Diritto e normativa

Pacchetto infrazioni ottobre: Italia deferita alla Corte di Giustizia UE

Nel pacchetto di infrazioni di ottobre 2025 l’Italia trova il deferimento alla Corte di giustizia europea per non aver ottemperato entro la scadenza prevista del 24 marzo 2024 alla trasposizione nella legislazione nazionale della Direttiva sulla tariffazione stradale che ha introdotto costi maggior per i mezzi pesanti e altri veicoli a maggiori emissioni di CO2, nonostante la Commissione UE avesse inviato una lettera di messa in mora il 23 maggio 2024 e un parere motivato il 16 dicembre 2024. Ne deriverà quasi certamente multa milionaria. Nel pacchetto una terza lettera complementare di costituzione in mora per le normative del nuovo Codice degli appalti.

La Commissione europea ha adottato l’8 ottobre 2025 il mensilePacchetto di infrazioni in cui l’Italia viene citata per inadempimenti nei settoriMercato interno, industria, imprenditoria e PMIeMobilità e trasporti.

Per quanto riguarda il settoreMercato interno, industria, imprenditoria e PMI, la Commissione UE ha deciso diinviare una terza lettera complementare di costituzione in moraall’Italia per il non corretto recepimento nella legislazione nazionale di talune disposizioni delle 3 Diirettive in materia diappalti pubblici dell’UE. Secondo la Commissione la versione aggiornata delCodice dei contratti pubblici, approvata in Italia nell’aprile 2023, pur recependo alcune osservazioni europee tramite un successivo decreto correttivo, non garantisce piena conformità al diritto comunitario.

La Commissione critica in particolare l’eccessiva discrezionalità lasciata alla pubblica amministrazione e la carenza di garanzie procedurali nella finanza di progetto, ritenuta incompatibile con i principi di trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione. Conformemente alla normativa UE in materia di appalti pubblici, gli appalti pubblici al di sopra di una determinata soglia devono essere oggetto di un bando di gara nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento, libera concorrenza e non discriminazione. Nel garantire che gli Stati membri recepiscano correttamente tali direttive nelle rispettive legislazioni nazionali, la Commissione si adopera per garantire una concorrenza leale, rendere più facile e meno costoso per le piccole e medie imprese (PMI) presentare offerte per appalti pubblici e dare maggior valore al denaro dei contribuenti. La Commissione ritiene che lenuove norme sulle procedure di aggiudicazionedel finanziamento dei progetti e sulla divulgazione dei segreti tecnici e commerciali relativi alle offerte nelle gare d’appalto, stabilite nel codice italiano dei contratti pubblici adottato nell’aprile 2023 e modificato nel dicembre 2024,non siano ancora conformi alle direttive UE in materia di appalti pubblici. Ora l’Italia dispone di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.

Per quanto concerne il temaMobilità e trasporti, la Commissione ha deciso dideferire l’Italia alla Corte di giustizia perl’incompleto recepimento delle norme dell’UE sula tassazione a carico di veicoli per l’uso di alcune infrastrutture.

La Direttiva 1999/62/CEsulla tariffazione stradale stabilisce norme dell’UE per i pedaggi calcolati in base alla distanza percorsa sull’infrastruttura e per i bolli di circolazione calcolati in base alla durata di utilizzo dell’infrastruttura. Sebbene gli Stati membri non siano tenuti a recuperare i costi stradali, se lo fanno i diritti devono rispettare i principi dell’UE chi utilizza paga (gli utenti coprono i costi delle infrastrutture) e chi inquina paga (chi inquina copre i costi esterni quali le emissioni di CO₂, l’inquinamento atmosferico e acustico e la congestione del traffico).

La successivaDirettiva UE/2022/362 di modifica estendel’ambito di applicazione alle autovetture, ai furgoni, agli autobus, ai pullman e agli autocarri di piccole dimensioni, con esenzioni che terminano entro il 2027. TaleDirettiva elimina gradualmente i diritti calcolati in base alla durata di utilizzo dell’infrastruttura per i veicoli pesanti, introduce diritti basati sulle emissioni di CO₂ e richiede il recupero dei costi in relazione all’inquinamento atmosferico a partire dal 2026. Gliautocarri a emissioni zero possono ricevere esenzioni o aliquote notevolmente ridotte. Unnuovo onere connesso alla congestione del traffico segna un importante passo verso una tariffazione stradale più equa e più verde in tutta l’UE. 

Nonostante lalettera di costituzione in mora della Commissione del 23 maggio 2024e ilparere motivato del 16 dicembre 2024, le autorità italiane non hanno notificato alla Commissione il pieno recepimento della Direttiva. Sebbene l’Italia abbia notificatodue misure di recepimento relative ad alcuni punti della direttiva e abbia presentato un calendario per l’adozione delle misure rimanenti,ulteriori misure di recepimentonon sono state notificate.    

La Commissione, ritenendo che gli sforzi profusi finora dalle autorità italiane per adottare le misure necessarie non siano stati sufficienti, ha pertanto deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE,chiedendo che siano irrogate sanzioni pecuniarie.   

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