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“Foreste in Comune”: l’Italia è un Paese forestale

 “Foreste in Comune”, il Rapporto di PEFC Italia con la collaborazione di UNCEM, Legambiente, Consorzio Caire e SINFor, analizza l’estensione e la gestione dei boschi nei territori comunali italiani, si pone l’obiettivo di stimolare i Comuni a pianificare e certificare i propri asset verdi, trasformando i boschi in una risorsa energetica locale e un motore di servizi ecosistemici, riducendo al contempo la dipendenza dall’importazione di legname.

In occasione dell’edizione 2026 dellaCampagnaVoler Bene all’Italia” di Legambiente, è stato presentato il 6 giugno 2026 ilRapportoForeste in Comune”, laprima indagine socio-economica sul patrimonio forestale dei Comuni ItalianidiPEFC Italia, con il supporto e la collaborazione dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM), diLegambiente, del Sistema Informativo Forestale Nazionale (SINFor) e delConsorzio Caire, cheanalizza la presenza del bosco, Comune per Comune, svelando l’Indice di Boscosità, e mettein relazione la sua diffusione con economia, popolazione e dinamiche economico-sociali dei territori.

Ne emerge chel’Italia è una nazione forestale, con i boschi cheoccupano oltre un terzo del territorio nazionale, superando, dal 2020, la stessa Superficie agricola utilizzata (SAU), fatto che non accadeva dal Medioevo. Tuttavia, la lorodistribuzione è profondamente diseguale: il 75% dei boschi si trova nei comuni montani e circa metà dei comuni italiani è senza foreste.

Un cambiamento profondo è avvenuto nell’arco degli ultimi decenni soprattutto a seguito dell’abbandono di terreni agricoli e pascoli marginali e di colture tradizionali non più redditizie, che hatrasformato il paesaggio italiano e il ruolo che il bosco svolge nei territori. Foreste che devono essere pianificate, gestite, certificate PEFC, in un processo in cui le comunità locali fanno la differenza.

Il Rapporto è stato presentato a Marcetelli, in provincia di Rieti nel Lazio: cuore dell’Appennino, il Comune presentasolo il 2% della superficie edificata mentre il 98% è coperta da bosco,aggiudicandosi lo scettro come “comune più boscoso d’Italia” considerando l’Indice di Boscosità. Marcetelli, inoltre, è parte – insieme ad altri nove paesi del reatino – dellaGreen Community “IN. Alta Sabina”, guidata dal Comune di Rocca Sinibalda.

Guardando all’incidenza della foresta sul territorio comunale, sul podio salgono poi Bormida(Savona) con il 97,07% di superficie coperta dal bosco, e Percile (Roma) con il 96,99%. Seguono, Drenchia(Udine) con il 96,79% e Grimacco (Udine) con il 96,59%. Nella top ten figurano inoltreCosio d’Arroscia(Im),SambucaPistoiese (Pt),Quarna Sopra(Vb),Vignola-Falesina(Tn) eRocca Canterano(Rm), tutti comuni nei quali oltre il 95% del territorio è occupato da superfici forestali.

Considerando invecel’estensione totale delle aree boschivee valutando la grandezza assoluta del patrimonio forestale di ogni singolo comune, al primo posto della classifica stilata da PEFC sale Gubbio(Perugia) con 26.804 ettari di bosco, seguito da San Giovanni in Fiore(Cosenza) con 21.938 ettari e da Città di Castello(Perugia) con 21.838 ettari. Completano la top ten Massa Marittima (Gr),Firenzuola(Fi),Ventasso(Re),Arezzo,Bagno di Romagna(Fc),Spoleto(Pg) eLongobucco(Cs), tutti territori nei quali il bosco rappresenta una componente strutturale dell’identità locale.

Iper-boscosità e aree senza foreste: la geografia del verde italiano
L’analisi mette inoltre in evidenza come il patrimonio forestale nazionale sia fortemente concentrato nelle aree montane. Nei 3.596 comuni montani italiani, che rappresentano il 47,8% della superficie territoriale nazionale e ospitano il 13,5% della popolazione, si concentra infatti il 75,7% dell’intera superficie forestale italiana. Un dato che evidenzia il ruolo centrale delle montagne nella tutela del capitale naturale del Paese e la responsabilità che grava sulle comunità che vivono questi territori.  

