7 Febbraio 2023
Cambiamenti climatici

Tipping Point: rischio del 70% superando obiettivi di 1,5 °C – 2 °C

Secondo un nuovo studio condotto da un gruppo di scienziati coordinato dal PIK il rischio di alcuni eventi di punti di non ritorno (tipping point) potrebbe aumentare in modo sostanziale in determinati scenari di superamento degli obiettivi di contenimento del riscaldamento globale, soprattutto in Groenlandia e nella calotta glaciale dell’Antartide occidentale, mentre l’IPCC ha consegnato ai Governi la bozza di sintesi dell’AR6 che confermerebbe che il mondo si sta avvicinando velocemente a 1,5 °C in più, obiettivo previsto dall’Accordo di Parigi entro la fine del secolo.

Il superamento temporaneo degli obiettivi climatici di 1,5 °C – 2 °C potrebbe aumentare il rischio di tipping point (punto critico che, una volta superato, porta a grandi e spesso irreversibili cambiamenti nel sistema climatico) per  diversi elementi del sistema terrestre di oltre il 70% rispetto al mantenimento del riscaldamento globale entro i limiti fissati nell’Accordo di Parigi. Il rischio di tipping point aumenta anche se a lungo termine la temperatura globale si stabilizzasse entro l’intervallo prefissato a Parigi. Evitare di superarlo limiterebbe quindi tali rischi.

Sono le conclusioni dello StudioGlobal warming overshoots increase risks of climate tipping cascades in a network model”, pubblicato il 22 dicembre 2022 su Nature Climate Change e condotto da un gruppo di ricercatori del PIK (Potsdam Institute for Climate Impact Research), delle Università di Exeter (Gran Bretagna) e di Stoccolma.

Con il nostro studio dimostriamo che il rischio di alcuni eventi di ribaltamento potrebbe aumentare in modo molto sostanziale in determinati scenari di superamento degli obiettivi di riscaldamento globale – ha affermato Nico Wunderling, scienziato presso il FutureLab Earth Resilience in the Anthropocene del PIK , Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) e autore principale dello studio –Anche se riuscissimo a limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C dopo il  superamento di oltre i 2 °C, questo non sarebbe sufficiente in quanto il rischio di innescare uno o più punti critici globali sarebbe comunque superiore al 50%. Con un aumento del riscaldamento a lungo termine, i rischi aumentano drasticamente”.

Per giungere a questi risultati, gli scienziati che fanno parte della rete globale Future Earth che mira a costruire conoscenze sugli aspetti ambientali e umani del cambiamento globale e a trovare soluzioni per lo sviluppo sostenibile, hanno utilizzato diversi scenari di superamento del riscaldamento globale con temperature massime comprese tra 2 °C-4 °C e li hanno applicati a una serie di 4 elementi di tipping interagenti: la calotta glaciale della Groenlandia;  la calotta glaciale dell’Antartico occidentale; il Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (AMOC); la foresta pluviale amazzonica

I ricercatori hanno applicato un approccio di analisi del rischio basato su milioni di simulazioni di modelli per riflettere le incertezze nei parametri rilevanti come i dubbi sulle soglie di temperatura critica, nonché i punti di forza dell’interazione e la struttura dell’interazione. Una tale quantità di simulazioni sarebbe computazionalmente troppo costosa da eseguire sulla base di simulazioni del modello del sistema terrestre completamente accoppiate.

Abbiamo scoperto che il rischio per l’emergere di almeno un evento tipping  cresce con l’aumento delle temperature di picco: già a una temperatura di picco 3 °C , più di un terzo di tutte le simulazioni ha mostrato un evento tipping anche quando le durate di superamento erano fortemente limitate – ha aggiunto Wunderling – A una temperatura di picco di 4 °C tale rischio a più della metà di tutte le simulazioni”.

Mappa dei 4 elementi di tipping climatico interagenti. Ogni freccia rappresenta un meccanismo di interazione fisica tra una coppia di elementi di tipping destabilizzante (indicato come +), stabilizzante (indicato come −) o poco chiaro (indicato come ±). AMAZ (foresta amazzonica); GIS (calotta glaciale della Groenlandia); WAIS (calotta glaciale antartica occidentale). Fonte PIK

Soprattutto la Groenlandia e la calotta glaciale dell’Antartide occidentale sono a rischio di tipping anche per piccoli superamenti, sottolineando che sono tra gli elementi di tipping più vulnerabili – ha affermato Ricarda Winkelmann, co-responsabile del FutureLab on Earth Resilience in the Anthropocene e co-autrice dello studio – Anche se ci volesse molto tempo prima che la perdita di ghiaccio si dispieghi completamente, i livelli di temperatura a cui si innescano tali cambiamenti potrebbero già essere raggiunti presto. La nostra azione nei prossimi anni può quindi decidere la traiettoria futura delle calotte glaciali per secoli o addirittura millenni a venire“.

Gli altri due elementi di ribaltamento considerati nello studio, l’AMOC e la foresta pluviale amazzonica, hanno soglie di temperatura critica più elevate. Tuttavia, reagirebbero molto più velocemente una volta iniziato il processo di tipping

“Per prevenire efficacemente tutti i rischi di tipping, l’aumento della temperatura media globale dovrebbe essere limitato a non più di un grado e attualmente siamo già a circa 1,2 °C – ha osservato Jonathan Donges, co-responsabile del FutureLab on Earth Resilience in the Anthropocene e co-autore dello studio – L’ultimo rapporto dell’IPCC mostra che molto probabilmente siamo sulla buona strada per superare temporaneamente la soglia di temperatura di 1,5 °C. Con le attuali politiche di mitigazione entro la fine di questo secolo il riscaldamento globale sarà compreso tra 2 °C e i 3,6 °C.  Anche se un temporaneo superamento della temperatura sarebbe sicuramente meglio che raggiungere una temperatura di picco e rimanervi, alcuni degli impatti del superamento possono portare a danni irreversibili in una zona ad alto rischio climatico ed è per questo che i superamenti a bassa temperatura sono fondamentali“.

Ogni decimo di grado conta – ha concluso la Winkelmann – Dobbiamo fare il possibile per limitare il riscaldamento globale il più rapidamente possibile”.

L’IPCC ha comunicato che il Rapporto di Sintesi del 6° Rapporto di Valutazione (AR6) è stato distribuito ai Governi prima della stesura finale che avrà luogo tra il 13 e il 18 marzo 2023 a Interlaken (Svizzera) e integrerà i risultati dei tre contributi dei rispettivi Gruppi di Lavoro dei tre rapporti speciali pubblicati nel 2018 e nel 2019.
Con il cambiamento climatico che si sta rapidamente abbattendo sull’umanità, il rapporto di sintesi sottolineerà l’urgenza di intraprendere azioni più ambiziose – ha dichiarato il Presidente dell’IPCC Hoesung LeeFornirà inoltre ai governi mondiali un solido elenco di opzioni per migliorare i modi per adattarsi e prevenire il cambiamento climatico. Spetterà a ciascun governo determinare quali opzioni perseguire, ma il rapporto di sintesi evidenzierà molto chiaramente che l’inazione non è più un’opzione”.

Le calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide occidentale sono particolarmente a rischio di tipping point. Foto: Jay Ruzesky su Unsplash.

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