Biodiversità e conservazione

Traffico specie selvatiche: c’è ancora molto da fare

Il Rapporto 2024 sul traffico di specie selvatiche curato dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e la Criminalità (UNODC) rivela che, nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi 20 anni in tutto il mondo per frenare i crimini contro piante e animali, più di 4.000 specie ne sono ancora colpite, oltre l’80% delle quali incluse nella CITES e il 40% nella Red List della IUNC.

Il traffico di specie selvatiche persiste in tutto il mondo nonostante due decenni di azioni concertate a livello internazionale e nazionale. Ci sono segnali di progresso nella riduzione dell’impatto del traffico di alcune specie iconiche, come gli elefanti e i rinoceronti, per i quali una combinazione di sforzi sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta ha prodotto risultati positivi. Tuttavia, la valutazione delle prove disponibili da parte dell’UNODC non fornisce alcuna certezza che il traffico di specie selvatiche nel complesso si stia sostanzialmente riducendo.

È l’amara conclusione della III edizione del “World Wildlife Crime Report” che l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e la Criminalità (UNODC) ha presentato a Vienna il 13 maggio 2024 nel corso della alla 33a sessione della Commissione per la prevenzione del crimine e la giustizia penale (CCPCJ), e che indaga sulle recenti tendenze nel traffico illecito di specie protette di fauna e flora selvatiche e fornisce un’ampia valutazione delle conoscenze attuali sulle cause e le implicazioni della criminalità associata a livello globale.

I crimini contro la fauna selvatica infliggono danni inenarrabili alla natura e mettono a repentaglio anche i mezzi di sussistenza, la salute pubblica, il buon governo e la capacità del Pianeta di combattere i cambiamenti climatici – ha affermato Ghada Waly, la Direttrice esecutiva dell’UNODC, presentando il Rapporto – Per contrastare tale crimine dobbiamo emulare l’adattabilità e la destrezza del commercio illegale di specie selvatiche. Questo richiede interventi forti e mirati sia sul lato della domanda che su quello dell’offerta della catena del traffico, sforzi per ridurre gli incentivi e i profitti criminali e maggiori investimenti in dati, analisi e capacità di monitoraggio”.

Le specie più colpite. Solo 15 grandi mercati costituivano la maggior parte del commercio illegale di specie selvatiche osservato nel periodo 2015-2021 sulla base di un indice standardizzato di sequestri. (Fonte: UNODC, 2024).

Dal Rapporto si evince come la portata globale dei crimini contro la fauna selvatica rimangono rilevanti, come indicano i sequestri effettuati nel periodo 2015-2021 in 162 Paesi e territori di circa 4.000 specie vegetali e animali, delle quali circa 3.250 di sono incluse nella Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES) e il 40% è nella Red List della IUNC come specie minacciate, tuttavia alcune delle specie più colpite – come orchidee rare, piante grasse, rettili, pesci, uccelli e mammiferi – ricevono poca attenzione da parte dell’opinione pubblica, anche se il traffico di animali selvatici sembra aver avuto un ruolo importante nelle loro estinzioni locali o globali.

Al di là della minaccia immediata di conservazione per le specie bersaglio, le riduzioni della popolazione causate dal traffico di specie selvatiche possono svolgere un ruolo nell’innescare impatti a livello di ecosistema disturbando le interdipendenze tra le diverse specie e minando le funzioni e i processi correlati, compresi quelli importanti per la resilienza e la mitigazione dei cambiamenti climatici. I crimini contro la fauna selvatica minacciano anche i benefici socio-economici che le persone traggono dalla natura, sia come fonte di reddito, lavoro, cibo, medicine ecc. e intacca, inoltre, ulteriormente il buon governo e lo stato di diritto attraverso la corruzione, il riciclaggio di denaro e i flussi finanziari illeciti.

Driver di criminalità correlati al traffico illegale di specie selvatiche (Fonte: UNODC, 2024)

II gruppi criminali organizzati transnazionali sono attivi in ​​vari ruoli lungo la catena commerciale, tra cui l’esportazione, l’importazione, l’intermediazione, la conservazione e l’allevamento di esemplari vivi o la gestione dell’interfaccia con i trasformatori. I trafficanti sfruttano le incoerenze e le debolezze nella regolamentazione e nell’applicazione della legge, adattando continuamente i loro metodi e percorsi per eludere il rilevamento e il perseguimento giudiziario.

In questo quadro, il Rapporto sottolinea come la corruzione svolga un ruolo chiave nell’indebolire la regolamentazione e le azioni di contrasto al commercio di specie selvatiche, ma i casi di reati contro le specie selvatiche sono raramente perseguiti attraverso reati di corruzione. Si dovrebbe prestare maggiore attenzione a perseguire i trafficanti di specie selvatiche ai sensi delle leggi anti-corruzione che spesso offrono maggiori poteri investigativi e sanzioni più severe rispetto a quelle previste dalla legislazione ambientale. 

La lotta ai crimini contro la fauna selvatica è fondamentale per garantire la sopravvivenza delle specie animali e vegetali selvatiche regolamentate dalla CITES in modo legale e sostenibile, per le generazioni future e per il futuro della nostra biodiversità – ha dichiarato nell’occasione la Segretaria generale della CITES, Ivonne Higuero È una parte fondamentale per raggiungere la visione strategica della CITES, il quadro globale sulla biodiversità di Kunming-Montreal e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Contribuirà inoltre contemporaneamente alla lotta contro altre forme di crimini transnazionali. Questi sono tempi difficili per il nostro pianeta e la nostra popolazione e questo rapporto funge da invito all’azione. Dobbiamo lavorare insieme per superare le minacce poste dai crimini contro la fauna selvatica. Il terzo World Wildlife Crime Report sarà una risorsa importante nella nostra cassetta degli attrezzi per aiutarci a raggiungere questo obiettivo”.

 

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.