20 Settembre 2021
Sostenibilità

Utility pronte per la sfida alla transizione ecologica: il Rapporto di Utilitalia

Alla vigilia dell’Assemblea Nazionale di Utilitalia, la Federazione che riunisce le Utility dei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas ha diffuso il Rapporto di sostenibilità 2020 da cui si evidenzia che il valore aggiunto annuale del settore è di 10,4 miliardi, che gli investimenti annuali nella digitalizzazione sono di 342 milioni di euro, nella decarbonizzazione di 450 milioni e nell’economia circolare di 280 milioni nell’economia circolare, e che dalla riduzione delle perdite di rete alla raccolta differenziata, le imprese più votate alla sostenibilità sono quelle che ottengono performance migliori.

Digitale, Economia circolare, Decarbonizzazione:.i tre capisaldi – insieme all’attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro, alla parità di genere e all’integrazione della sostenibilità nel modello di business – che emergono dal Rapporto di sostenibilità 2020Le Utilities italiane per la transizione ecologica e digitale” messo a punto da Utilitalia, la Federazione delle imprese di acqua, ambiente e energia, in collaborazione con la Fondazione Utilitatis, e diffuso in vista dell’Assemblea dell’evento che si svolgerà online il 14 luglio 2021 a cui parteciperà il Ministro della Transizione Ecologica Robero Cingolani e la Presidente di Utilitalia Michaela Castelli, che potrà essere seguito sul canale YouTube della Federazione, a cui farà seguito l’Assemblea Nazionale di Utilitalia.

All’indagine svolta hanno preso parte aziende associate che rappresentano l’84% dei ricavi complessivi e il 77% dei lavoratori del settore e che assicurano il servizio idrico a 37 milioni di italiani, quello per l’ambiente a 21 milioni, quasi a 11 milioni per il gas e oltre 6 milioni per l’energia.

Il valore aggiunto annuale del settore – si osserva nel Rapporto – è di 10,4 miliardi di euro. Per quanto riguarda la digitalizzazione, gli investimenti sono stati pari a 342 milioni (6,2 euro per abitante); 56.732 sono i chilometri quadrati di reti idriche distrettualizzate, mentre i contatori intelligenti del gas installati sono circa 3 milioni (67% del totale).

Il capitolo decarbonizzazione è ritenuto fondamentale: gli investimenti sono pari a 450 milioni (8,2 euro per abitante). Numerosi gli esempi concreti: dall’energia prodotta da serre rinnovabili, agli oltre 5mila mezzi a basso impatto ambientale, fino al 42% di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Gli investimenti in economia circolare sono pari a 280 milioni (5,4 euro per abitante), con un tasso di riciclo che arriva al 78%. Quanto all’integrazione della sostenibilità nel business, il 57% delle aziende pubblica un rapporto di sostenibilità e il 23% ha previsto una struttura dedicata.

Molta è l’attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro (il 60% delle aziende monitoranonear miss, i mancati incidenti) e alla parità di genere, con una percentuale di donne nei consigli di amministrazione che arriva al 34,2%.

Le utilities rappresentano un settore strategico per l’Italia – ha osservato la Presidente di Utilitalia, Michaela Castelli Un settore la cui rilevanza è data sia dal valore economico generato per gli azionisti, sia dalla qualità dei servizi offerti agli utenti, siano essi cittadini, imprese o enti locali. Energia, ciclo idrico e servizi ambientali sono imprescindibili per la vita di tutti noi. Siamo consapevoli di essere parte attiva, ed essenziale, del progresso del Paese; per questo, ci siamo strenuamente impegnati nell’anno appena trascorso: un anno segnato dal dramma umano, sociale ed economico della pandemia”.

La seconda parte del Rapporto valuta le performance nei settori acqua, rifiuti e energia rispetto a diversi parametri: obiettivi normativi e regolamentari, media italiana, media delle aziende associate alla Federazione e media delle aziende “Utilitalia 15”, ossia le 15 aziende associate che ottengono le migliori performance di sostenibilità.

Nel caso dell’acqua, le perdite di rete in Italia si assestano al 42%, dato che scende al 37% nel caso delle “Utilitalia 15”; mentre il dato nazionale sulla qualità dell’acqua depurata passa dall’87% al 91% delle migliori 15 aziende.

Per quanto riguarda i rifiuti, la raccolta differenziata delle aziende più votate alla sostenibilità raggiunge il 69% (contro una media italiana del 61%), mentre lo smaltimento in discarica crolla al 4% (media italiana 21%).

Sul fronte dell’energia, gli investimenti per abitante delle “Utilitalia 15” sono passati tra il 2018 e il 2019 da 60 a 74 euro e gli smart meter gas in esercizio dal 48% al 70%.

Questi dati – ha concluso Castelli – dimostrano che investire nella sostenibilità non rappresenta solo una strada obbligata nel percorso verso la transizione ecologica, ma assicura ormai migliori performance aziendali a vantaggio delle comunità servite. Sostenibilità, resilienza, circolarità, decarbonizzazione, innovazione, responsabilità, disciplina di governance e di gestione sono le parole chiave del cammino che le utilities hanno intrapreso e percorreranno negli anni a venire, per lo sviluppo del Paese”.

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