Circular economy

Circolarità: parametri di monitoraggio da aggiornare

AssoAmbiente, l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento di rifiuti, nonché bonifiche, ha presentato a Ecomondo (Fiera di Rimini, 5-8 novembre 2024), nel corso di un Talk Ambiente all’interno del proprio stand, il Paper “Misurare la circolarità dei Paesi UE”, in cui si evidenzia che il primato di circolarità dell’Italia in UE va ben oltre i parametri attualmente utilizzati che “andrebbero sottoposti a un tagliando”.

In Italia continua a crescere il tasso di riciclo dei rifiuti urbani e speciali, aumenta l’impiego dei materiali riciclati al posto delle materie prime e, contestualmente, prosegue la “dematerializzazione” della nostra economia, rafforzando la leadership di circolarità del nostro Paese in Europa, ben oltre la fotografia scattata dai parametri europei, oggi inefficaci a misurare concretamente il livello di circolarità complessivo dei Paesi UE.

È quanto emerge dal Paper “Misurare la circolarità dei Paesi UE” cheAssoAmbiente,l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento di rifiuti, nonché bonifiche, ha presentato il 6 novembre 2024 nel corso di unTalk Ambienteall’interno diEcomondo(Fiera di Rimini, 5-8 novembre 2024).

Il documento fa il punto sui principali indicatori definiti a livello europeo per monitorare il raggiungimento da parte dei singoli paesi degli obiettivi fissati dalPacchetto sull’economia circolare, illustrato nelle Direttive 849/2018, 850/2018, 851/2018 e 852/2018,adottate nell’ordinamento nazionale, che pone degli obiettivi sfidanti in termini di riciclaggio e riduzione dello smaltimento in discarica, e avanza una proposta concreta di miglioramento di questi indicatori che consenta di verificare in modo diretto e uniforme il livello di circolarità raggiunto dall’economia dei singoli Stati.

L’analisi di AssoAmbiente evidenziaa che punto è il nostro Paese nella gestione dei rifiuti (urbani e speciali) e per livello di circolarità nell’UE, avanzando proposte per migliorare gli attuali tre parametri europei che fotografano i processi di cambiamento in atto nei singoli Paesi e che già vedono l’Italia tra i più virtuosi, che consentano di verificare in modo diretto e uniforme il livello di circolarità raggiunto dall’economia dei singoli Stati.
 
Italia leader assoluta del riciclo dei rifiuti urbani e speciali
Il tasso di riciclo individua quanta parte dei rifiuti urbani viene effettivamente riciclata. L’Italia nel 2021 (ultimi dati Eurostat) ha raggiunto quota 51,9%, superando il target del 50% previsto al 2020. In Europa il tasso medio di riciclo è pari al 48,7%. In questa speciale graduatoria, l’Italia sicolloca all’ottavo posto, dopo la Germania (67,8%), l’Austria (62,5%), la Slovenia (60,8%), i Paesi Bassi (57,8%), la Danimarca (57,6%), il Belgio (55,5%), il Lussemburgo (55,3%).
Se guardiamo altotaledei rifiuti solidi, urbani e speciali, il Belpaese, con il suo85%, è primo assoluto nella classifica dell’avvio a riciclo, davanti al Belgio.
 
Italia quarta in Europa per circolarità
L’indice di circolarità misura la quota di materiale riciclato reintrodotto nelle produzioni industriali, che consente di evitare l’utilizzo di materie prime. L’Italia nel 2022 con il 18,7% (era al 5,8% nel 2004)si colloca al quarto postonella classifica europea di questo indice, dietro ai Paesi Bassi (27.5%), al Belgio (22.2%) e alla Francia (19.3%). L’indice di circolarità tiene conto non solo dal tasso di riciclo dei rifiuti, ma comprende anche i combustibili fossili usati e il materiale stoccato in manufatti e beni. Per questo motivo le percentuali risultano così basse.
 
Italia tra le big in Europa per dematerializzazione dell’economia
L’indice di produttività nell’uso di risorse indica la capacità di un’economia di produrre ricchezza con sempre meno materiali e mette in rapporto il Prodotto Interno Lordo (PIL) e il consumo di materiale. Nel 2023 l’Italiasi è collocata al secondo posto in Europacon un indice di 4.3 euro per kg, dietro ai soli Paesi Bassi con 5.8.
 
“L’analisi di ASSOAMBIENTE evidenzia come il nostro Paese sia oggi al vertice in Europa per livello di circolarità e nel raggiungimento dei target fissati, sempre ben oltre la media europea, con punte di eccellenza per quanto concerne l’effettivo riciclo dei rifiuti urbani e speciali– ha osservato il Presidente di AssoAmbiente,Chicco Testa–L’eccellenza del nostro Paese va ben oltre i dati evidenziati dagli indicatori europei, che oggi andrebbero sottoposti a un tagliando in quanto, soprattutto su alcuni di essi incide in maniera significativi l’utilizzo o meno di combustibili fossili, che poco hanno a che fare (non essendo recuperabili) con l’indice di circolarità di un Paese. Misurare in maniera corretta la circolarità di uno Stato può fare la differenza tra subire o meno una procedura d’infrazione, con tutti i costi e gli effetti che questa comporta”.

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