dell’UNFCCC e per arrivare alla Conferenza con una posizione da guida mondiale della transizione energetica, nonostante i tentativi dei Paesi dell’Est e dell’Italia di ridurne la portata, ritenendo che le misure siano troppo restrittive per le industrie nazionali, che sono riusciti comunque a rendere la proposta meno ambiziosa di quella originaria.

L’ambizione climatica dell’Europa va di pari passo con la competitività e l’indipendenza – ha dichiarato Wopke Hoekstra, Commissario per il Clima, l’azzeramento delle emissioni nette e la crescita pulita – Stiamo anche mostrando una leadership sulla scena internazionale, con un’ambizione estremamente ambiziosa. Alla COP30 abbiamo bisogno di un risultato sulla mitigazione che metta il mondo sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi e sull’adattamento per rafforzare la resilienza globale agli impatti già qui. L’ultima valutazione delle Nazioni Unite chiarisce che gli impegni attuali non fornirebbero ciò che è necessario per mantenere a portata di mano 1,5°C. Questo deve essere un campanello d’allarme per tutte le principali economie per aumentare la loro ambizione e accelerare l’attuazione nel mondo reale”.

Nell’ambito dell’Accordo di Parigi (2015) 194 paesi hanno convenuto di mantenere il cambiamento medio della temperatura globale ben al di sotto dei 2 °C e il più vicino possibile a 1,5 °C entro la fine del secolo. Per fare questo, hanno accettato di presentare i Contributi Nazionali Incondizionati (NDC) che rappresentano i loro obiettivi di riduzione delle emissioni individuali. L’UE ha assunto un forte impegno nei confronti dell’Accordo e ha già ridotto le sue emissioni di gas serra del 37% dal 1990, mentre la sua economia è cresciuta di quasi il 70 % nello stesso periodo, rappresentando solo il 6 % delle emissioni globali. Questi progressi costanti mantengono l’Europa sulla buona strada per ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030, secondo la roadmap tracciata nel Pacchetto Fit for 55.

La COP di Belém è un momento cruciale per intensificare l’azione per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. In tempi politici piuttosto burrascosi sul piano internazionale e con il ritiro dall’Accordo degli USA, “è importante presentarsi al sistema multilaterale e ai nostri partner in tutto il mondo, in particolare le piccole isole e i paesi meno sviluppati che sono i più colpiti dai cambiamenti climatici – sottolinea la nota stampa della Commissione UE – L’UE continuerà a guidare tali sforzi, fungendo da partner affidabile e ambizioso che sta realizzando risultati a livello nazionale, guidando la cooperazione e la decarbonizzazione all’estero e mantenendo la rotta verso il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050”. 

In occasione della COP30, l’UE chiederà una risposta collettiva alle lacune in termini di ambizione e attuazione degli obiettivi climatici, accelerando la transizione globale verso l’energia pulita, riducendo al minimo l’entità e la durata di qualsiasi superamento oltre 1,5 °C e la piena attuazione degli impegni della COP, come il primo bilancio globale (GST) e gli impegni globali di triplicare la capacità installata di energie rinnovabili e raddoppiare l’efficienza energetica entro il 2030, come convenuto alla COP28 di Dubai. Questi risultati proposti sono in linea con la Visione globale per il Clima e l’Energia, adottata dalla Commissione UE lo scorso.

La COP30 dovrebbe in particolare dare seguito sia al Global Stocktake che alla recente Relazione di Sintesi del Segretario esecutivo dell’UNFCCC sui nuovi NDC ,sulla base dei progressi compiuti, illustrando come intensificare e accelerare l’attuazione degli  impegni della COP28.

Il nuovo NDC dell’UE, che sarà ora presentato all’UNFCCC, ridurrà le emissioni nette di gas a effetto serra del 66,25-72,5 % rispetto ai livelli del 1990 entro il 2035, coprendo tutti i settori dell’economia e tutti i gas a effetto serra. Si tratta di una tappa ambiziosa nel percorso verso una riduzione netta del 90 % entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, che apre la strada verso la neutralità climatica dell’UE entro il 2050 e in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

“In occasione della COP30 di questa settimana, sottolineeremo il nostro forte impegno a favore dell’A ccordo di Parigi – ha commentato la Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen che oggi (6 novembre) parteciperà alla plenaria generale del Vertice dei leader mondiali che dà ufficialmente inizio alla conferenza COP30 e domaniad una Tavola rotonda ad alto livello sulla decarbonizzazione dell’industria, e successivamente ad una sessione dedicata alla transizione energetica – La transizione pulita globale è in corso e irreversibile. È nostra priorità garantire che questa transizione sia giusta, inclusiva ed equa. A Belém ascolteremo i nostri partner globali e discuteremo le questioni chiave. Per mantenere in vista il nostro obiettivo comune, dobbiamo riconoscere le diverse realtà nazionali e lavorare insieme per conseguire risultati“.

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