27 Novembre 2022
Infrastrutture e mobilità Territorio e paesaggio

Bicicletta: nel 2021 in Europa record di 22 milioni di pezzi venduti

L’annuale Rapporto della Confederazione dell’Industria Europea della Bicicletta (CONEBI) conferma che domanda dei consumatori lo scorso anno ha continuato a mantenersi su livelli elevati, sostenuta in particolare dalle richieste per la bici a pedalata assistita, ma anche da una maggiore attenzione politica complessiva alla mobilità sostenibile e attiva.

Nel 2021 l’industria europea della bicicletta ha proseguito la sua curva di crescita con cifre e record in aumento nelle vendite e nella produzione di biciclette ed e-bike.

È quanto emerge dall’ultimo Bicycle Industry & Market Profile, l’annuale report di CONEBI (Confederation of the European Bicycle Industry), l’’organizzazione europea che riunisce le Associazioni nazionali dell’industria delle biciclette e dei componenti per biciclette.

Durante il secondo anno di pandemia di Covid-19, la domanda dei consumatori ha continuato a mantenersi su livelli elevati, insieme a una maggiore attenzione politica complessiva alla mobilità sostenibile e attiva. Di conseguenza, nel 2021 le vendite di biciclette ed e-bike hanno raggiunto il record assoluto, superando per la prima volta la soglia dei 22 milioni di pezzi venduti. Questa crescita è stata trainata in particolare dal continuo e robusto domanda di e-bike, che ha superato i 5 milioni di unità vendute. Le vendite totali di biciclette ed e-bike hanno raggiunto il valore di 19,7 miliardi di euro (+ 7,5% rispetto al 2020).

Guardando alla produzione di biciclette ed e-bike, il report di CONEBI registra una crescita stimata di circa il 10% rispetto al 2020, corrispondente a poco più di 16 milioni di unità in Europa nel 2021. Anche la produzione di parti e accessori per biciclette è aumentata nel 2021, raggiungendo un valore di 3,6 miliardi di euro (era di 3 miliardi di euro nel 2020).

Il reshoring è in atto e le note interruzioni della catena di approvvigionamento stanno innescando una nuova ondata di industrializzazione in Europa – ha sottolineato Erhard Büchel, Presidente CONEBI – È un processo che richiederà tempo, ma rappresenta un’opportunità unica per l’ecosistema industriale europeo di crescere in modo sostenibile nel lungo termine. Più produzione locale – a partire dalla produzione di componenti – e vicinanza al consumatore, sono una parte essenziale della transizione”.

Nel 2021 gli investimenti complessivi del settore sono arrivati ​​a un livello di oltre 1,75 miliardi di euro (+17% sul 2020). I posti di lavoro diretti nel settore manifatturiero sono passati da oltre 77.500 nel 2020 a quasi 87.000 nel 2021, il che porta il totale dei posti di lavoro diretti/indiretti in Europa a una stima di circa 170.000. Inoltre, delle oltre 1.000 Piccole e Medie Imprese (PMI) presenti in Europa nel 2020, si stima una crescita numerica dal 5 al 10% nel 2021.

Sono lieto di vedere – ha affermato Manuel Marsilio, Direttore Generale CONEBI – come il nostro settore – in termini di creazione di posti di lavoro green, produzione locale sostenibile, imprenditorialità e investimenti, innovazione e impronta ambientale – stia contribuendo concretamente agli obiettivi dell’Unione Europea, rendendo l’industria della bicicletta una delle più grandi all’interno della Green Economy”.

Commentando i dati emersi dal report, il Presidente di Confindustria – ANCMA, l’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori che è membro di CONEBI, ha sottolineato le profonde trasformazioni in atto nell’ambito della bicicletta per le quali è necessaria una presa di coscienza più compiuta anche da parte delle istituzioni.

Da un lato c’è una forte domanda che merita di essere valorizzata attraverso l’infrastrutturazione ciclabile e una rinnovata logica di incentivi all’utilizzo – ha osservato Paolo Magri – mentre dall’altro si assiste all’evoluzione di paradigmi industriali, economici e produttivi di cui tener conto per coglierne al meglio le opportunità e dentro i quali anche il tessuto imprenditoriale italiano gioca e giocherà un ruolo molto significativo”.

Proprio lo scorso agosto ha preso il via il Piano Generale della Mobilità Ciclistica (PGMC), predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS), che consta di un finanziamento, già assegnato, pari a 943 milioni di euro, su un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro per la realizzazione di una rete nazionale di percorribilità ciclistica in ambito urbano, metropolitano ed extraurbano, in modo che modo che si abbia una rete ciclabile organica che copra l’intero Paese, anche per promuovere lo sviluppo turistico dei territori.

 

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