28 Settembre 2021
Efficienza energetica Energia

Ecobonus: dal 2007 investiti 39 miliardi di euro per l’efficienza energetica

Dal Rapporto annuale sull’utilizzo degli ecobonus per gli interventi di riqualicazione energetica, che l’ENEA ha presentato contestualmente al Rapporto sull’Efficienza Energetica, si conferma l’effetto positivo delle detrazioni fiscali per il conseguimento dell’obiettivo del Piano di azione nazionale per l’efficienza energetica da parte del settore residenziale, mentre l’industria è ancora oltre la metà del percorso (54%), mentre debbono recuperare terreno i trasporti (41,6%) e il terziario, PA  compresa (25,6%).

L’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha presentato il 3 luglio 2019 l’8° Rapporto sull’ Efficienza Energetica, insieme al Rapporto annuale sulle detrazioni fiscali per interventi di risparmi energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabili negli edifici esistenti, che conferma l’effetto positivo garantito dall’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica.

Sono di oltre 39 miliardi di euro gli investimenti che dal 2007, primo anno in cui è stata inserita la misura a sostegno dell’efficienza energetica negli usi finali, l’ecobonus ha mosso di cui solo nel 2018 3,3 miliardi di euro, in leggero calo rispetto al 2017 (3,7 miliardi).

Nel solo 2018, l’ecobonus ha consentito un risparmio complessivo di 16 milioni di MWh, pari al consumo medio annuo di energia elettrica e termica delle famiglie di una città di 2,5 milioni di abitanti. Risultati molto positivi si riscontrano anche per altre tipologie di incentivi:
–  sempre nel 2018, il conto termico, destinato principalmente a iniziative per l’efficienza e per le rinnovabili nella PA, ha registrato un balzo in avanti del 115% con 93 mila richieste totali e un incremento del 90% delle incentivazioni ottenute a 190 milioni di euro;
– il Programma di Riqualificazione Energetica della PA Centrale PREPAC ha raccolto 100 proposte progettuali per oltre 177 milioni di euro ;
– i cosiddetti certificati bianchi, per incentivare l’efficienza nelle imprese, hanno comportato minori importazioni di energia elettrica e gas naturale per 14 milioni di MWh, con un risparmio di 400 milioni di euro sulla fattura energetica nazionale.

“L’efficienza energetica si conferma come una delle leve più efficaci per ridurre i consumi e la spesa per l’energia di famiglie, imprese e, sempre più, anche della PA, un volano di crescita per una filiera industriale fortemente italiana – ha affermato il Presidente dell’ENEA, Federico TestaCome Agenzia nazionale per l’efficienza energetica l’ENEA è impegnata nel promuovere la diffusione di best practice e l’utilizzo di strumenti come le diagnosi energetiche nelle imprese e l’ecobonus condomìni con la cessione del credito. Il numero crescente di grandi e piccoli player, da Eni a Enel a Snam alle utilities, che offrono servizi incentrati sull’utilizzo dell’ecobonus condomini, dimostra la bontà della nostra intuizione di due anni fa che il Parlamento ha poi saputo recepire”.

Nel 2018 sono stati realizzati dalle famiglie italiane circa 335.000 mila interventi di efficienza energetica, la maggior parte dei quali per sostituire i serramenti (1,2 miliardi di spesa), per coibentare solai e pareti (circa 1 miliardo) e per installare caldaie a condensazione e pompe di calore per il riscaldamento invernale (circa 800 milioni).

Nel 2018, i tre quarti delle domande di ecobonus per interventi nelle parti comuni dei condomìni hanno riguardato la riqualificazione energetica dell’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda (detrazione del 70%) e circa un quarto il miglioramento delle prestazioni energetiche invernali ed estive (detrazione del 75%).Inoltre, sono stati avviati i primi interventi per accrescere la sicurezza sismica che prevedono detrazioni dell’80% o dell’85% a seconda della riduzione della classe di rischio.


Accelerare la riqualificazione degli edifici – ha aggiunto Testa – consentirebbe di compiere un salto di qualità, con ricadute tecnologiche, ambientali, economiche e occupazionali di grande rilievo e di avvicinare l’obiettivo di risparmio energetico al 2020 indicato dal Piano d’Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica e dalla Strategia Energetica Nazionale”.

Al 2018 l’obiettivo è stato centrato al 67%: a livello settoriale, il residenziale ha già superato il target indicato, l’industria è oltre la metà del percorso (54%), mentre debbono recuperare terreno i trasporti (41,6%) e il terziario, PA  compresa (25,6%).

 

 

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