8 Dicembre 2022
Energia Fonti rinnovabili

Energia rinnovabile: conferma di essere opzione competitiva

Un nuovo rapporto dell’Agenzia Internazionale delle Energie Rinnovabili (IRENA) mostra che quasi due terzi dell’energia rinnovabile installata nel 2021 ha generato costi inferiori alle migliori alternative a carbone nei Paesi del G20.

Nel 2021, i costi delle energie rinnovabili hanno continuato a diminuire, sebbene le sfide della supply chain e l’aumento dei prezzi delle materie prime non abbiano ancora mostrato tutto il loro impatto sui costi dei progetti. Rispetto al 2020, il costo dell’elettricità prodotta dall’eolico onshore è sceso del 15%, dall’eolico offshore del 13% e dal solare fotovoltaico del 13%.

È la sintesi del Rapporto “Renewable Power Generation Costs in 2021”, pubblicato il 13 luglio 2022 dall’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), che mostra come nel 2021 quasi due terzi della nuova energia rinnovabile installata (163 gigawatt, GW) abbia avuto costi inferiori rispetto all’opzione meno costosa a base di carbone nei Paesi del G20. Considerando l’impennata dei prezzi attuali dei combustibili fossili, IRENA stima che l’aumento dell’energia rinnovabile prodotta dal 2021 farà risparmiare circa 55 miliardi di dollari sui costi globali di generazione dell’energia nel 2022.

Il nuovo rapporto di IRENA sottolinea il ruolo fondamentale che le energie rinnovabili svolgono nell’affrontare le attuali emergenze energetiche e climatiche. La loro competitività dal punto di vista dei costi e` essenziale nella transizione energetica, in linea con il limite di riscaldamento 1,5°C e gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Sia l’energia solare che quella eolica, caratterizzate da tempi di realizzazione dei progetti relativamente brevi, rappresentano gli assi portanti negli sforzi dei Paesi per ridurre rapidamente ed eliminare gradualmente i combustibili fossili. Solo in questo modo è possibile limitare i danni macroeconomici che essi causano, nel perseguimento del net zero.

Le fonti rinnovabili sono oggi di gran lunga la forma di energia più economica – ha dichiarato Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA – Il 2022 è un esempio lampante di quanto sia diventata economicamente conveniente la nuova generazione di energie rinnovabili. Le rinnovabili liberano le economie dalla volatilità dei prezzi e dall’importazioni di combustibili fossili, riducendo i costi energetici e aumentando la resilienza del mercato, a maggior ragione se l’attuale crisi energetica dovesse continuare. Sebbene la situazione attuale possa necessitare una risposta temporanea alla crisi, le giustificazioni e policy che ridurranno gli obiettivi climatici non reggeranno nel medio-lungo termine. La situazione odierna ci ricorda in modo sconvolgente come le energie rinnovabili e il risparmio energetico siano il futuro. In vista della COP27 in Egitto e della COP28 negli Emirati Arabi Uniti, le rinnovabili forniscono ai governi energia a prezzi accessibili, trasformando l’allineamento al net zero e le loro promesse sul clima in azioni concrete, con benefici reali per la popolazione mondiale“.

Nel 2022, gli investimenti nelle rinnovabili continuano a dare frutti straordinari, come evidenziato dai dati sui costi di IRENA. Nei Paesi non OCSE, l’aggiunta del 2021 di 109 GW di energia rinnovabile, ridurranno i costi annuali di almeno 5,7 miliardi di dollari per i prossimi 25-30 anni, essendo più conveniente dell’opzione meno costosa a combustibile fossile.

L’aumento dei prezzi elevati del carbone e del gas fossile nel 2021 e 2022 peggiorerà profondamente la competitività dei combustibili fossili, rendendo il solare e l’eolico ancora più attraenti. Con un’impennata senza precedenti dei prezzi del gas fossile in Europa, ad esempio, la nuova generazione di gas fossile diventerà sempre più costosa durante l’intero ciclo di vita, aumentando il rischio di attività non recuperabili.

L’esempio europeo mostra che nel 2022 i costi del carburante e della CO2 degli impianti a gas esistenti potrebbero essere in media da quattro a sei volte superiori al costo di vita totale dei nuovi impianti solari fotovoltaici ed eolici onshore messi in funzione nel 2021. Tra gennaio e maggio 2022, la generazione di energia solare ed eolica potrebbe aver fatto risparmiare all’Europa massicce importazioni di combustibili fossili, per un valore non inferiore a 50 miliardi di dollari, soprattutto di gas fossile.

Per quanto riguarda le supply chain, i dati di IRENA suggeriscono che non tutti gli aumenti dei costi dei materiali sono stati ancora trasferiti sui prezzi delle attrezzature e sui costi dei progetti. Se i costi dei materiali rimarranno elevati, le pressioni sui prezzi nel 2022 saranno ancora più forti. Gli aumenti, tuttavia, potrebbero essere ridimensionati dai guadagni complessivi, grazie alla rinnovata competitività dei costi delle rinnovabili rispetto agli elevati prezzi dei combustibili fossili.

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