Un nuovo rapporto dell’International Resource Panel (IRP) dell’UNEP, evidenziando che i minerali costituiscono ora il 50% dell’estrazione globale di materie prime, rispetto al 31% del 1970, con una domanda per la transizione energetica in continua crescita, sottolinea la necessità di riformare il finanziamento per la loro estrazione secondo criteri di produzione ambientalmente e socialmente responsabile e di equa distribuzione dei conseguenti benefici finanziari e di altro tipo, economici e sociali.
Il sistema finanziario, la governance e la regolamentazione dell’esplorazione e dell’attività estrattiva mineraria devono essere riformati per garantire maggiori flussi di capitale e una transizione verso un’energia pulita.
La sollecitazione arriva dal nuovoRapporto “Financing the Responsible Supply of Energy Transition Minerals for Sustainable Development” dell’International Resource Panel (IRP), il gruppo di eminenti scienziati con esperienza in questioni di gestione delle risorse, lanciato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) nel 2007 per creare un’interfaccia tra scienza e politica sull’uso sostenibile delle risorse naturali e, in particolare, sul loro impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.
Il Rapportoanalizza la domanda, la produzione, il commercio e il finanziamento di minerali chiave, evidenziando le regioni ad alta concentrazione come Africa, Cina e Sud America, e presentando una serie di raccomandazioni per orientare finanziamenti e investimenti verso un’attività estrattiva responsabile.
L’estrazione mineraria rappresenta il 50% dell’estrazione annua globale di materie prime,è quintuplicata dal 1970 e si prevede che il mercato dei minerali essenziali per la transizione energetica – i componenti fondamentali di tecnologie per l’energia pulita come pannelli solari, turbine eoliche e batterie – continuerà a espandersi rapidamente. Solo nel 2023, la domanda di materiali come nichel, cobalto, grafite e terre rare ha registrato aumenti compresi tra l’8 e il 15%. Nel caso del litio, la domanda entro il 2050 sarà equivalente a 9 volte la produzione mondiale del 2022.

“La domanda di minerali e metalli necessari per la transizione energetica richiede un’industria mineraria che contribuisca allo sviluppo sostenibile, nel rispetto dei diritti umani e dell’ambiente– ha dichiaratoJanez Potočnik, co-Presidente dell’IRP –Attraverso la finanza sostenibile, l’attività mineraria responsabile può diventare la norma, non l’eccezione“.
L’attività mineraria è un settore ad alta intensità di capitale e ad alto rischio, che si avvale di diverse fonti di finanziamento (pubbliche, private o una combinazione di entrambe) per ogni fase di un progetto, inclusa la chiusura delle miniere, nonché le attività a monte nella catena del valore dei minerali e dei metalli, come gli impianti di lavorazione dei minerali, gli impianti metallurgici e le raffinerie di metalli.
Un’indagine condotta per la stesura del rapporto tra le grandi aziende minerarie confermache il mantenimento degli standard ambientali è percepito come costoso, ma la maggior parte delle aziende ritiene che ciò aggiunga meno del 25% ai propri costi operativi. Tuttavia, la maggior parte degli intervistati ritiene che larendicontazione ambientale, sociale e di governance attirerà nuovi investitori. In questo contesto, gli ingenti investimenti richiesti dalle aziende minerarie mettonoil settore finanziario in una posizione di forza per esercitare pressione sulle aziende affinché tengano conto delle loro performance ambientali, sociali e di governance (ESG).
Il rapporto rileva inoltre cheil miglioramento della circolarità nel settore potrebbe frenare la domanda di ulteriori minerali per la transizione energetica. Misure come obiettivi di riciclaggio, finanziamenti pubblici e disposizioni fiscali estese per le infrastrutture di riciclaggio, incentivi per l’eco-design o obbligazioni verdi per finanziare gli impianti di riciclaggio possono ridurre la necessità di materiali vergini. Tra gli approcci raccomandati rientrano anche i partenariati pubblico-privato, lecampagne di sensibilizzazione pubblicae la creazione di un database globale per gli impianti di smaltimento dei residui minerari, sia in esercizio che in disuso.
Tuttavia, anche con misure di circolarità di vasta portata, la portata degli investimenti richiesti è significativa. Secondo l’Energy Technology Perspectives(ETP) dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050 richiederebbe investimenti nell’estrazione di minerali per la transizione energetica fino a 450 miliardi di dollari entro il 2030 e 800 miliardi di dollari entro il 2040.

