18 Agosto 2022
Economia e finanza Società

Definizione di PMI: la Commissione UE avvia consultazione

definizione di PMI

Le micro, le piccole e le medie imprese (PMI) costituiscono il motore dell’economia europea, sono essenziali per la creazione di posti di lavoro e per la crescita economica, assicurano la stabilità sociale, e hanno un ruolo fondamentale nell’implementazione dell’economia circolare.

La definizione di PMI (Piccole Medie Imprese) quale fornita nell’Art. 2 della Raccomandazione 2003/361/CE è lo strumento strutturale per individuare le imprese che devono far fronte a carenze del mercato e sfide particolari dovute alle loro dimensioni e che, di conseguenza, sono autorizzate a ricevere un trattamento preferenziale in termini di sostegno dell’Unione europea e dei suoi Stati membri.

Si considera impresa ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica. In parti- colare sono considerate tali le entità che esercitano un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un’attività economica (Art. 1)”.
1. La categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.
2. Nella categoria delle PMI si definisce piccola impresa un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni euro.
3. Nella categoria delle PMI si definisce microimpresa un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro (Art. 2)”.

Le PMI si presentano, però, in molte forme e dimensioni nel complesso contesto imprenditoriale attuale, e possono sviluppare stretti rapporti finanziari, operativi o di governance con altre imprese, tali che spesso rendono difficile distinguere una PMI da un’impresa più grande.

L’Articolo 6 della Raccomandazione descrive in che modo tali relazioni sono prese in considerazione e in che modo i dati dovrebbero essere calcolati.

Tuttavia, due sentenze della Corte europea di giustizia del settembre 2016 limitano il campo delle relazioni che possono essere prese in considerazione. Tale approccio consentirebbe alle grandi imprese di progettare strutture e istituire entità “satelliti” di beneficiare del sostegno destinato alle PMI vere che non dispongono di un sostegno da parte dei gruppi di grandi dimensioni.

La Commissione sta quindi preparando una valutazione e un’eventuale revisione di alcuni aspetti della definizione di PMI, per garantire che tale definizione continui ad essere adeguata e consegua i suoi obiettivi nell’attuale congiuntura economica.

A tal fine, la Commissione UE ha lanciato una consultazione pubblica.che si concluderà il 6 maggio 2018.

Per partecipare occorre rispondere al questionario, contribuendo così a valutare l’adeguatezza dell’attuale definizione di PMI e la possibilità di effettuare eventuali cambiamenti alla raccomandazione, in modo tale che le piccole imprese europee possano continuare a ricevere un apposito sostegno strategico.

Tutti i quesiti fanno riferimento solo alla definizione di PMI dell’UE quale prevista nella sopracitata Raccomandazione, e non attengono a definizioni di PMI nazionali o di altro tipo, né a eventuali varianti che potrebbero essere applicate.

Sono invitati in particolare a partecipare:
– enti locali e regionali;
– imprese, associazioni o organizzazioni di imprese;
– fornitori di capitali di rischio, istituti accademici e di ricerca, e singoli cittadini.

Una Guida dell’utente, oltre a includere il testo completo della raccomandazione e gli orientamenti, riporta esempi di applicazione pratica della definizione di PMI dell’UE.

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