5 Dicembre 2021
Beni culturali e turismo

I Nuraghi della Sardegna

Se siete amanti dell’antico e dell’archeologia, sicuramente già saprete dell’enorme apporto artistico dato dalla Sardegna. La sua conformazione geografica e le sue caratteristiche territoriali hanno consentito infatti, il proliferarsi delle forme di vita fin dal Paleolitico inferiore, con l’arrivo del popolo dell’Elba e della Corsica, contribuendo ad uno sviluppo artistico e culturale peculiare ma capace di amalgamarsi omogeneamente al resto del popolo mediterraneo. Una delle prime popolazioni stabilizzate è quella di Bonu Ighinu, intorno al monte Arci, siamo nel quarto millennio. Cultura peculiare dell’isola è quella Nuragica, iniziata nel secondo millennio e che prende il nome dai Nuraghi: strutture uniche nel loro genere, se ne contano più di 7000 in tutta la Sardegna. Ancora in corso il dibattito sulla loro funzione, se difensiva o di controllo del territorio.

Santa Cristina e Su Nuraxi

Tra i tanti siti archeologici presenti nell’isola, sicuramente saltano all’occhio quello di Su Nuraxi, considerato il più importante della Sardegna, e quello di Santa Cristina, testimonianza della cultura religiosa nuragica.

Su Nuraxi è un villaggio nuragico del XV° secolo a. c. è l’esempio maggiormente conservato di nuraghe complesso. I Nuraghi, letteralmente “mucchio di pietre” e “cavità”, sono delle costruzioni a tronco di cono realizzate con grossi macigni a secco, ben articolate nei loro interni. Nel sito di Su Nuraxi si possono distinguere diverse stratificazioni, che comprendono un arco di tempo di 2000 anni dii fasi evolutive: la torre più antica è risalente al 1500 a. c. e originariamente alta quasi 19 metri, era costituita da tre camere sovrapposte comunicanti tra loro. Nel 1300 a. c. a questa torre viene unito quadrilobo, cioè un recinto murario a corpo quadrato, con quattro torri minori ai vertici. Unite al complesso, anche tre torri difensive: si forma così un vero e proprio forte. Nel IX° secolo viene annesso anche il villaggio, formato da capanne circolari ad ambiente unico. Il risultato di questa stratificazione è un luogo unico nel suo genere, con peculiarità introvabili altrove.

Importate e di grande impatto anche il sito archeologico di Santa Cristina, in provincia di Oristano. Principale area sacra della civiltà nuragica, dedicata al culto delle acque.  Il sito accoglie un tempio monumentale dalla struttura scavata a pozzo. La struttura ha inglobato, nei secoli successivi, un santuario cristiano usato ancora oggi per le festività, creando un’atmosfera sincretistica unica nel suo genere. L’area sacra nasce nel IX° secolo a. c. quando la civiltà nuragica ha contatti con l’antica popolazione micenea della Grecia. Divisa in due zone, la prima comprende il complesso templare a pozzo, circondato da un recinto ellittico che contiene un vestibolo seguito da 25 gradini parzialmente coperti, che, portando all’area sacra sotterranea, creano l’effetto ottico che la scala sia ribaltata. La stanza del pozzo, a pianta circolare, contiene una vasca d’acqua dal livello sempre costante. Altra zona è l’insediamento nuragico con alloggi e aree di riunione. L’area sacra continua a vivere attraverso il santuario cristiano ed è visitabile, così come Su Nuraxi.

Elena Caravias

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