2 Dicembre 2021
Cambiamenti climatici Economia e finanza Società

Imprese italiane: a rischio la ripresa verde

Il Rapporto di Carbon Disclosure Project (CDP) Europe che si focalizza sulle imprese italiane, evidenzia che solo 20 grandi imprese italiane su 194 prese in esame hanno obiettivi di riduzione delle emissioni, e di queste solo 7 rispondono ai parametri dell’iniziativa Science Based Target.

Con solo 20 imprese su 194 analizzate che hanno obiettivi dettagliati di riduzione delle emissioni di CO2 a medio termine, il settore aziendale italiano è molto lontano dal raggiungere l’obiettivo di 1,5°C dell’Accordo di Parigi.

L’avvertimento è contenuto nel Rapporto “It’s getting hot in here. The Green Recovery at risk”, presentato da CDP (Carbon Disclosure Project) Europe, Ong internazionale che fornisce a imprese, autorità locali, governi e investitori un sistema globale di misurazione e rendicontazione ambientale, con cui il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) ha siglato un “Memorandum of understanding” per favorire un reciproco supporto e scambio di informazioni sulla gestione delle emissioni da parte di aziende e municipalità, secondo quanto previsto dalla “Global climate action agenda”, per il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Lo studio, pur riconoscendo che le imprese analizzate hanno ridotto le loro emissioni operative di CO2 (Scope 1 + 2) del 22% negli ultimi 5anni, sottolinea che “continuare a questo ritmo significherebbe che il settore aziendale italiano si decarbonizzerebbe a un tasso molto più basso (3,3% all’anno) di quello necessario per soddisfare l’Accordo di Parigi (4,2% all’anno. Dall’analisi emerge che il nostro Paese avrebbe il punteggio di temperatura pari a 2,8 °C. 

Fonte: CDP Europe

Nonostante la trasparenza ambientale sia aumentata sostanzialmente in Italia nell’ultimo anno (erano 29 le aziende che riportavano i dati nel 2010, mentre oggi sono 240), mancano obiettivi ambiziosi e azioni per allinearsi all’Accordo di Parigi. Nel campione analizzato (basato su dati 2020), solo 27 aziende in Italia si sono impegnate a fissare un obiettivo scientifico di riduzione delle emissioni, e solo 7 (Enel spa, A2A, Salvatore Ferragamo spa. Barilla Holding spa, Sofidel spa, Danieli & C Officine Meccaniche spa e Pirelli) hanno obiettivi rispondenti ai parametri Science Based Targets (SBT) l’iniziativa che stabilisce le linee guida per calcolare su base scientifica gli obiettivi relativi al contributo delle aziende alla decarbonizzazione in linea con l’Accordo di Parigi.

Inoltre, la maggior parte delle aziende (80%) non comunica gli obiettivi con informazioni sufficienti per essere misurata accuratamente rispetto alle traiettorie della temperatura.

Fonte CDP Europe

Il settore aziendale italiano deve farsi avanti con obiettivi più ambiziosi per accelerare la riduzione delle emissioni – ha dichiarato Maxfield Weiss, Direttore esecutivo di CDP Europe – La buona notizia è che alcune delle aziende a più alto impatto in Italia stanno dimostrando che una decarbonizzazione ambiziosa in linea con l’accordo di Parigi è possibile. Ora abbiamo bisogno di vedere questo livello di ambizione su tutta la linea. Dal momento che l’economia dell’Ue cerca di dare il via a una ripresa verde e attuare le azioni chiave per raggiungere almeno un taglio del 55% delle emissioni nel prossimo decennio, l’economia italiana è fondamentale. Non solo è una delle più grandi, ma l’Italia è il più grande beneficiario di fondi per la ripresa in Europa. Questo fornisce un’opportunità imperdibile per spingere il settore aziendale a migliorare le proprie ambizioni e allineare gli obiettivi e i piani di transizione con l’obiettivo di 1,5°C dell’Accordo di Parigi“.

In copertina: Fonte CDP

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