27 Maggio 2022
Energia Fonti rinnovabili Politica

Idrogeno: rimodellerà la geopolitica dell’energia

Secondo il nuovo Rapporto dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), l’idrogeno sarà il vettore fondamentale per la transizione energetica per conseguire gli obiettivi climatici e al contempo definirà  un quadro geopolitico più democratico, inclusivo ed  equo rispetto a quello esercitato da petrolio e gas.

La rapida crescita dell’economia globale dell’idrogeno può determinare significativi sconvolgimenti geoeconomici e geopolitici dando origine a un’ondata di nuove interdipendenze basate sulla produzione e sull’utilizzo dell’idrogeno, mentre il commercio tradizionale di petrolio e gas andrà diminuendo.

È quanto emerge dal RapportoGeopolitics of the Energy Transformation: The Hydrogen Factor” dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), presentato in occasione della 12a sessione dell’Assemblea dell’Agenzia (Abu Dhabi, 15-16 gennaio 2022) che si è svolta in modalità virtuale ed avente a tema “Transizione energetica: dagli impegni all’azione“.

Sulla spinta dell’urgenza climatica e dell’impegno dei paesi a raggiungere lo zero netto di carbonio, IRENA stima che l’idrogeno coprirà fino al 12% del consumo energetico globale entro il 2050, che il suo commercio in crescita e gli investimenti mirati in un mercato dominato dai combustibili fossili e attualmente valutati in 174 miliardi di dollari sarà in grado di aumentare la competitività economica e di influenzare il panorama della politica estera con accordi bilaterali che divergeranno in modo significativo dalle relazioni intercorse nel XX secolo con gli idrocarburi.

L’idrogeno potrebbe rivelarsi l’anello mancante per un futuro energetico rispettoso del clima – ha affermato Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA – L’idrogeno sta chiaramente cavalcando la rivoluzione delle energie rinnovabili con l’idrogeno verde che sta emergendo come un punto di svolta per raggiungere la neutralità climatica senza compromettere la crescita industriale e lo sviluppo sociale. Ma l’idrogeno non è un nuovo petrolio. E la transizione non è la sostituzione di un carburante, ma un passaggio a un nuovo sistema con sovvertimenti politici, tecnici, ambientali ed economici“.

IRENA stima che oltre il 30 % dell’idrogeno potrebbe essere scambiato oltre confine entro il 2050, una quota superiore a quella del gas naturale di oggi. I paesi che tradizionalmente non hanno commercializzato energia stanno stabilendo relazioni energetiche bilaterali attorno all’idrogeno. Con l’emergere di nuovi attori e nuove classi di importatori ed esportatori netti sulla scena mondiale, è improbabile che il commercio di idrogeno diventi militarizzato e cartellizzato, contrariamente a quanto accaduto all’influenza geopolitica esercitata dal petrolio e dal gas.

L’idrogeno verde porterà nuovi e differenti partecipanti al mercato, diversificherà le rotte e le forniture e sposterà il potere da pochi a molti – ha aggiunto il Presidente di IRENA – Con la cooperazione internazionale, il mercato dell’idrogeno potrebbe rivelarsi più democratico e inclusivo, offrendo opportunità sia ai paesi sviluppati che a quelli in via di sviluppo“.

Fonte: Slide di presentazione del Direttore IRENA Francesco La Camera

Il commercio internazionale dell’idrogeno è destinato a crescere considerevolmente con oltre 30 paesi e regioni che già oggi stanno pianificando un commercio attivo. Alcuni paesi che si considerano di essere importatori stanno già implementando una diplomazia dedicata dell’idrogeno come Giappone e Germania. Gli esportatori di combustibili fossili, quali Australia, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, considerano sempre più l’idrogeno pulito un modo interessante per diversificare le loro economie, Tuttavia, sono necessarie strategie di transizione economica più ampie poiché l’idrogeno non compenserà le perdite nei ricavi di petrolio e gas.

Il potenziale tecnico per la produzione di idrogeno supera significativamente la domanda globale stimata. I paesi in grado più di altri di generare elettricità rinnovabile a basso costo saranno nella posizione migliore per produrre idrogeno verde competitivo. Sebbene paesi come Cile, Marocco e Namibia siano oggi importatori netti di energia, sono destinati a emergere come esportatori di idrogeno verde. Realizzare il potenziale di regioni come l’Africa, le Americhe, il Medio Oriente e l’Oceania potrebbe limitare il rischio di concentrazione delle esportazioni, ma molti paesi avranno bisogno di trasferimenti di tecnologia, infrastrutture e investimenti su larga scala.

