26 Settembre 2021
Consumi e risparmio Energia Fonti rinnovabili

Un “green default” darebbe una spinta per affrontare la crisi climatica

Uno studio condotto sul mercato elettrico svizzero ha constatato che le società fornitrici che hanno sostituito l’offerta standard con una predefinita rinnovabile (green default) hanno avuto risposte positive dai consumatori, sia famiglie che lavoratori autonomi e PMI, determinando un effetto duraturo sull’accettazione di energia verde, pur se un po’ più costosa.

Quando le persone sono di fronte a delle scelte, per lo più le persone prediligono l’opzione standard o predefinita che è quella più rassicurante e che non necessita di operazioni mentali laboriose. È quella che psicologi ed economisti chiamano “effetto default”, sul quale si è concentrato Richard Thaler, Premio Nobel per l’Economia 2017 per i suoi studi sull’economia comportamentale ovvero di quella branca che impiega concetti tratti dalla psicologia per proporre modelli di comportamento alternativi a quelli formulati dalla teoria economica standard, per elaborare, assieme al giurista Cass Sunstein, la teoria del “Nudging” che consiste nel dare una “spinta gentile” (Nudge) per aiutare le persone a scegliere il meglio per sé e per la società.

I campi d’applicazione della scienza comportamentale sono potenzialmente illimitati, ma in Italia sono ancora poco sfruttate, come hanno osservato i ricercatori del Laboratorio REF Ricerche nel position paperLa spinta gentile: una riforma a costo zero”, di cui ci siamo occupati la scorsa settimana.

Ora ricercatori del Politecnico federale svizzero (ETH)di Zurigo e dell’Università di Warwick nel Regno Unito sono ora riusciti a dimostrare chiaramente questo effetto, come attesta lo StudioLarge and persistent effects of green energy defaults in the household and business sectors”, pubblicato su Nature Human Behaviour l’11 marzo 2021

Concentrandosi sul mercato elettrico svizzero, i ricercatori hanno esaminato l’effetto prodotto sui consumatori dall’offerta predefinita di elettricità rinnovabile da parte del loro fornitore, constatando che il “green default”, seppur un po’ più costoso era stato ampiamente accettato sia dalle famiglie che da lavoratori autonomi e PMI.

– Il fornitore A ha registrato un calo dei clienti privati ​​sulla tariffa convenzionale dal 97% al 15% in seguito all’introduzione del green default. Entro il 6 ° anno, l’80% delle famiglie utilizzava ancora la tariffa verde.
– Per le PMI, il calo è stato inferiore: dal 97% al 23%, con il 71% ancora sull’opzione verde al 6à anno.

– Il fornitore B ha ottenuto risultati simili, con un passaggio dal 98,8% delle famiglie che utilizzano energia convenzionale a solo l’11% dopo l’introduzione del green default.
– Per le PMI il calo è stato dal 99,3% al 15,3% sul pacchetto non rinnovabile.

Un’ulteriore analisi dei dati dei clienti costituiti da nuclei familiari ha mostrato che le donne avevano circa il 6% in più di probabilità rispetto agli uomini di accettare il green default, mentre le donne imprenditrici avevano l’8% in più di probabilità.

I ricercatori hanno anche esaminato se l’acquisto di elettricità verde abbia comportato o meno un consumo maggiore, dal momento che era ipotizzabile che i clienti pensassero “poiché la mia elettricità proviene da una fonte responsabile, non devo preoccuparmi di consumarne di più” per darsi una sorta di “licenza morale“. Tuttavia, i ricercatori non hanno registrato tale effetto in relazione all’elettricità verde. Le famiglie fornite di elettricità rinnovabile non hanno consumato nell’arco di 6 anni più energia di quella che era fornita con un mix convenzionale.

Poiché avere un green default sposta drasticamente la domanda di elettricità verso le fonti rinnovabili, è un modo semplice per ridurre le emissioni di CO2 – ha commentato Andreas Diekmann, Professore emerito presso l’ETH di Zurigo – Dal momento che il mix di elettricità della Svizzera comprende un’ampia quota di energia idroelettrica, l’impatto positivo dell’effetto del default sull’ambiente è minore. Ma Paesi come la Germania, gli Stati Uniti o la Cina potrebbero trarre grandi vantaggi da un default ecologico. Abbiamo calcolato che per quanto riguarda le famiglie private, la Germania avrebbe risparmiato 45 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 nel solo 2018. Si tratta di un effetto enorme considerando la semplicità della misura“.

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