23 Maggio 2022
Economia e finanza Fonti rinnovabili Sostenibilità

Materie prime critiche: evitare una carenza in UE

Il dibattito sulla dipendenza dell’UE dalle importazioni di gas è acceso, ma presto la sua dipendenza per le materie prime critiche potrebbe innescarne un altro altrettanto intenso per il rischio che sia rallentata la transizione dell’economia dell’UE verso zero emissioni.

Con il progredire della transizione verso tecnologie più pulite, il settore metallurgico e quello minerario saranno messi a dura prova per fornire le grandi quantità di materie prime necessarie per la transizione energetica. Secondo il recente reportThe raw-materials challenge; How the metals and mining sector will be at the core enabling the energy transition”di McKinsey and Company  “la velocità necessaria per la transizione verso un’economia a zero emissioni presuppone che la disponibilità di determinate materie prime debba essere aumentata in un arco di tempo relativamente breve e, in alcuni casi, a volumi dieci volte o più dell’attuale dimensione del mercato, per prevenire carenze e mantenere i costi tecnologici competitivi” (qui l’audio del Rapporto).

La produzione energetica da rinnovabili (energia eolica e solare in particolare), la decarbonizzazione dei trasporti su strada e la trasformazione digitale sono i settori ad alta intensità di materie prime critiche.

Le istituzioni dell’UE sono consapevoli che la dipendenza dell’Europa dall’importazione di materie prime critiche la rende vulnerabile a shock e rivalità economiche e geopoliticheAttualmente, la Cina fornisce all’UE il 98% delle 17 terre rare (REE) e circa il 62% delle 30 materie prime critiche (CRM) individuate.

La Commissione UE adottato nel 2020 un Piano di azione per le materie prime critiche con orizzonte temporale al 2030 e al 2050, e lo scorso novembre la Commissione UE ha presentato l’aggiornamento al 2021 del Raw Materials Scoreboard, un’iniziativa dell’European Innovation Partnership (EIP) on Raw Materials, un’analisi approfondita delle catene di approvvigionamento delle materie prime in Europa, della loro competitività e dei flussi commerciali, che fornisce un contributo agli sforzi politici dell’UE in un momento in cui le catene di approvvigionamento delle materie prime globali continuano a subire gravi interruzioni, anche a causa della pandemia di Covid-19 e del recente aumento dei prezzi dell’energia in tutto il mondo.

L’approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche è essenziale per preservare la competitività globale dei settori più strategici dell’UE – ha dichiarato Maroš Šefčovič, Vicepresidente della Commissione UEe responsabile per le Relazioni interistituzionali e prospettive strategiche – Dobbiamo quindi accelerare i nostri sforzi per costruire una catena del valore delle materie prime più resiliente, investendo non solo nell’estrazione delle materie prime primarie, ma anche nel riciclaggio degli impianti di raffinazione nazionali e nella ricerca e innovazione, tutti elementi fondamentali per un approvvigionamento sicuro di materie prime secondarie”.



Fornitori globali di materie prime critiche per l’UE  (fonte: Raw Materials Scoreboard 2021)

La maggior parte delle esplorazioni alla ricerca di materie prime strategiche nell’UE si sta svolgendo nei Paesi nordici, in Spagna, Portogallo e Irlanda, una tendenza stabile rispetto ai precedenti quadri di valutazione. Allo stesso tempo, il bilancio per l’esplorazione dell’UE nel 2019 è rimasto basso rispetto ad altre regioni del mondo.

Il Raw Materials Scoreboard 2021 valuta inoltre diversi indici per quanto riguarda l’economia circolare e il riciclo, la competitività e l’innovazione, l’ambiente e le dimensioni sociali, sottolineando lche e industrie delle materie prime dell’UE stanno adottando sempre più misure per mitigare gli effetti negativi sull’ambiente e ottengono punteggi elevati nei rapporti sulla sostenibilità. Tuttavia, ci sono ancora margini di miglioramento per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e l’inversione del trend di crescita delle esportazioni di rifiuti rispetto alle importazioni nell’UE.

Anche il Parlamento europeo nel corso della Sessione plenaria di novembre 2021 si è pronunciato in merito, votando una relazione che esorta la Commissione UE a presentare una Strategia europea per le materie prime critiche basata su elevati standard sociali e ambientali, nel rispetto dei diritti umani e dell’approvvigionamento sostenibile.

Lo scorso dicembre, inoltre, la Commissione UE ha messo a punto e pubblicato il documento “I principi dell’UE per le materie prime sostenibili” una serie di principi volontari, non obbligatori, dell’UE per le materie prime sostenibili, basati sui valori sanciti dai trattati dell’UE:
principi sociali, quali rispetto dei diritti umani, salute e sicurezza;
– principi economici e di governance, come integrità aziendale, trasparenza e contributo economico più ampio;
principi ambientali, come gestione ambientale e mitigazione dell’impatto ambientale.

L’estrazione e la trasformazione delle materie prime sostenibili costituiscono un pilastro fondamentale per le catene del valore che hanno un’importanza strategica per la crescita economica e la sostenibilità dell’economia e della società poiché attuano catene orientate all’economia circolare e all’efficienza delle risorse per favorire il recupero dei rifiuti, agevolando e incoraggiando la promozione dell’uso, del riciclaggio e dello smaltimento sicuri dei prodotti tramite la comprensione dell’uso dei loro componenti e promuovendo la gestione dei materiali nell’estrazione e nella trasformazione e il recupero di materie prime da rifiuti di estrazione e trasformazione nonché di altre risorse secondarie.

Le industrie e gli istituti di ricerca europei sono leader riconosciuti in tutto il mondo, dall’automazione alla digitalizzazione alle migliori pratiche nel settore minerario – ha affermato Bernd Schäfer, Ceo di EIT nel corso del suo intervento il 14 gennaio 2022 alla Conferenza “A stronger industry for a more autonomous Europe”, la prima sotto la Presidenza UE della Francia – È alla portata dell’Europa diventare il principale produttore mondiale di materie prime da fonti sostenibili”.

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