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DOUBTS: qualità ambiente urbano e demenza precoce

Nel corso di un seminario al POLIMI sono stati presentati i risultati di uno studio-caso-controllo basato sulla popolazione, condotto nell’ambito del Progetto DOUBTS, che hanno evidenziato come i fattori dell’ambiente circostante, come l’inquinamento atmosferico, gli spazi verdi e l’esposizione alla luce notturna, possano influenzare significativamente il rischio di demenza a esordio precoce.

Verde urbanoluce artificiale notturna e inquinamento atmosferico da traffico veicolare impattano sul rischio di insorgenza della demenza precoce e sull’evoluzione dei sintomi nei pazienti già diagnosticati.

Sono i risultati, presentati il 12 marzo 2026 durante un seminario alPolitecnico di Milano, del ProgettoDOUBTS (Dementia-friendlyOUtdoor BuilTenvironmentS. Evidence among Outdoor air pollution, Artificial Light At Night (ALAN), Greenness and Dementia), finanziato dalPNRRper progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN) e coordinato dal Politecnico di Milano(POLIMI), in collaborazione con Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE) eUniversità di Pavia.

Il Progetto, coordinato da Andrea Rebecchi del POLIMI, ha coinvolto un team interdisciplinare composto da Stefano Capolongo e Silvia Mangili (Politecnico di Milano – DABC), Tommaso Filippini e Marco Vinceti (Università di Modena e Reggio Emilia), e Anna Odone e Paola Bertuccio (Università di Pavia), getta le basi per laprogettazione di ambienti urbani dementia-friendly.

Lo Studio, i cui risultati erano stati pubblicati lo scorso dicembre sulla RivistaNeuroepidemiologycon il titolo “Environmental Factors and Risk of Early-Onset Dementia: A Population-Based Case-Control Study”, getta le basi per la progettazione diambienti urbani dementia-friendly,

Nel complesso, i risultati di DOUBTS indicano che la creazione di ambienti dementia-friendly richiede un approcciointegrato– ha dichiarato Rebecchi, del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del POLIMI –Il verde urbano deve essere progettato per evitare l’isolamento sociale, e l’inquinamento atmosferico e luminoso deve essere ridotto attraverso politiche di pianificazione urbana”. 

Rapporto di probabilità (OR-linea continua) con intervallo di confidenza al 95% (area grigia) per la demenza a esordio precoce (EOD) associata all’esposizione media al Verde (a), Benzene (b) e alla Luce notturna (c), suddivisa per diagnosi di demenza di Alzheimer (AD) e non-AD. I modelli di regressione logistica condizionale sono abbinati per sesso ed età e reciprocamente aggiustati per i fattori ambientali verde, benzene e LAN (Fonte:Neuroepidemiology, 2025). 

Inquinamento atmosferico
L’esposizione al benzene, usato come indicatore dell’inquinamento da traffico veicolare, è associata a unaumento del rischio di insorgenza della demenza precoce, in particolare per ilsottotipo Alzheimer, con una crescita quasi lineare del rischio oltre la soglia di 1,2 µg/m³.

La presenza di un effetto soglia dei livelli di inquinamento da traffico per l’aumento del rischio di tale patologia risulta molto importante dal punto di vista di sanità pubblica per la definizione di limiti di esposizione, specie per categorie vulnerabili– hanno spiegato Filippini e Vinceti, Docenti dell’UNIMORE –Va notato inoltre come i livelli medi di esposizione della popolazione siano in realtà molto inferiori rispetto a tale soglia, indicando l’efficacia degli interventi di riduzione delle emissioni degli anni passati e ancora in corso”.

Verde urbano
Il verde urbano agisce comefattore protettivo per il decadimento cognitivo e in particolare l’insorgenza della demenza a esordio precoce, soprattutto per la malattia di Alzheimer. La presenza di spazi verdi urbani di qualità è associata a una drastica riduzione del rischio per via della promozione dell’attività fisica, e della riduzione di stress e processi ossidativi.

Un risultato controintuitivo, invece, mostra chelivelli molto elevati di verde urbano sono associati a un aumento del rischio di apatia nei pazienti che hanno già una diagnosi di demenza,isolamento sociale tipiche dei contesti poco urbanizzati.

Luce artificiale notturna (ALAN)
L’ALAN ha un doppio ruolo. Da un lato,livelli elevati di luce esterna notturna sono associati a un minor rischio di insorgenza della demenza precoce, probabilmente perché le persone più esposte a luce notturna sono anche quelle con una vita sociale più intensa, e di conseguenza una maggiore stimolazione cognitiva. Dall’altro lato,nei soggetti con deterioramento cognitivo lieve, un’elevata esposizione aumenta di oltre tre volte il rischio di conversione in demenza.

Nei pazienti che hanno già una diagnosi di demenza, la luce artificiale notturna è uno dei principali fattori aggravanti dei sintomi neuropsichiatrici. Esposizioni superiori alla mediana raddoppiano il rischio di deliri, allucinazioni e disturbi del sonno, con un impatto particolarmente marcato sui disturbi del ritmo sonno-veglia.

Lo Studio ha analizzato 326 casi di EOD e 1.941 controlli appaiati per sesso ed età, utilizzando,in particolare nella provincia di Modena,dati ambientali ad alta risoluzione, inclusi dataset satellitari e modelli statistici avanzati.

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