26 Gennaio 2023
Malattie e cure Salute

Protossido d’azoto: c’è poco da ridere!

L’Agenzia europea per la droga (EMCDDA) ha pubblicato un Rapporto in cui si sottolineano i rischi e danni associati all’uso ricreativo del protossido di azoto (gas esilarante) che ora è ampiamente disponibile, economico e popolare tra i giovani di alcuni Paesi europei.

L’aumento dell’offerta e dell’uso ricreativo del protossido di azoto (anche noto come ossido di diazoto o gas esilarante) è l’argomento del nuovo Rapporto Recreational use of nitrous oxide: a growing concern for Europe” dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA), istituita nel 1993 con lo scopo di fornire all’UE e ai suoi Stati membri informazioni fattuali, oggettive, attendibili e confrontabili a livello europeo sulle droghe e tossicodipendenze e le loro conseguenze, allo scopo di informare il processo di elaborazione delle politiche ed orientare le iniziative da prendere per affrontare i problemi correlati all’uso di droghe.

Il protossido di azoto (N2O) ha una varietà di usi medici, industriali, commerciali e scientifici legittimi (ad esempio come additivo alimentare o anestetico in medicina). Da oltre 200 anni viene utilizzato anche per i suoi effetti psicoattivi, tra cui sensazioni di euforia, rilassamento ed estraniazione. Nell’ultimo decennio, c’è stato un grande aumento del suo uso ricreativo in molte regioni del mondo. In alcuni Paesi europei sono state sollevate preoccupazioni particolari dal 2017-18, quando il farmaco è diventato più ampiamente disponibile e in quantità maggiori.

La crescente popolarità del protossido di azoto – si legge nel rapporto – potrebbe essere spiegata in una certa misura dalla sua facile disponibilità, dal prezzo basso, dagli effetti di breve durata e dalla percezione generale da parte dei consumatori di una droga relativamente sicura“.

L’analisi esamina la situazione attuale, i rischi e le risposte all’uso ricreativo del gas in Europa e ne passa in rassegna la chimica, la farmacologia e la tossicologia, attraverso la presentazione di 7 casi studio da: Danimarca, Irlanda, Francia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito che, pur non facendo più parte dell’Agenzia dal 31bdicembre 2020, è stato incluso perché l’uso del protossido di azoto si è diffuso nei giovani del Paese da più tempo e tale esperienza, inclusa la risposta, può essere utile per informare e dare risposte in altri Paesi.

Tra i fattori chiave correlati all’aumento dell’uso ricreativo del gas è la diffusa disponibilità di piccole cartucce da 8 grammi di protossido di azoto (utilizzate per riempire palloncini da cui viene inalato il gas). Queste cartucce, comunemente usate come propellente aerosol per fare la panna montata, sono economiche e facili da acquistare da fonti legittime, come minimarket, supermercati e fornitori online.

Ma negli ultimi anni i fornitori hanno iniziato a vendere bombole più grandi (15 kg) di gas, mirando deliberatamente al mercato ricreativo. Ciò rende il gas notevolmente più economico e si ritiene che ciò promuova un uso più ampio, pesante e regolare. In alcune aree, i social media svolgono un ruolo importante nella pubblicità e nella vendita del farmaco.

Il rapporto rileva che “si è sviluppata una catena di approvvigionamento redditizia e in espansione, con negozi online specializzati che promuovono direttamente il gas per il suo uso ricreativo o lo offrono con il pretesto del suo utilizzo per fare la panna montata“.

Effetti negativi sulla salute: avvelenamenti, ustioni e danni al sistema nervoso
Con l’aumentare del numero di persone che usano protossido di azoto, è cresciuto anche il numero di avvelenamenti che, sebbene ancora relativamente poco numerosi, tendono ad essere associati a un uso più pesante o più frequente. Il rapporto mostra un piccolo ma significativo aumento delle segnalazioni di avvelenamenti ai centri antiveleno. In Danimarca, i casi sono passati da 16 nel 2015 a 73 nel 2021. In Francia sono stati segnalati 134 casi nel 2020, rispetto ai 10 del 2017. Nel frattempo, nei Paesi Bassi, i casi sono passati da 13 nel 2015 a 144 nel 2020.

Molti dei casi segnalati ai centri antiveleni dal 2017 in poi comportano vari gradi di danno al sistema nervoso (neurotossicità) a seguito dell’irreversibile inattivazione della vitamina B12 nel corpo (una vitamina essenziale per il sano funzionamento del sistema nervoso). Altre preoccupazioni includono gravi congelamenti (ustioni causate dall’esposizione al gas rilasciato dal contenitore) e lesioni polmonari, tipicamente causate da bombole più grandi a causa dell’alta pressione. Inoltre, in almeno un paese (Paesi Bassi) sono aumentati gli incidenti automobilistici correlati all’uso del gas.

Tuttavia, il Rapporto sottolinea che: “È importante riconoscere che la stragrande maggioranza delle persone non fa uso di protossido di azoto e che coloro che l’usano le fanno in modeste quantità e saltuariamente”.

L’aumento dell’uso ricreativo del protossido di azoto in alcune parti d’Europa è motivo di preoccupazione – ha dichiarato il Direttore dell’EMCDDA Alexis Goosdeel – C’è una percezione generale tra gli utenti che l’inalazione di protossido di azoto sia sicura. Eppure vediamo che l’uso più frequente o più pesante del gas aumenta il rischio di gravi danni, come quelli al sistema nervoso. È quindi importante evitare di normalizzarne e promuoverne involontariamente l’uso. Sono necessari interventi mirati e ulteriori ricerche per aumentare la comprensione dei rischi e ridurre i danni”.

Rispondere al problema: necessità di un monitoraggio più attento
Secondo, il Rapporto, la nostra comprensione dell’uso, dei rischi e delle risposte efficaci è limitata anche dal livello relativamente nuovo di uso ricreativo.. In questo contesto, il monitoraggio del protossido di azoto deve essere rafforzato e sono necessarie ulteriori ricerche in settori quali l’epidemiologia, la farmacologia, la tossicologia, l’offerta e l’efficacia del trattamento e delle risposte.

Qualsiasi misura di risposta deve tenere conto degli usi legittimi e diffusi del protossido di azoto da parte dell’industria, della sanità e dei consumatori. Attualmente, non ci sono, o quasi, risposte alternative al gas per questi usi. Saranno pertanto necessarie la consapevolezza del problema e la consultazione con tali partner.

Nella maggior parte dei casi, i Paesi oggetto di studio hanno utilizzato una serie di misure per limitare la fornitura di protossido di azoto e offrire una promozione sanitaria mirata, che sono state incluse nel Rapporto. 

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