10 Agosto 2022
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Marche a Vinitaly 2018: gli spazi della Regione invasi da operatori

Marche a Vinitaly 2018

È subito successo per le Marche a Vinitaly 2018 (Verona, 15-18 aprile 2018), dove lo Stand (PAD 7, C6/7/8/9) e la “Terrazza Marche”, gli spazi della Regione, sono stati invasi nella giornata di apertura da visitatori e operatori, facendo registrare un’affluenza record sottolineata dagli stessi espositori presenti.

Oggi sempre di più il vino e il cibo italiano sono al centro dell’attenzione dei consumatori di tutto il mondo e Vinitaly rappresenta un evento significativo per rafforzare l’immagine di qualità delle Marche – ha affermato il Presidente, Luca Ceriscioli, inaugurando lo stand della Regione – Quella di Verona è una tappa importante per la promozione internazionale, che cerca qualità e distintività dei prodotti, che la Regione Marche sostiene con forza, facendo leva sul binomio fra vino, cibo e turismo“.

Lo Stand delle Marche a Vinitaly ospita 141 aziende, promuovendo così in maniera massiccia un sistema vitivinicolo rappresentato da 21 denominazioni (15 DOC, 5 DOCG, una IGT), che sviluppa quasi 150 milioni di euro di fatturato, frutto di una rete di 14.000 aziende, con una superficie media di 1,23 ettari ciascuna e 17.000 ettari complessivi di vigneto a livello regionale.

Nella seconda giornata (16 aprile) le Marche a Vinitaly hanno focalizzato l’attenzione sui vini biologici e di tendenza, con un’analisi sui cambiamenti in vigna e tra i consumatori, che evidenzia il Piceno Bio tra i più venduti nei canali della grande distribuzione (GDO).

Sono stati anche festeggiati i cinquant’anni delle DOC (Denominazione d’origine controllata) del Rosso Piceno e del Verdicchio dei Castelli di Jesi, in due momenti vissuti al Palaexpo e nello stand della Regione.

Il primo appuntamento s’è snodato attorno alla degustazione speciale del Piceno con le bottiglie icone dell’ultimo decennio, per ripercorrere la svolta qualitativa e sostenibile di un classico della cultura adriatica. Spazio è stato riservato anche alla “dieta marchigiana” che lega l’agroalimentare locale alla qualità di vita, con il vino a occupare un ruolo vincente per il futuro della Regione.

Il secondo ha riguardato una degustazione guidata dei 10 grandi Verdicchi che hanno contribuito a rendere l’autoctono marchigiano il vino bianco fermo più premiato dalle guide, con 255 etichette che hanno ricevuto i massimi punteggi nelle principali guide italiane tra il 2014 e il 2018, mentre sono 107 i vini che hanno avuto almeno una segnalazione di qualità nel 2017, 31 in più rispetto all’anno precedente.

La degustazione, “Old, but Gold” il titolo del tasting, che ha registrato un tutto esaurito già 36 ore prima dell’inizio, con 70 operatori in lista d’attesa, hanno partecipato giornalisti e professionisti da Canada e Stati Uniti, Cina, Germania, Olanda e Austria, è stata guidata dal senior editor di Vinous, Ian D’Agata, e da Alberto Mazzoni, Direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini.

A raccontare la qualità del Verdicchio le firme dell’enologia regionale: Casa Vinicola G. GarofoliColonnaraFattoria Coroncino, F.lli BucciMarotti Campi, PievaltaSanta BarbaraSartarelliUmani Ronchi e Vallerosa Bonci.

Sempre nella giornata del 16 aprile, l’area delle Marche è stata visitata anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni che ha incontrato le aziende del centro Italia colpite dal terremoto, soffermandosi a parlare con alcune rimaste danneggiate dal sisma.

Una presenza che, come istituzioni e operatori, abbiamo molto apprezzato per guardare con ottimismo al futuro e alla ripresa dei territori sconvolti – ha commentato la Vice presidente della Regione e Assessore all’Agricoltura, Anna Casini che ha accompagnato Gentiloni nello Stand – C’è desiderio di conoscere le Marche. Una sensazione che non era inattesa, ma una conferma dei grandi risultati conseguiti investendo sulla qualità, sulla ricaduta economica di uno dei settori più qualificanti dell’agricoltura marchigiana, nel modo di proporsi sulle vetrine internazionali più prestigiose e sui mercati più promettenti. Le Marche hanno le carte in regola, da questo punto di vista, con produzioni elevate e riconosciute. L’importanza dell’aggregazione e del lavoro di squadra dei due Consorzi vinicoli marchigiani (l’Istituto marchigiano di tutela vini e il Consorzio vini piceni) sta favorendo il traino dell’agroalimentare, delineando un’immagine unitaria della regione che sta aprendo nuove prospettive anche sul fronte dell’enoturismo”.

In copertina: Marche a Vinitaly 2018. Il Direttore dell’Istituto marchigiano di tutela dei vini Alberto Mazzoni e il senior editor di Vinous Ian D’Agata, durante il testing “Old but Gold” dei 10 grandi Verdicchi che hanno contribuito a rendere l’autoctono marchigiano il vino bianco fermo più premiato dalle guide.

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