13 Agosto 2022
Energia Scienze e ricerca Sostenibilità

IEA: solo 3 tecnologie “pulite” sono nella traiettoria dello scenario 2DS

IEA solo 3 tecnologie pulite nella traiettoria dello scenario 2ds

Pechino, dove si sta svolgendo il “Clean Energy Ministerial“, l’ottava riunione annuale dei Ministri dell’Energia Pulita (CEM8, 6-8 giugno 2017) e di altri delegati di alto livello dei 24 Paesi membri e dell’UE, con l’obiettivo di spingere i decision maker di alto livello e le imprese leader del settore privato a guidare ambiziose politiche e azioni in materia di energia pulita a livello mondiale, l’Agenzia Internazionale dell”Energia (IEA) ha presentato “Tracking Clean Energy Progress 2017“, il Rapporto che analizza i crescenti sviluppi e impatti dei cambiamenti tecnologici nel settore energetico e le prospettive di investimento per la sicurezza energetica e la sostenibilità ambientale per i prossimi anni.

Ogni anno, l’analisi sui progressi dell’energia pulita (TCEP) dell’IEA esamina gli sviluppi in una serie di settori e tecnologie dell’energia pulita, necessarie per lo scenario 2DS ovvero le opzioni necessarie per realizzare un futuro sostenibile incentrato su una maggiore efficienza energetica e su un sistema più equilibrato con un maggior contributo delle fonti rinnovabili e un minor livello di emissioni che consentirebbe con una probabilità dell’80% di centrare l’obiettivo climatico di rimanere al di sotto dei + 2°C di riscaldamento del Pianeta al 2100. La traiettoria prevede tappe intermedie al 2035 e al 2060

Secondo il TCEP 2017, delle 26 tecnologie analizzate solo eolico onshore e solare FVsistemi di accumuloauto elettrica hanno conseguito il bollino verde quello che contraddistingue i settori con i segnali di mercato positivi e più promettenti e in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalla IEA per i prossimi decenni, ma rappresentano solo una piccola parte del sistema energetico globale.

Rimangono grandi incertezze per le altre tecnologie, 8 delle quali sono da bollino rosso, completamente fuori traiettoria, mentre le rimanenti hanno il bollino arancione, tra cui il nucleare che per la IEA rientra tra le tecnologie carbon-free, richiedendo queste un rinnovato focus politico con un forte aumento degli investimenti pubblici e privati.

Le rinnovabili in generale, continueranno a crescere, ma mentre eolico onshore e solare fotovoltaico riusciranno con le attuali tendenze a centrare l’obiettivo alla tappa intermedia, le altre, tra cui l’eolico offshore, le biomasse, il solare termodinamicosono in ritardo.

Per quanto attiene la mobilità elettrica, pur essendo in presenza di un parco di oltre 2 milioni di auto elettriche circolanti, dopo il balzo del 2015 la crescita lo scorso anno è stata meno sostenuta, lasciando intravedere il rischio che il mercato, senza incentivi all’acquisto e la costruzione di reti di colonnine pubbliche e private per ricaricare le batterie, vada fuori della traiettoria dello scenario.

L’energy storage (sistemi di accumulo dell’energia), l’altro settore tecnologico chiave per la transizione energetica è cresciuto del 50% sul 2015, confermando il grande interesse degli investitori privati in questa tecnologia e i numerosi progetti che si stanno implementando.

Tutti gli altri settori, ben più corposi nel mix energetico, sono in difficoltà a mantenersi in linea con lo scenario: dai trasporti all’efficienza energetica degli edifici, da carburanti alternativi al CCS (carbon storage and capture) al cui controverso sistema l’IEA ha assegnato un ruolo fondamentale.

L’analisi compiuta indica che nel complesso l’implementazione delle dell’energie pulite è tutt’altro che soddisfacente e che, a prescindere dal percorso scelto per la trasformazione del settore energetico, sono necessarie azioni politiche quali mai intervenute finora per garantire che si concretizzino i numerosi vantaggi economici connessi con la transizione.
Oltre il sostegno politico, che deve essere sistematico e coordinato, c’è bisogno di un forte incremento di investimenti pubblici e privati, dei quali peraltro l’Agenzia lamenta le scarse informazioni sui modelli esistenti, poiché il monitoraggio compiuto rivela che quando le politiche hanno fornito chiari segnali sul valore dell’innovazione tecnologica, il progresso è stato sostanziale.

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