L’IRP raccomanda, inoltre, miglioramenti nei risultati ESG nell’attività mineraria artigianale e su piccola scala, auspicando una maggiore trasparenza, la formalizzazione del lavoro attraverso procedure di licenza personalizzate a livello locale, il rafforzamento delle capacità, incentivi fiscali, finanziamenti, supporto tecnico, una maggiore partecipazione locale e l’accesso a dati geologici e geospaziali.Un quadro internazionale di sostenibilità per questo settore potrebbe contribuire a gestire i rischi ambientali e sociali e a migliorare l’accesso a fonti di finanziamento formali nel settore minerario artigianale e su piccola scala.
Infine, il rapporto sottolineal’importanza di premiare le pratiche minerarie responsabili, non solo per le aziende, ma anche per le comunità che ospitano queste attività. Gli attuali sforzi in materia di ESG spesso passano inosservati o non vengono compensati nei mercati globali. Per affrontare questo problema, l’IRP raccomandaprogrammi di certificazione e incentivi sostenuti dai governi, tra cui politiche fiscali favorevoli e un migliore accesso al mercato.
Per incoraggiare le performance ESG, il rapporto raccomanda in particolare di:
– Rafforzare la capacità degli istituti finanziari diriconoscere e finanziare le operazioni minerarie che soddisfano elevati standard ESG.
– Sviluppare unpassaporto digitale dei prodotti per tutte le materie prime minerarie e le relative catene del valore,comprese le informazioni ESG, sulla base di un protocollo di rendicontazione standard.
–Comunicare i risultati finanziari ed ESG sito persito, in base al genere e al “valore condiviso” delle società minerarie, tenendo conto anche deidiritti degli indigeni, seguendo un protocollo concordato a livello di settore.
– Includere l’attività mineraria che soddisfa elevati standard ESG nell’elenco dei settori che rientrano nella “finanza sostenibile” e nella “finanza climatica” nelle tassonomie finanziarie.
– Collegare gli investimenti e i finanziamenti minerari airequisiti climatici e ambientali, escludendo l’attività mineraria dalle aree protette.
– Consentire alle aziende con piani di transizione ESG convalidati diaccedere a finanziamenti sostenibili e climatici.
– Utilizzare politiche fiscali, finanziarie e monetarie per Implementare un’imposta globale ad valorem su tutte le aziende per finanziare un Fondo per lo sviluppo sostenibile dell’attività mineraria che sostenga la formazione, lo sviluppo delle capacità, l’assistenza legale per i paesi in via di sviluppo, la ricerca, i progetti di innovazione e il trasferimento tecnologico.
–Creare un database globale per gli impianti di stoccaggio dei residui minerarie monitorare la potenziale disponibilità di metalli minori (o complementari).
– Dar vita apartnership reciprocamente vantaggiose tra le comunità e i paesi che ospitano le miniere e i paesi importatori e di lavorazione.
Secondo l’IRP, il rapporto contribuirà a far progredire il lavoro delPanel sui minerali critici per la transizione energetica, istituito l’anno scorso dal Segretario generale dell’ONUAntónio Guterres, che riunisce governi, organizzazioni intergovernative e internazionali, industria e società civile per elaborare una serie di princìpi comuni e volontari per creare fiducia, guidare la transizione e accelerare la corsa alle energie rinnovabili .
“Un mondo alimentato dalle energie rinnovabili è un mondo affamato di minerali essenziali –ha affermato nell’occasione Guterres –Per i paesi in via di sviluppo, i minerali essenziali rappresentano un’opportunità cruciale: creare posti di lavoro, diversificare le economie e aumentare drasticamente le entrate. Ma solo se gestiti correttamente. La corsa verso lo zero netto non può calpestare i poveri. La rivoluzione delle energie rinnovabili è in atto, ma dobbiamo guidarla verso la giustizia“.
Inoltre, il rapporto supporta l’impegnoassunto nel 2024 dal Consiglio internazionale dei minerali e dei metalli (ICMM) per un’attività estrattiva “nature positive“, nonché le risoluzioni che verranno assunte alla VIISessione sui mineralidell’Assemblea Ambiente delle Nazioni Unite (UNEA-7) che avrà luogo in Kenya (Nairobi, 8-12 dicembre 2025).
