Biodiversità e conservazione

Crimini di natura: minaccia a biodiversità, clima e comunità

Un Rapporto di WWF Italia, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale della Fauna Selvatica (3 marzo) analizza l’espansione globale dei crimini ambientali e il loro impatto crescente su ecosistemi, clima, economie e comunità, dei cui reati anche l’Italia, uno dei Paesi europei più ricchi di biodiversità, è fortemente esposta.

Proteggere la biodiversità significa proteggere il futuro: ogni specie salvata e ogni ecosistema preservato sono un investimento in un mondo più sicuro, equo e resiliente.

È questo il messaggio lanciato daWWF Italiache, in occasione dellaGiornata Mondiale della Fauna Selvatica(3 marzo) ha pubblicato ilRapportoCrimini di Natura” che evidenzia comeil degrado della natura non sia più soltanto una conseguenza di modelli economici insostenibili, ma sempre più spesso il risultato di attività illegali organizzate, altamente redditizie e profondamente radicate in reti criminali internazionali

Secondo ilreportdell’UNODC(United Nations Office on Drugs and Crime) del 2024, sonooltre 4.000 le specie animali e vegetali vittime del commercio illegale che coinvolge 162 Paesi, rappresentando un business globale che prospera grazie a corruzione, impunità e debolezza istituzionale. I danni generati vanno ben oltre la perdita di specie:minano la stabilità degli ecosistemi,aggravano la crisi climatica,riducono risorse essenzialiecompromettono la sicurezza collettiva.

Le stime del WWF indicano profitti globali che superano i 20 miliardi di dollari l’anno, ma i sequestri rappresentano solo una parte minima del traffico reale. Il report richiama anche il ruolo dellaCITES,che regola il commercio internazionale di oltre 40.000 specie.

Una sezione del report è dedicata alleconseguenze delle credenze popolari e della pseudo-scienza sul benessere degli animali. Specie come pipistrelli, serpenti, gufi, pangolini, leoni e tigri vengono perseguitate o uccise sulla base dimiti privi di fondamento. Le superstizioni possono portare allo sterminio di intere popolazioni o alimentare il commercio illecito diparti di animali usate come presunti rimedi medicinali, senza alcuna validazione scientifica. Il WWF sottolineal’importanza dell’educazione scientifica e del pensiero critico come strumenti fondamentali di prevenzione.

Il report conferma che l’Italia, pur essendouno dei Paesi europei più ricchi di biodiversità, è anchefortemente esposta alle attività illegali contro la natura. La posizione geografica strategica della penisola la rendeun punto di transito privilegiato per traffici internazionali, mentre ilbracconaggiocontinua a rappresentare una minaccia concreta per molte specie selvatiche.

Le pratiche illegali comprendono uccisioni, catture e commercio di specie protette, dall’avifauna migratoria ai rapaci, fino ai mammiferi come lupo e cervo, e alla flora protetta, come le orchidee spontanee e le piante officinali.

Ilbracconaggio italianoviene descritto nel report come un fenomeno ormai altamente professionalizzato. Tecniche illegali – trappole artigianali, vischio, richiami acustici elettronici, furto di piccoli dai nidi – sono oggi utilizzate in modo sistematico per rifornire mercati illegali nazionali e internazionali.Le catture riguardano sia animali destinati al consumo, sia individui rivenduti vivi, come i passeriformi utilizzati come richiami, fino ai rapaci sottratti ai nidi per alimentare la falconeria illegale.

Iltraffico di fauna esoticarappresenta un’ulteriore minaccia: specie come tartarughe, uccelli ornamentali, rettili tropicali e perfino piccoli primati vengono commercializzati illegalmente sfruttando canali online e scambi transfrontalieri. Il report cita anche casi estremi, come ilsequestro di uno scimpanzé detenuto illegalmente in Sicilia nel 2025.

L’uso diesche avvelenatecostituisce una delle pratiche più gravi e crudeli contro la fauna selvatica. L’obiettivo è colpire predatori o animali domestici, ma il risultato è un effetto domino che coinvolge l’intera catena alimentare, mettendoa rischio anche rapaci necrofagi, animali da compagnia e persinopersone. Il portale nazionale degli avvelenamenti conferma che la situazione è tuttora critica e rappresenta unaminaccia anche per la salute pubblica.

Gliincendi dolosi, insieme alla deforestazione illegale, sono invece identificati come una delle cause principali dellaperdita di foreste nel mondo.

Il report ricorda che nel 2025 sono bruciati globalmente territori pari quasi all’intera UE. Anche l’Italiaregistra migliaia di reati ogni anno legati agliincendi boschivi, spesso alimentati da interessi speculativi o ritorsioni locali. Negli ultimi dieci anni, il fuoco ha devastato una superficie nazionale vicina a quella dell’intero Friuli-Venezia Giulia.

“I crimini di natura non rappresentano un problema isolato: compromettono la salute degli ecosistemi, riducono i servizi naturali da cui dipendiamo, aggravano gli impatti climatici e minacciano la nostra sicurezza. Fermarli è possibile se istituzioni, esperti e associazioni collaborano: servono leggi più efficaci, controlli più severi, filiere sostenibili e un forte impegno culturale nel contrastare disinformazione e consumi illegali-ha dichiarato Domenico Aiello, responsabile tutela giuridica della Natura WWF Italia – L’Italia si trova di fronte ad una occasione storica: entro maggio 2026 dovrà recepire laDirettiva europea sulla tutela penale dell’ambienteche contiene una serie di norme mirate ad aumentare gli strumenti di repressione e repressione delle illegalià ambientali, incluse quelle contro la vita selvatica. In questo momento in Parlamento si sta discutendo la bozza di decreto legislativo di recepimento in cui però mancano tutti i riferimenti al bracconaggio. Il WWF ha già chiesto al Parlamento e al Governo di integrare il decreto e non sprecare questa opportunità che oltre a impedire di dotarci di efficaci mezzi di contrasto, aprirebbe la strada ad una procedura d’infrazione, l’ennesima in campo ambientale aperta a carico dell’Italia”.

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