La ricerca mostra inoltre come il bosco non sia distribuito uniformemente sul territorio nazionalePer circa metà dei quasi 7.900 comuni italiani la presenza forestale è marginale o quasi assente: l’indice di boscosità è inferiore al 20% e questi territori, dove vive oltre i due terzi della popolazione italiana, ospitano meno del 10% delle foreste nazionali.  

All’opposto, sono invece 3.149 i comuni italiani nei quali oltre il 40% del territorio è coperto da foreste, territori che custodiscono più dei tre quarti dell’intero patrimonio forestale nazionale. Ancora più significativa è la situazione dei 495 comuni “iper-boscosi”, dove il bosco occupa oltre l’80% della superficie comunale.In questi comuni vive appena l’1% della popolazione italiana ma si concentra il 13,94% della superficie forestale nazionale, una quota superiore a quella presente nell’intera metà del Paese dove il bosco è quasi assente.  

Il bosco non è marginalità: cresce l’attrattività dei territori forestali
Lo studio PEFC supera inoltre uno dei luoghi comuni più diffusi sul patrimonio forestale italiano, ovvero che il bosco sia necessariamente associato ai territori più marginali e arretrati. Se infatti è vero che la presenza forestale è strettamente legata ai territori a bassa densità abitativa, emerge anche come molti dei comuni maggiormente caratterizzati dalla presenza del bosco siano oggi protagonisti di nuove dinamiche di attrattività sociale ed economica.  

Particolarmente significativo è il dato relativo ai flussi migratori. Tra il 2021 e il 2025, 932 comuni italiani hanno registrato un saldo migratorio positivo, superiore al 10 per mille, segnalando una rinnovata capacità di attrarre popolazione. Questi comuni rappresentano appena l’11,8% del totale nazionale eospitano solo il 5% della popolazione italiana, ma custodiscono il 10,65% dell’intera superficie forestale del Paese. Oltre tre quarti di questa superficie ricade in comuni con un indice di boscosità superiore al 60%.  

Secondo gli autori della ricerca,la crescente attenzione verso qualità ambientale, benessere, contatto con la natura e qualità della vita potrebbe rappresentare una delle determinanti di questa nuova attrattività territoriale, con il bosco che diventa un elemento sempre più rilevante nella scelta di vivere o investire nelle aree interne e montane.  

Anche sul piano economico emergono elementi di particolare interesse visto chela presenza del bosco non coincide necessariamente con le aree economicamente più deboli del Paese. Nei1.113 comuni montani caratterizzati dai livelli di PIL pro capite più elevati, dove vive il 40,4% della popolazione montana, si concentra il 32,25% della superficie forestale dell’intero arco montano.Quasi la metà di questi territori presenta inoltre un indice di boscosità superiore al 60%.  

La ricerca evidenzia infine una relazione positiva tra presenza forestale e filiere agricole specializzate, suggerendo come i territori più dinamici siano spesso quelli capaci di integrare agricoltura di qualità,gestione forestale, turismo e valorizzazione delle risorse naturali.  Foreste italiane: una risorsa strategica per ambiente, comunità ed economia.

Il rapporto ‘Foreste in Comune ci restituisce per la prima volta una fotografia dettagliata del patrimonio forestale italiano alla scala comunale e permette di leggere il bosco non soltanto come una componente ambientale, ma come una infrastruttura strategica capace di generare benefici ecologici, sociali ed economici– ha dichiaratoAntonio Brunori, Segretario generale di PEFC Italia –Comprendere dove si trovano le foreste e quale relazione instaurano con le comunità locali è il primo passo per costruire politiche efficaci di gestione forestale sostenibile e valorizzazione delle filiere forestali. Questa indagine, insieme a quella dal titolo #rigeneraboschi sulla percezione delle foreste presentata ad aprile su iForest (promossa da Sorgenia in collaborazione con PEFC Italia), dimostra quanto importante sia la conoscenza dei numeri reali, sia per i decisori pubblici che per i cittadini comuni, che considerano i boschi alleati chiave contro la crisi climatica (94%), rifugi per la biodiversità (90%) e strumenti per il benessere psicofisico (85%), sebbene la maggior parte non conosca ancora i vantaggi di una gestione forestale attiva rispetto alla

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