Società

38° Rapporto Italia Eurispes: Paese dimezzato che deve ricompattarsi

Il Rapporto Italia 2026 di Eurispes, giunto quest’anno alla 38ma edizione e diventato nel tempo un apprezzato punto di riferimento per gli studiosi, per le Istituzioni, per il sistema dell’informazione e per gli osservatori internazionali, è stato presentato il 28 maggio 2026 ed è costruito, come ogni anno attorno, a 6 dicotomie tematiche: Opes/Inopiae; Democrazia/Autoritarismo; Pace/Guerra; Omologazione/Identità; Distopia/Utopia; Presente/Futuro. Temi che l’Istituto ritiene rappresentativi, anche se non esaustivi, della attualità politica, economica e sociale del nostro Paese.

L’Italia del 2026 è un Paese che si trova dinanzi a una costellazione di crisi che non sono emergenze da gestire con il metodo del rattoppo, ma di nodi che, se non sciolti, rischiano di stringerci in una morsa irreversibile. Il nostro sistema valoriale, istituzionale, economico, sociale, demografico è sottoposto a pressioni che esigono risposte e non ammettono rinvii  […]L’Italia è la terza economia dell’area euro; eppure, paradossalmente, il nostro è uno dei Paesi sviluppati con la crescita più lenta, con il più alto debito pubblico tra le democrazie avanzate, con il più basso tasso di natalità d’Europa, con un flusso di emigrazioni giovanili tra le più consistenti del continente[…] Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno che si può definire la “cattura dell’agenda pubblica” da parte di soggetti privati: le decisioni di interesse collettivo vengono prese in sedi non pubbliche, mentre la sfera privata degli individui è diventata un grande libro aperto, spesso condizionato da algoritmi che conoscono di noi più di quanto conosciamo noi stessi. In tale contesto, il sistema democratico tradizionale mostra crepe profonde. Non perché sia sbagliato nei suoi princìpi, ma perché le sue Istituzioni sono state progettate per un mondo che non esiste più. L’Italia non è immune da questo processo. La nostra crisi della rappresentanza è numerica ma è prima di tutto simbolica. I cittadini non si astengono perché non capiscono il valore della democrazia ma perché non si fidano più del fatto che il voto cambi qualcosa. Quando il dibattito politico viene ridotto a slogan, quando la multicomplessità viene sistematicamente banalizzata, quando i talk show e i Social sostituiscono le Aule parlamentari come arena del confronto politico, o le Aule giudiziarie, i processi si svolgono nei salotti televisivi; la democrazia si svuota lentamente[…]”

Sono alcune delle considerazioni generali con cuiGian Maria Fara, Presidente dell’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali(Eurispes), apre ilRapporto Italia 2026, giunto quest’anno alla 38ma edizione, e diventato nel tempo un apprezzato punto di riferimento per gli studiosi, per le Istituzioni, per il sistema dell’informazione e per gli osservatori internazionali, che è stato presentato il 28 maggio 2026 nel corso di unevento trasmesso in streaming.

Per scelta metodologica consolidata, il Rapporto si costruisce ogni anno attorno a6 dicotomie tematicheche per ilRapporto Italia 2026sono:Opes/Inopiae;Democrazia/Autoritarismo;Pace/Guerra;Omologazione/Identità;Distopia/Utopia;Presente/Futuro. Temi che l’Istituto ritiene rappresentativi, anche se non esaustivi, della attualità politica, economica e sociale del nostro Paese.

Ad arricchire il Rapporto, le indagini campionarie che, nell’edizione di quest’anno, hanno sondato alcuni dei temi tradizionalmente osservati dall’Eurispes: lafiducia nelle Istituzioni; lapolitica; l’opinione su alcuni deitemi etici più dibattuti; lasituazione economica delle famigliee iconsumi; l’uso delle nuove tecnologie e i rischi ad esse connessi;l’avvento dell’Intelligenza artificiale; itemi della Difesa e gli scenari internazionali; losmart working; le nuove modalità di viaggioe l’overtourism;le abitudini alimentari; ilrapporto con il mondo animalee numerosi altri contenuti di stretta attualità. 

Di seguito alcuni aspetti evidenziati.
Economia e Famiglie: Difficoltà e Disuguaglianza
– Fine mese a rischio:
oltre 6 famiglie su 10 (il 62%) dichiarano di faticare ad arrivare a fine mese, mentre solo il 25% riesce a mettere dei soldi da parte.
– Percezione dell’inflazione:l’82% degli italiani segnala un aumento dei prezzi nell’ultimo anno, e il 39% percepisce rincari superiori all’8%.
– Concentrazione della ricchezza:il 10% più ricco della popolazione detiene da solo quasi il 60% (59,9%) della ricchezza netta totale del Paese.

Sanità e Tutela della Salute
– Rinuncia alle cure:
il carovita ha spinto oltre un terzo degli italiani (34,6%) a rinunciare a visite di controllo o esami medici per motivi economici.
Criticità nel SSN:sottofinanziamento, lunghe liste d’attesa e carenza di personale sono le principali criticità rilevate nel Servizio Sanitario Nazionale.

Società e Demografia
– Il boom dei centenari:
i centenari italiani sono più che raddoppiati negli ultimi 16 anni e, dato rilevante, quasi la totalità di loro vive in famiglia e non in strutture assistenziali.
– Paure sociali:le principali preoccupazioni riguardano l’incompetenza della classe politica, la corruzione e la criminalità mafiosa. Inoltre, oltre la metà del campione (57,8%) percepisce la presenza degli immigrati come un fattore di rischio.

Politica, Lavoro e Innovazione
– Fiducia nelle Istituzioni:
il Presidente della Repubblica resta la figura che raccoglie la fiducia più alta tra i cittadini.
– Lavoro agile:tra gli occupati, circa il 31% ha dichiarato di utilizzare regolarmente lo smart working.
Intelligenza Artificiale: l’avvento dell’AI viene guardato con sentimenti contrapposti, tra le enormi opportunità di innovazione e il timore di ripercussioni negative sul mondo del lavoro e sulla privacy.

NellaSintesiè possibile leggere i dettagli analitici e le schede fenomenologiche complete.

Il 38° Rapporto Italia che presentiamo oggi non pretende di essere quella visione– ha concluso il Presidente Eurispes –È uno sguardo – il più rigoroso che la nostra metodologia ci consente – sulla realtà del Paese. Un Paese contraddittorio, spesso, se vogliamo, anche scoraggiante, ma straordinariamente ricco di risorse, di talenti, di bellezza, di intelligenza e di saperi. Un Paese che, come il Visconte dimezzato di Calvino, contiene in sé le sue contraddizioni e le sue differenze: la parte che vuole restare immobile e la parte che vuole cambiare, la parte che guarda al passato e la parte che immagina il futuro. La speranza, e la scommessa, è che le due metà trovino finalmente il modo di riconciliarsi in un’identità più intera, capace e all’altezza di ciò che la storia ci chiede”.

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