In occasione dell’ottava edizione della Giornata nazionale della Bioeconomia (28 maggio 2026), il Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Trattamento degli Oli e dei Grassi Vegetali e Animali Esausti (CONOE) e il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università Milano-Bicocca hanno acceso i riflettori su sostenibilità, chimica verde e nuove professioni green.
Un litro diolio alimentareesausto disperso nell’ambientepuò contaminare fino amigliaia di litri d’acqua. Eppure, se correttamenteraccoltoe rigenerato, può trasformarsi inbiodiesel,bioplastiche,bio-lubrificantie materiali per iltessile sostenibile.
InItaliaogni anno vengono raccolteoltre 82mila tonnellate di oli alimentari esausti, successivamente trasformati in biocarburanti e prodotti per la chimica fine, contribuendo allo sviluppo dell’economia circolaree alla riduzione dell’impatto ambientale.
Da questa consapevolezza è nato, in occasione dellaGiornata della Bioeconomia(che si celebra il28 maggio), il Convegno“L’ORO che butti!: una seconda chance all’olio alimentare esausto”, ideato e organizzato daglistudentidelCorso di Laurea in Biotecnologie Industrialidell’Università degli Studi di Milano-Bicocca,Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze,in collaborazione conCONOE–Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Trattamento degli Oli e dei Grassi Vegetali e Animali Esausti.
Non una tradizionale lezione accademica, ma unlaboratorio di transizione ecologicaguidato dagli stessi studenti, che hanno scelto di portare al centro del dibattito pubblico uno dei temi più sottovalutati dell’economia circolare: il corretto recupero degli oli alimentari esaustie il loropotenzialeper lachimica verdee l’innovazione sostenibile.

Attraverso il confronto con esperti, aziende e protagonisti della filiera, l’iniziativa ha raccontato come l’olio usato nelle cucinedomestiche possa tornare a vivere sotto forma dicarburantida fonti rinnovabili, cosmetici, tinture, lubrificanti industriali e nuovi materiali biodegradabili.
Un esempio concreto di bioeconomia applicata, capace di generare benefici ambientali, ridurre gli sprechi e creare nuove opportunità professionali legate alla transizione ecologica.
“Non chiamiamolo scarto: l’olio alimentare esausto è una risorsa preziosa se gestita correttamente”, hanno spiegato gli studenti organizzatori. “Con questo incontro vogliamo sensibilizzare cittadini e giovani sull’importanza delle corrette pratiche di raccolta e mostrare come ricerca, innovazione e chimica verde possano trasformare un potenziale inquinante in una nuova opportunità per l’ambiente e il lavoro”.
Ad aprire i lavori sono statiLaura Cipolla, professore associato di Chimica Organica dell’Università Milano-Bicocca, eFrancesco Mancini, Direttore Generale CONOE, che hanno sottolineato il ruolo strategico della collaborazione tra università, ricerca e imprese nella diffusione di modelli concreti di economia circolare.
Ampio interesse ha suscitato anche l’intervento diDaniela Cancellidella Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, dedicato alle prospettive della bioeconomia e alle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro green.
Particolarmente partecipato il dialogo conChimicazza(NdR: Alessandro “Chimicazza” Dal Poz), chimico organico, noto creator e divulgatore scientifico seguito da migliaia di giovani sui social media, che ha affrontato insieme agli studenti il tema della comunicazione ambientale, della divulgazione scientifica online e del coinvolgimento delle nuove generazioni sui temi della sostenibilità.
Durante l’incontro, le aziende presenti hanno inoltre illustrato alcune applicazioni innovative nate dalla rigenerazione degli oli esausti: micro-bioplastiche per il settore cosmetico, tinture biologiche per tessuti e bio-lubrificanti per motori endotermici.
L’iniziativa ha dimostrato ulteriormente come la transizione ecologica possa partire anche dalle aule universitarie, trasformando formazione, ricerca e partecipazione giovanile in strumenti concreti di economia circolare e innovazione sostenibile.

