Oltre alla Relazione sui progressi compiuti nell’implementazione del Piano di azione sull’economia circolare, la Commissione UE ha adottato una Comunicazione sul ruolo dei processi di produzione energetica dai rifiuti, che di fatto, pur non escludendo a priori tale opzione, invita a riconsiderare i Piani per impianti di incenerimento, puntando prioritariamente sulla raccolta differenziata e sul riciclaggio.
A poco più di un anno dall’adozione del Pacchetto sull’Economia Circolare “Closing the Loop” per modernizzare e trasformare l’economia europea, orientandola verso una direzione più sostenibile, la Commissione UE in una Relazione ha illustrato il 26 gennaio 2017 i principali risultati fin qui ottenuti dall’implementazione delle misure del relativo Piano di Azione.
“La creazione di un’economia circolare in Europa costituisce una priorità fondamentale per questa Commissione – ha affermato Frans Timmermans Commissario UE per lo Sviluppo Sostenibile – Oltre ai progressi già messi a segno stiamo elaborando nuove iniziative per il 2017. Siamo in procinto di chiudere il cerchio di progettazione, produzione, consumo e gestione dei rifiuti per creare un’Europa verde, circolare e competitiva“.
Nella relazione sui progressi conseguiti nell’ultimo anno, la Commissione elenca le misure principali adottate in ambiti quali i rifiuti, la progettazione ecocompatibile, i rifiuti alimentari, i fertilizzanti organici, le garanzie per i beni di consumo, l’innovazione e gli investimenti. I principi dell’economia circolare sono stati gradualmente integrati nelle migliori pratiche dell’industria, negli appalti verdi, nell’uso dei fondi della politica di coesione e, mediante nuove iniziative, nei settori idrico e della costruzione. Per attuare sul terreno la transizione verso l’economia circolare, la Commissione invita inoltre il Parlamento europeo e il Consiglio a procedere all’adozione delle proposte in materia di legislazione sui rifiuti in linea con la Dichiarazione comune sulle priorità legislative dell’UE per il 2017.
Al riguardo c’è da osservare che la Commissione Ambiente del Parlamento europeo si è occupata il 24 gennaio 2017 proprio delle proposte di revisione delle Direttive EU sui rifiuti formulate dalla Commissione, innalzando l’obiettivo da conseguire al 2030 di riciclaggio dei rifiuti urbani al 70% (contro il 65% della Commissione), quello per il riciclo degli imballaggi all’80% (contro il 75% proposto), di ridurre al 5% l’obiettivo della messa in discarica dei rifiuti (contro il 10%) e ha chiesto, tra l’altro di valutare l’opportunità di fissare degli obiettivi anche per quelli industriali.
In precedenza c’era stato un Parere del Comitato europeo delle Regioni, che conteneva molte proposte emendative e raccomandazioni alla Commissione UE in merito al Pacchetto Rifiuti.
Oltre alla Relazione, la Commissione UE ha adottato misure per istituire, di concerto con la Banca europea per gli investimenti (BEI), una piattaforma per il sostegno finanziario all’economia circolare che riunirà investitori e innovatori. attraverso il collegamento tra gli strumenti esistenti, quali il Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI) e l’iniziativa InnovFin – Finanziamento dell’UE per l’innovazione finanziata da Orizzonte 2020 ed eventualmente mettere a punto nuovi strumenti finanziari per progetti nell’ambito dell’economia circolare. La piattaforma riunirà la Commissione, la BEI, le banche nazionali di promozione, gli investitori istituzionali e altri portatori di interessi, farà conoscere le opportunità di investimento nell’economia circolare e diffonderà le migliori pratiche presso possibili promotori, analizzandone i progetti e le esigenze finanziarie e fornendo consulenze sulla strutturazione e le possibilità di finanziamento.
“Sono felice di annunciare che, grazie ai risultati conseguiti dal piano Juncker per gli investimenti, possiamo ancora una volta collaborare con la BEI per far incontrare investitori e innovatori – ha sottolineato Jyrki Katainen, Commissario UE per l’Occupazione, la Crescita, gli Investimenti e la Competitività – Il nostro obiettivo è incrementare gli investimenti, pubblici come privati, nell’economia circolare. Ciò implica molto spesso nuovi modelli economici che, a loro volta, possono richiedere modalità innovative di finanziamento. Questa nuova piattaforma costituisce uno strumento eccellente per sensibilizzare le persone sulle enormi potenzialità economiche dei progetti dell’economia circolare e, di conseguenza, raccogliere maggiori fondi per il loro finanziamento. L’economia circolare è un elemento importante per modernizzare l’economia europea e noi siamo sulla buona strada per realizzare questo cambiamento sostenibile“.
La Commissione UE ha adottato nella stessa occasione una Comunicazione sul ruolo dei processi “dai rifiuti all’energia” (Waste-to-Energy) nell’economia circolare per permettere di massimizzare i benefici di questa piccola ma innovativa componente del mix energetico nazionale.
“Essa fornisce agli Stati membri orientamenti per trovare il giusto equilibrio nelle capacità di termovalorizzazione, mettendo in luce il ruolo della gerarchia dei rifiuti che classifica le opzioni di gestione dei rifiuti in funzione della loro sostenibilità e assegna assoluta priorità alla prevenzione e al riciclaggio. Essa contribuisce a ottimizzare il loro contributo all’Unione dell’energia e a valorizzare le opportunità di partenariati transfrontalieri, laddove ciò sia appropriato e in linea con i nostri obiettivi in campo ambientale“.
In parole meno diplomatiche, come è possibile leggere nel documento, la Commissione UE non chiude le porte al ricorso all’incenerimento, ma deve costituire un’opzione residuale nell’ambito della gestione dei rifiuti, dopo aver migliorato la raccolta differenziata e aumentato la capacità di riciclaggio, riconsiderando i piani di nuovi inceneritori e le relative politiche di finanziamento. Ai Paesi che fanno grande affidamento su questa risorsa energetica, come quelli del Nord Europa, si raccomanda di aumentare le tasse e di eliminare gradualmente i sussidi legati all’incenerimento dei rifiuti, introducendo una moratoria sui nuovi impianti, così come lo smantellamento dei vecchi. A tutti gli Stati membri, infine, si raccomanda di eliminare gradualmente le sovvenzioni pubbliche per il recupero di energia da rifiuti, e così il sostegno della Commissione attraverso i fondi comunitari.
Par di capire che, dopo queste indicazioni, prenderanno nuovo vigore le argomentazioni di quei Governatori regionali che contrastano il Piano dello “Sblocca Italia” per la costruzione di nuovi inceneritori in Italia.
Infine, la Commissione UE ha adottato la proposta per aggiornare la legislazione che limita l’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (la Direttiva RoHS). La proposta intende favorire la sostituzione dei materiali pericolosi al fine di rendere più conveniente il riciclaggio dei componenti. I cambiamenti proposti faciliteranno ulteriormente le operazioni sul mercato dell’usato (ad es., la rivendita) e la riparazione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Si stima che tali misure ci consentiranno di evitare la produzione di più di 3.000 tonnellate di rifiuti pericolosi per anno nell’UE e di risparmiare energia e materie prime. Soltanto nel settore della sanità il risparmio sui costi è quantificabile in 170 milioni di euro.
Per il prossimo anno la Commissione si impegna a conseguire ulteriori risultati sulla base del piano d’azione per l’economia circolare, mediante, tra l’altro, una strategia sulle materie plastiche, un quadro di monitoraggio per l’economia circolare e una proposta per promuovere il riutilizzo dell’acqua.
