27 Settembre 2021
Circular economy Sostenibilità

UNIPEC: in FISE-Unicircular piattaforme e impianti per economia circolare

È nata in seno a FISE-Unicircular la sezione UNIPEC (Unione Piattaforme ed Impianti per l’Economia Circolare) per dar voce alle aziende che svolgono  attività di gestione di piattaforme e impianti a servizio dell’economia circolare, ossia quelle che effettuano una prima selezione e trattamento dei flussi di rifiuti che provengono dalle raccolte urbane o industriali.

In seno a FISE-Unicircular (Unione Imprese dell’Economia Circolare) è nata una nuova sezione denominata UNIPEC (Unione Piattaforme ed Impianti per l’Economia Circolare) con l’obiettivo di dar voce alle aziende che svolgono attività di gestione di piattaforme e impianti a servizio dell’economia circolare, ossia quelle che effettuano una prima selezione e trattamento dei flussi di rifiuti che provengono dalle raccolte urbane o industriali, per la valorizzazione degli stessi tramite l’avvio al recupero delle frazioni recuperabili e l’avvio a smaltimento di quelle non recuperabili.

Come ha osservato il WAS Report 2020 di Althesys, il settore della gestione dei rifiuti e del riciclo sta vivendo una fase di grande trasformazione con al centro l’innovazione che sta rendendo il comparto più diversificato anche in termini di operatori.

L’emergenza che stiamo attraversando ha amplificato e fatto ulteriormente emergere problematiche tuttora irrisolte, come la mancanza di sbocchi per i materiali recuperati e la cronica difficoltà, a causa della carenza impiantistica in alcune zone d’Italia, a trovare una collocazione per gli scarti non recuperabili– ha evidenziato il neo-Presidente Francesco Valli, AD della Valli Gestioni Ambientali, azienda leader del settore del riciclo dei materiali, attiva da oltre 50 anni grazie a due impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti – Il ruolo delle piattaforme di selezione per l’avvio a trattamento e recupero è diventato oggi sulla carta sempre più centrale e strategico nel ciclo di gestione dei rifiuti in ottica di economia circolare, ma non è sufficientemente rappresentato nei e dai Consorzi di gestione, anche nell’ambito degli accordi nazionali con l’ANCI per gli imballaggi. Il Decreto di recepimento della direttiva rifiuti (D.Lgs. 116/2020) ha tentato di colmare alcune lacune, ma al contempo ha aperto altre criticità, come la nuova definizione di rifiuto urbano”.

L’attività di UNIPEC, pertanto, in stretto collegamento e coordinamento con quella di UNICIRCULAR e delle associazioni che nel suo ambito perseguono analoghe finalità, come ASSOPIREC (Associazione delle piattaforme del recupero), si focalizzerà principalmente su diversi obiettivi programmatici: 
tutelare gli interessi generali delle aziende associate, anche nell’ambito del confronto concorrenziale con l’operatore pubblico, sostenendo il loro ruolo imprescindibile nella filiera, nel rispetto di pari condizioni di mercato e pari dignità riguardo agli altri attori economici, ferme restando le specificità proprie delle imprese rappresentate; contrastare, in particolare, il ricorso all’estensione della privativa comunale giustificata solo da ragioni di “cassa”, in assenza di un servizio effettivo e conveniente dal punto di vista qualitativo, economico ed ambientale;
promuovere l’attuazione della gerarchia delle forme di gestione che vede il recupero di materia prioritario rispetto alle altre forme di gestione dei rifiuti, e affrontare il problema della carenza degli sbocchi di mercato per i materiali e i prodotti recuperati, grazie anche al coinvolgimento, in base al principio della responsabilità estesa del produttore, del CONAI e dei relativi consorzi per individuare e promuovere sbocchi aggiuntivi;
introdurre nuove misure di sostegno all’acquisto o all’utilizzo delle materie/prodotti provenienti dal riciclo (es. IVA ridotta o credito d’imposta) in modo da evitare, o ridurre, il divario concorrenziale tra questi ultimi e le materie naturali/vergini; promuovere l’applicazione dei CAM nonché, per specifiche produzioni, sostenere l’introduzione del vincolo di impiego di materiali provenienti dal riciclo;
velocizzare e semplificare gli adempimenti amministrativi ambientali a carico delle imprese, agevolando, tra l’altro, le procedure per l’esportazione dei materiali selezionati; snellire le pratiche autorizzative per le imprese di gestione dei rifiuti, garantendo uniformità a livello nazionale nelle procedure e nei controlli, tramite l’adozione di linee guida per gli enti preposti, sulla base di Best Practices;
implementare sistemi di garanzia a supporto della liquidità delle imprese, in particolare per quanto riguarda l’accesso al credito, i pagamenti della P.A e delle stazioni appaltanti, il cui ritardo ha un impatto devastante su un settore di per sé già in difficoltà, e la riforma della legge fallimentare per il riconoscimento del privilegio per i crediti derivanti dalla gestione dei rifiuti;
– promuovere l’adeguamento e il miglioramento tecnico degli impianti con incentivi agli investimenti per aumentare la qualità dei processi e dei materiali/prodotti ottenuti dal riciclo e per ridurre gli scarti o gli impatti ambientali, tramite l’ecoinnovazione; sviluppare strumenti di mercato e/o finanziari innovativi per l’economia circolare (es: meccanismi premiali, come la detassazione degli utili reinvestiti, contributi per interventi per l’economia circolare e la trasformazione dei processi delle PMI);
facilitare lo smaltimento degli scarti, quale parte residuale del processo di lavorazione e di riciclo, privilegiandolo, nell’applicazione delle relative tariffe, rispetto al conferimento delle frazioni indifferenziate; al contempo, rispondere al crescente fabbisogno impiantistico di smaltimento attraverso l’autorizzazione di nuovi impianti o l’ampliamento di quelli esistenti anche grazie a procedure più snelle e tempi certi;
prevedere una congrua rappresentanza degli operatori del settore negli organi di governo del sistema nel suo complesso e delle singole filiere, come peraltro previsto dalle norme di settore e dalla stessa Direttiva europea sui rifiuti, che richiede, per una governance efficace dei sistemi di responsabilità estesa del produttore, l’introduzione di meccanismi per il coinvolgimento e il confronto tra le rappresentanze dei soggetti che costituiscono gli “anelli” delle filiere, per la continua ricerca di punti di equilibrio tra i vari interessi (talvolta contrastanti) rappresentati dalle parti, sia pubbliche che private.

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