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Inquinamento atmosferico: ridurre vulnerabilità, oltre ad esposizione

Una ricerca, basata su modellizzazione globale e condotta per analizzare un fenomeno complesso e fare stime o previsioni, rileva che misure come garantire accesso universale a cure di qualità e ridurre la povertà hanno salvato milioni di vite negli ultimi 30 anni, spesso senza essere incluse nelle strategie di contrasto all’inquinamento. In alcune regioni, i tassi di mortalità sono calati nonostante la qualità dell’aria non sia migliorata, grazie al rafforzamento della resilienza della popolazione.

Sebbene la riduzione dell’esposizione all’inquinamento atmosferico sia fondamentale per salvare vite umane, strumenti come l’accesso universale a un’assistenza sanitaria di qualità e la riduzione della povertà hanno rappresentato un tassello cruciale, spesso trascurato, per salvare vite umane negli ultimi 30 anni.

A sottolineare che persalvare vite umane la vulnerabilità della popolazione è altrettanto importante quanto tagliare le emissioniè il nuovo importanteStudio “Estimating the vulnerability contribution to 1990–2019 changes in the health burden of ambient air pollution: a global modelling study”, condotto da ricercatori delloStockholm Environment Institute(SEI) dell’Università di York, mette in discussione l’attenzione internazionale sull’inquinamento atmosferico, e pubblicato il 25 marzo 2026 suThe Lancet Planetary Health

Il rischio di danni alla salute derivanti dall’inquinamento atmosferico per una popolazione è determinato da un complesso insieme di fattori socioeconomici e sanitari, tra cuipatologie preesistenti, fumo e qualità e accessibilità dell’assistenza medica. In alcune regioni in cui la qualità dell’aria non è migliorata, i tassi di mortalità dovuti all’inquinamento atmosferico sono comunque diminuiti esclusivamente grazie alla riduzione di questi fattori di vulnerabilità. 

Per giungere a queste conclusioni, il team ha utilizzato un sofisticato modello demografico e sanitario che combinava set di dati globali su popolazione, mortalità ed esposizione all’inquinamento. Hanno confrontato le tendenze reali con uno scenario ipotetico in cui cambiavano solo i livelli di inquinamento atmosferico, consentendo loro di isolare l’impatto della vulnerabilità.

Sebbene la pulizia dell’aria rimanga un obiettivo fondamentale, i nostri risultati dimostrano che la riduzione delle emissioni è solo una parte della soluzione– ha affermatoChris Malley, Ricercatore senior presso Istituto di ricerca internazionale (SEI) dell’Università di York, che si occupa delle sfide legate al clima, all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, e principale autore dello studio –Per migliorare la salute pubblica, dobbiamo concentrarci anche sui fattori che rendono le persone vulnerabili ai danni. Integrare il miglioramento dell’assistenza sanitaria e la riduzione della povertà nelle strategie per la qualità dell’aria è uno strumento essenziale per proteggere le popolazioni più vulnerabili del mondo dagli effetti letali dell’inquinamento atmosferico“. 

Nel 2019 sono stati evitati decessi prematuri grazie all’effetto delle variazioni nella vulnerabilità al PM2.5 sui tassi di mortalità attribuibili al PM2.5 (Fonte: The Lancet Planetary Health, 2026).

Principali risultati
-Tra il 1990 e il 2019, i tassi di mortalità globali dovuti all’inquinamento atmosferico sono diminuiti del 45%. Circail 52% di tale diminuzione è attribuibile alla riduzione della vulnerabilità, piuttosto che alla semplice diminuzione dei livelli di inquinamento
– Senza le azioni globali che hanno ridotto la vulnerabilità delle persone all’inquinamento atmosferico, si stima chenel solo 2019 sarebbero morte 1,7 milioni di persone in più per cause legate all’inquinamento atmosferico
La povertà globale è crollata dal 45% nel 1990 al 21% nel 2019, fungendo daenorme e involontario scudo contro i danni alla salute causati dallo smog
– Le iniziative di sanità pubblica, come lariduzione dell’obesità, ladiminuzione del tasso di fumatorieil trattamento dell’ipertensione, sonoraramente incluse nelle strategie di contrasto all’inquinamento atmosferico, nonostante il loro impatto significativo sulla riduzione della mortalità. 

Lo studio evidenzia inoltre i vantaggi derivanti dalla combinazione della riduzione dell’esposizione all’inquinamento atmosferico con gli sforzi volti a rafforzare la resilienza.Sia l’Europa che il Nord America hanno registrato cali simili nell’esposizione all’inquinamento atmosferico tra il 1990 e il 2019. Tuttavia, la riduzione della mortalità correlata all’inquinamento atmosferico è stata quasi il doppio in Europa, a testimonianza dei maggiori progressi compiuti nella riduzione della vulnerabilità attraverso miglioramenti in ambito sanitario e sociale

Lo studio conclude che lestrategie per la qualità dell’aria devono evolversi per includere interventi che riducano i fattori determinanti della salute non legati all’inquinamento atmosferico, a complemento dei tradizionali sforzi di riduzione dell’esposizione

In copertina: Foto di Marccinjozwiak/Pixabay

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