23 Maggio 2022
Efficienza energetica Energia

Lampadine e altre sorgenti luminose: le nuove etichette dal 1° settembre 2021

Dopo le nuove etichette energetiche in vigore dal 1° marzo 2021 per frigoriferi e congelatori, lavastoviglie, lavatrici e televisori, per aiutare i consumatori dell’UE a ridurre le bollette energetiche e l’impronta di carbonio, a partire dal 1º settembre 2021 sarà applicabile in tutti i negozi e in tutti i punti vendita online una nuova versione della famosa etichetta energetica UE per le lampadine e altri prodotti per l’illuminazione.

Dal 1° settembre 2021 in tutti i negozi e tutti i punti vendita online viene applicata una nuova versione della famosa etichetta energetica UE per le lampadine e altri prodotti per l’illuminazione. L’iniziativa fa seguito al notevole miglioramento dell’efficienza energetica riscontrato negli ultimi anni in questo settore, che ha fatto sì che sempre più “sorgenti luminose” (come le lampadine e i moduli LED) abbiano raggiunto le classi A+ o A++ secondo la scala attuale. La modifica più importante delle nuove etichette è il ritorno alla più semplice scala A-G.

Le tecnologie relative a sorgenti luminose continuano a evolvere, migliorando in tal modo l’efficienza energetica. I moduli LED, che costituiscono la tecnologia esistente più efficiente dal punto di vista energetico per quasi tutte le apparecchiature, hanno conosciuto una rapida espansione sul mercato dell’UE: dallo 0 % di lampadine vendute nel 2008 al 22 % nel 2015. L’efficienza energetica media dei LED è quadruplicata tra il 2009 e il 2015 e i prezzi sono notevolmente diminuiti: rispetto al 2010, nel 2017 una lampada a LED per uso domestico era meno costosa del 75 % e una lampada a LED per uffici meno costosa del 60 %.

Si stima che nel 2020 nell’UE siano stati venduti circa 1.500 milioni di sorgenti luminose, ma tale cifra dovrebbe scendere a 600 milioni nel 2030 (con un calo del 60 %), anche se il numero di sorgenti luminose utilizzate aumenterà di oltre il 17 %. Ciò è dovuto alla maggiore efficienza energetica e, in particolare, alla maggiore durata di vita delle sorgenti luminose a LED. Nel 2010 una famiglia media dell’UE ha acquistato 7 sorgenti luminose, nel 2020 ne ha acquistate 4 all’anno e, entro il 2030 e questa cifra dovrebbe attestarsi a meno di una all’anno.

La valutazione d’impatto delle nuove norme effettuata dalla Commissione indica che le modifiche consentiranno entro il 2030 di risparmiare 7 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (MtCO2eq) all’anno rispetto a uno scenario immutato in assenza di misure dell’UE in materia di progettazione ecocompatibile. Ciò si aggiunge ai 12 mtCO2eq già previsti dai precedenti regolamenti adottati nel 2009 e nel 2012. 

Le nuove categorie dell’etichetta riscalata sono state concordate in seguito a un processo di consultazione rigoroso e trasparente che ha visto l’ampio coinvolgimento dei portatori di interessi e degli Stati membri in tutte le fasi e il controllo del Consiglio e del Parlamento europeo e che, con le nuove norme stabilite nel 2019, ha dato ai fabbricanti un preavviso sufficiente.

Al fine di consentire la vendita delle scorte esistenti, la normativa prevede un periodo di 18 mesi in cui i prodotti recanti la vecchia etichetta possono continuare a essere venduti sul mercato nei punti di vendita fisici al dettaglio. Per le vendite online, tuttavia, le vecchie etichette mostrate online dovranno essere sostituite dalle nuove entro 14 giorni lavorativi.

Negli ultimi anni le lampadine e gli altri prodotti per l’illuminazione sono diventati così efficienti che oltre la metà dei LED rientra ora nella classe A++ – ha dichiarato la Commissaria UE per l’energia Kadri Simson – L’aggiornamento delle etichette renderà più facile per i consumatori vedere quali sono i prodotti migliori e ciò, a sua volta, li aiuterà a risparmiare energia e denaro sulle bollette. L’uso di un’illuminazione più efficiente sotto il profilo energetico continuerà a ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell’UE e contribuirà al raggiungimento della la neutralità climatica entro il 2050″.

La nuova scala è più rigorosa ed è concepita in modo che pochissimi prodotti siano inizialmente in grado di ottenere la classificazione “A” e “B” e che venga lasciato un buon margine all’ingresso sul mercato di prodotti più efficienti in futuro. I prodotti energeticamente più efficienti presenti ora sul mercato saranno infatti, di norma, etichettati come “C” o “D”. Le etichette contengono elementi nuovi, tra cui un codice QR con un link a una banca dati a livello dell’UE, in cui i consumatori potranno trovare maggiori dettagli sul prodotto.

Le nuove misure fanno seguito al riscalaggio delle etichette energetiche del 1° marzo 2021 per altre 4 categorie di prodotti: frigoriferi e congelatori; lavastoviglie; lavatrici; televisori (e altri monitor esterni). Come previsto dal regolamento quadro in materia di progettazione ecocompatibile, la Commissione europea sta inoltre lavorando all’aggiornamento nei prossimi anni dell’etichettatura di altri gruppi di prodotti: asciugatrici, apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale, condizionatori d’aria, apparecchi di cottura, unità di ventilazione, armadi frigoriferi professionali, apparecchi per il riscaldamento d’ambiente, scaldacqua, caldaie a combustibile solido. Inoltre, la Commissione UE sta prendendo in considerazione l’introduzione di nuove etichette energetiche per i pannelli solari.

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