Biodiversità e conservazioneClima

Biodiversità e Clima: CdR chiede negoziati più inclusivi

In vista della UNCCD-COP17 (Mongolia – Ulan Bator, 17-28 agosto 2026) e della UNFCCC-COP31 (Turchia-Antalya, 9-20 novembre 2026), il Comitato delle Regioni (CdR), l’organismo consultivo dell’UE, rivendica un ruolo più incisivo per le città e le regioni nei processi decisionali e di attuazione in materia di biodiversità e clima.

Il conseguimento degli obiettivi globali in materia di clima e biodiversità richiede un ruolo più incisivo per le città e le regioni nei processi decisionali e di attuazione.

A sottolinearlo è ilParere La visione dell’UE in materia di clima ed energia su scala mondiale. Verso negoziati globali più inclusivi in materia di clima e ambiente” espresso dal Comitato europeo delle regioni (CdR) che in vista dellaUNCCD-COP17(Mongolia – Ulan Batar, 17-28 agosto 2026) e dellaUNFCCC-COP31(Turchia-Antalya, 9-20 novembre 2026) ha auspicatonegoziati globali sulla biodiversità e sul clima più inclusivi.

Secondo il CdR, la governance globale del clima e della biodiversità si trova ad affrontare crisi multiple e sovrapposte, sottolineando chel’UE deve mantenere e rafforzare il suo ruolo di forza trainante per un ordine internazionale basato sulle regole, continuando al contempo a sviluppare e attuare i suoi obiettivi in ​​materia di clima ed energia.

Le autorità locali e regionali stanno garantendo continuità e realizzando gli obiettivi dell’Accordo di Parigisul clima e delQuadro globale per la biodiversità Kunming-Montrealattraverso azioni territoriali concrete, cherappresentano un’opportunità strategica per rafforzare la competitività, la sovranità e la sicurezza dell’UE, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e costruire territori più sani e resilienti.

Al contempo, si esprimepreoccupazione per la crescente disinformazione e polarizzazioneche minano il sostegno pubblico alle azioni per il clima e la biodiversità, sottolineando lanecessità di una comunicazione chiara e basata su dati concreti e ribadendo che le autorità locali possono contrastare la disinformazione e ricostruire la fiducia collegando gli impegni globali alle esigenze e ai risultati locali.

Pertanto, si chiede che leautorità locali di regolamentazione siano coinvolte non solo come osservatori, ma anche come contributori all’attuazione, alla rendicontazione e alla responsabilizzazione, con il supporto di un migliore accesso ai finanziamenti, al rafforzamento delle capacità e ai sistemi di dati.

A tal fine, il prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) dovrebbe recepire tali istanze con un migliore allineamento degli strumenti di finanziamento dell’UE, tra cui laPolitica di coesione, ilFondo per l’innovazione e altri strumenti finanziari, con le esigenze delle città e delle regioni.

Inoltre, il CdR chiede alle Parti dell’UNFCCC di istituire, in occasione della COP31, undialogo multilivello obbligatorio e con scadenza definita, i cui risultati confluiscano nei Contributi Nazionali Determinati (NDC), neiPiani nazionali di adattamentoe nelleStrategie a lungo termine, affrontando al contempo gli ostacoli all’accesso ai finanziamenti per il clima per le città e le regioni, che sono responsabili dell’attuazione del 70% delle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e del 90% di quelle di adattamento ai cambiamenti climatici, garantendoresponsabilità, trasparenza e risultati misurabili.

Per colmare il divario finanziario per la biodiversità che richiede un accesso prevedibile, adeguato e diretto alle risorse finanziarie per le autorità locali di gestione, si chiede alla COP17 dirafforzare l’accesso delle città e delle regioni ai finanziamenti per la biodiversità e di accelerare la messa in opera del Fondo Cali, il fondo finanziario globale istituito allaCOP16, nato per redistribuire i profitti derivanti dall’uso delle risorse genetiche.

In quanto organo consultivo ufficiale dell’UE che rappresenta le città e le regioni, i pareri del CdR contribuiscono a definire le politiche dell’UE e inviano un messaggio chiaro ai decisori politici e ai negoziatori internazionali: le città e le regioni devono essere riconosciute come partner essenziali per il raggiungimento degli impegni globali in materia di clima e biodiversità.

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