Per il nostro Paese nel pacchetto di infrazioni di questo mese non ci sono deferimenti alla Corte di giustizia, ma i pareri motivati (Ambiente, Mercato interno e Fiscalità) devono ricevere delle esaurienti risposte entro 2 mesi.
La Commissione UE nelPacchettodiinfrazionidel 27 novembre 2019 nei confronti dell’Italiaha adottato4 pareri motivatieuna lettera complementare di costituzione in mora. I pareri motivati sono relativi a:Ambiente(1):Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI(1);Fiscalità e unione doganale(2). La lettera complementare di costituzione in mora attiene aMercato interno, industria, imprenditoria e PMI.
Il Parere motivato suAmbienteadottato nei confronti del nostro Paese, riguarda iRifiutiovvero lanormativa nazionale relativa alle sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.
La nuova Direttiva 2017/2012/UE sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) per contribuire alla tutela della salute umana e dell’ambiente, compresi il recupero e lo smaltimento ecologicamente corretti dei rifiuti di AEE. L’Italia non ha ancora adottato la legislazione necessaria per allineare pienamente la loro normativa a quella europea. Anche se è in corso l’elaborazione di una nuova legislazione, il nostro Paese non ha fissato un termine per tale adempimento. La Commissione Ue, pertanto, ha pertanto deciso di inviare il parere motivato. Qualora entro due mesi l’Italia non sia adeguatamente intervenuta la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’UE.
Il parere
motivato perMercato
interno, industria, imprenditoria e PMIsi riferisce alle
Qualifiche professionali.
La decisione della Commissione UE è relativa alla mancata conformità della legislazione alle norme
dell’UE (Direttiva 2013/55/UE di modifica della Direttiva 2005/36/CE) elative al riconoscimento delle qualifiche professionali.
Mediante tali normative l’UE ha istituito un sistema moderno che contribuisce
alla flessibilità dei mercati del lavoro, agevola ulteriormente la prestazione
di servizi tra Stati membri e sancisce il riconoscimento automatico delle
qualifiche professionali nei Paesi dell’UE per alcune professioni, ad esempio
quelle diarchitetto,medicooinfermiere. Il parere motivato riguarda le norme relative alla
libertà di stabilimento, alla libera prestazione dei servizi, al riconoscimento
automatico delle qualifiche, all’agevolazione dei requisiti amministrativi per
le procedure di riconoscimento, al riconoscimento dei tirocini professionali e
alla cooperazione amministrativa. Ora l’Italia dispone di 2 mesi di tempo per rispondere
alle argomentazioni formulate dalla Commissione Ue che, in caso contrario, di
deferire il caso dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Sempre aMercato interno, industria, imprenditoria e PMIriguarda la lettera dicostituzione in mora complementare, in particolare agliAppalti pubblici.
La Commissione UE ha richiesto all’Italia di fornire ulteriori informazioni sulla normativa nazionale di recepimento delle Direttive 2014/23/24/25/UE (il (D.Lgs. n. 50/2016, il cosiddetto “Codice degli Appalti” che dopo annunci di imminenterevisione, dovrebbe essere approvato entro il 16 dicembre 2019, stante quanto previsto dal Decreto “Sblocca cantieri” ). La lettera di costituzione in mora fa seguito ad una precedente inviata a gennaio 2019 relativa ad un controllo di conformità effettuato dalla Commissione per verificare che la norma nazionale fosse conforme alle Direttive dell’UE. Se entro due mesi l’Italia non fornirà risposte adeguate, la Commissione procederà con un parere motivato.
Per quanto riguarda idue pareri motivatirelativi aFiscalità eunione doganale, nel primola Commissionerimprovera al nostro Paese lariscossione di un’Imposta Regionale sulla Benzina per Autotrazione(IRBA) oltre all’accisa già percepita in virtù della normativa dell’UE.Conformemente alla Direttiva 2008/118/CE relativa al regime generale delle accise,gli Stati membri possono prelevare altre imposte indirette sui prodotti sottoposti ad accisa, purché siano rispettate 2 condizioni: l’imposta è riscossa per fini specifici ed è conforme alla normativa dell’Unione in materia di accise o di imposta sul valore aggiunto. La Commissione ritiene che, nel caso dell’IRBA, questi 2 requisiti non siano soddisfatti. Se l’Italia non si attiverà entro 2 mesi, la Commissione potrà deferire la questione alla Corte di giustizia dell’UE.
L’altro parere motivato attiene aimeccanismi di risoluzione delle controversie fiscalinell’Unione europea, prevista dalla Direttiva 2017/1852/UE che doveva essere trasposta nella legislazione nazionale entro il30 giugno 2019. Se l’Italia non si attiverà entro 2 mesi, la Commissione potrà decidere di deferire la questione alla Corte di giustizia dell’UE.