La geopolitica dell’idrogeno pulito si svolgerà probabilmente in fasi diverse. Il Rapporto prevede che gli anni ’20 saranno quelli della grande corsa per la leadership tecnologica, ma il decollo della domanda dovrebbe avvenire solo a metà degli anni ’30. A quel punto, l’idrogeno verde competerà in termini di costi con l’idrogeno dei combustibili fossili a livello globale, e potrebbe accadere anche prima in paesi come Cina, Brasile e India. 

L’idrogeno verde era già competitivo in Europa nel corso del 2021, durante il picco dei prezzi del gas naturale. È probabile che la ristrutturazione dei gasdotti aumenterà ulteriormente la domanda e faciliterà il commercio di idrogeno. I paesi con un ampio potenziale di energia rinnovabile potrebbero diventare siti di industrializzazione verde, utilizzando il loro potenziale per attrarre industrie ad alta intensità energetica. Inoltre, avere una partecipazione nella catena del valore dell’idrogeno può aumentare la competitività economica. In particolare la produzione di apparecchiature come elettrolizzatori e celle a combustibile potrebbe dare impulso agli affari. Cina, Giappone ed Europa si sono avvantaggiate nello sviluppo nella produzione, ma l’innovazione modellerà ulteriormente l’attuale panorama manifatturiero.

Fonte: Slide di presentazione del Direttore IRENA Francesco La Camera

L’idrogeno verde può rafforzare l’indipendenza energetica, la sicurezza e la resilienza riducendo la dipendenza dalle importazioni e la volatilità dei prezzi e aumentando la flessibilità del sistema energetico. Tuttavia, le materie prime necessarie per l’idrogeno e le tecnologie rinnovabili potrebbero attirare l’attenzione sulla sicurezza di approvvigionamento dei materiali,  le cui carenze e fluttuazioni dei prezzi potrebbero riverberarsi anche sulle catene di approvvigionamento dell’idrogeno e influire negativamente su costi e ricavi.

Definire regole, standard e governance dell’idrogeno potrebbe determinare una competizione geopolitica o aprire una nuova era di cooperazione internazionale rafforzata. Aiutare in particolare i paesi in via di sviluppo a implementare tecnologie dell’idrogeno verde e far progredire le industrie dell’idrogeno potrebbe prevenire l’ampliamento del divario di decarbonizzazione globale e promuovere l’equità e l’inclusione, creando catene del valore locali, industrie verdi e posti di lavoro nei paesi ricchi di energie rinnovabili.

La sintesi di alcuni dei risultati chiave del rapporto
L’idrogeno fa parte di un quadro di transizione energetica molto più ampio e le sue strategie di sviluppo e diffusione non dovrebbero essere considerate isolatamente.
– La definizione delle giuste priorità per l’uso dell’idrogeno sarà essenziale per il suo rapido aumento e il suo contributo a lungo termine agli sforzi di decarbonizzazione.
– Gli anni ’20 potrebbero diventare l’era di una grande corsa per la leadership tecnologica, poiché è probabile che i costi diminuiscano drasticamente con le maggiori conoscenze e l’aumento delle infrastrutture necessarie. La produzione di apparecchiature offre l’opportunità di acquisire valore nei prossimi anni e decenni.
– Il commercio dell’idrogeno e i flussi di investimento genereranno nuovi modelli di interdipendenza e porteranno cambiamenti nelle relazioni bilaterali.
– Paesi con abbondanza di energia rinnovabile a basso costo potrebbero diventare produttori di idrogeno verde, con correlate conseguenze geoeconomiche e geopolitiche.
– L’idrogeno potrebbe rappresentare un percorso interessante per gli esportatori di combustibili fossili per aiutare a diversificare le loro economie e sviluppare nuove industrie di esportazione.
– Sostenere il progresso delle energie rinnovabili e dell’idrogeno verde nei paesi in via di sviluppo è fondamentale per decarbonizzare il sistema energetico e può contribuire all’equità e alla stabilità globali.
– Sarà necessaria la cooperazione internazionale per elaborare un mercato dell’idrogeno trasparente con standard e norme coerenti che contribuiscano in modo significativo agli sforzi per il cambiamento climatico.

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