Alla vigilia dell’Assemblea Nazionale di Utilitalia, la Federazione che riunisce le Utility dei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas ha diffuso il Rapporto di sostenibilità 2020 da cui si evidenzia che il valore aggiunto annuale del settore è di 10,4 miliardi, che gli investimenti annuali nella digitalizzazione sono di 342 milioni di euro, nella decarbonizzazione di 450 milioni e nell’economia circolare di 280 milioni nell’economia circolare, e che dalla riduzione delle perdite di rete alla raccolta differenziata, le imprese più votate alla sostenibilità sono quelle che ottengono performance migliori.
Digitale,Economia circolare,Decarbonizzazione:.i tre capisaldi – insieme all’attenzione alla salutee allasicurezza sul lavoro, allaparità di generee all’integrazione della sostenibilità nel modello di business– che emergono dalRapporto di sostenibilità 2020“Le Utilities italiane per la transizione ecologica e digitale” messo a punto da Utilitalia, la Federazione delle imprese di acqua, ambiente e energia, in collaborazione con la Fondazione Utilitatis, e diffuso in vista dell’Assemblea dell’evento che si svolgerà online il14 luglio 2021a cui parteciperà il Ministro della Transizione EcologicaRobero Cingolanie la Presidente di UtilitaliaMichaela Castelli, che potrà essere seguito sul canale YouTube della Federazione, a cui farà seguito l’Assemblea Nazionale di Utilitalia.
All’indagine svolta hanno preso parte aziende associate che rappresentano l’84% dei ricavi complessivie il77% dei lavoratori del settoree che assicuranoil servizio idrico a 37 milioni di italiani, quello per l’ambiente a 21 milioni, quasi a11 milioni per il gase oltre6 milioni per l’energia.
Il valore aggiunto annuale del settore – si osserva nel Rapporto – è di10,4 miliardidi euro. Per quanto riguarda la digitalizzazione, gli investimenti sono stati pari a342 milioni(6,2 euro per abitante);56.732 sono i chilometri quadrati di reti idriche distrettualizzate, mentre icontatori intelligenti del gas installati sono circa 3 milioni(67% del totale).
Il capitolo decarbonizzazione è ritenuto fondamentale: gli investimenti sono pari a450 milioni(8,2 euro per abitante). Numerosi gli esempi concreti: dall’energia prodotta da serre rinnovabili, agli oltre5mila mezzi a basso impatto ambientale, fino al42% di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Gli investimenti in economia circolare sono paria 280 milioni(5,4 euro per abitante), con untasso di riciclo che arriva al 78%. Quanto all’integrazione della sostenibilità nel business, il57% delle aziende pubblica un rapporto di sostenibilitàe il23% ha previsto una struttura dedicata.
Molta è l’attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro (il60% delle aziende monitoranoi near miss, imancati incidenti) e alla parità di genere, con una percentuale didonne nei consigli di amministrazione che arriva al 34,2%.
“Le utilities rappresentano un settore strategico per l’Italia– ha osservato la Presidente di Utilitalia,Michaela Castelli–Un settore la cui rilevanza è data sia dal valore economico generato per gli azionisti, sia dalla qualità dei servizi offerti agli utenti, siano essi cittadini, imprese o enti locali. Energia, ciclo idrico e servizi ambientali sono imprescindibili per la vita di tutti noi. Siamo consapevoli di essere parte attiva, ed essenziale, del progresso del Paese; per questo, ci siamo strenuamente impegnati nell’anno appena trascorso: un anno segnato dal dramma umano, sociale ed economico della pandemia”.
La seconda parte del Rapporto valuta le performance nei settori acqua,rifiutieenergia rispetto a diversi parametri: obiettivi normativi e regolamentari, media italiana, media delle aziende associate alla Federazione e media delle aziende “Utilitalia 15”, ossia le 15aziende associate che ottengono le migliori performance di sostenibilità.
Nel caso dell’acqua, leperdite di rete in Italia si assestano al 42%, dato che scende al37% nel caso delle “Utilitalia 15”; mentre il dato nazionale sulla qualità dell’acqua depurata passa dall’87% al 91% delle migliori 15 aziende.
Per quanto riguarda i rifiuti, laraccolta differenziatadelle aziende più votate alla sostenibilità raggiunge il 69% (contro una media italiana del 61%), mentre lo smaltimento in discarica crolla al 4% (media italiana 21%).
Sul fronte dell’energia, gliinvestimenti per abitantedelle “Utilitalia 15” sono passati tra il 2018 e il 2019da 60 a 74 euroe gli smart meter gas in esercizio dal 48% al 70%.
“Questi dati – ha concluso Castelli – dimostrano che investire nella sostenibilità non rappresenta solo una strada obbligata nel percorso verso la transizione ecologica, ma assicura ormai migliori performance aziendali a vantaggio delle comunità servite. Sostenibilità, resilienza, circolarità, decarbonizzazione, innovazione, responsabilità, disciplina di governance e di gestione sono le parole chiave del cammino che le utilities hanno intrapreso e percorreranno negli anni a venire, per lo sviluppo del Paese”.
