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Tempi per appalti in UE: Italia davanti solo a Grecia

Il report di Confartigianato imprese, che ha messo a confronto i Paesi dell’UE sui tempi per appalti a carattere infrastrutturale, ha evidenziato le persistenti difficoltà dell’Italia a completare l’iter di un appalto, che potrebbero depotenziare gli interventi finanziati dai fondi europei di Next Generation EU.

Confartigianato impreseha pubblicato il 18 gennaio 2021 il10° Report Covid-19che contiene, tra l’altro, un confronto tra i Paesi dell’UE suiTempi per Appalti a carattere infrastrutturale,anticipato nel corsodell’ultima Assemblea diAnaepa-Confartigianato Edilizia(17 dicembre 2020).

L’analisisi basa sui dati contenuti in “Doing Business 2020”, unRapportodi punta dellaBanca Mondiale(World Bank) che analizza la disciplina normativa e fiscale che viene applicata alle imprese durante il loro intero ciclo di vita, per stilare una“classifica” di 190 Paesi dove è più conveniente avviare un’attività imprenditoriale.

Il Rapporto consente, nell’ambito dellerelazioni con la Pubblica Amministrazione, di analizzare le performance dei 27 Paesi dell’UE relative alla durata di un appalto a carattere infrastrutturale tipo, dato dalla riasfaltatura di 20 km di una strada a doppia corsia, non autostrada, con un costo di 2,5 milioni di dollari senza lavori accessori né successivi all’esecuzione.

Ne emerge chein Italiaoccorrono in media815 giorni, circa 2 anni e 3 mesi,per completare l’iter(successivo alle fasi preparatorie da parte dell’ente di definizione del lavoro)di un appaltoche va dalla pubblicità del bando di gara al termine dei lavori, comprensivo del pagamento dell’impresa appaltatrice:

Tale tempistica supera del34,7%i 605 giorni rilevati in media nell’UE-27, e posiziona il nostro Paese al penultimo posto in UE davanti solo alla Grecia, dove il ciclo di vita dell’appalto in esame è pari a 1.120 giorni, quasi il doppio della media UE.

Nel dettaglio, in Italia sono necessari320 giorni per la prima faseche va dalla pubblicità del bando di gara all’inizio dei lavori e495 giorni per la seconda fase, che comprende l’esecuzione del lavoro e il pagamento dell’imprese appaltatrici; queste tempistiche risultano esserepiù lunghe rispettivamente del 25,0%rispetto ai 256 giorni dell’Ue e del41,8%rispetto ai 349 giorni dell’UE.

Confartigianato imprese, ha rilevato che in Italia laprima fase copre il 39,3% del ciclo di vita dell’appaltoe la seconda fase è la più lunga del processo, rappresentando il60,7%, quota di tre punti superiore alla media UE del 57,7%.  Viene segnalato, inoltre, chenella seconda fase incidono negativamente le operazioni di certificazione del termine dei lavoriproprio inItaliae Grecia dove occorrono rispettivamente180 giornie 235 giorni a fronte di unamedia europea di 68 giorni.

InItaliae Portogallo le imprese appaltatrici sono più penalizzate in termini di tempi di pagamento visto che devono attendere90 giorni, il doppio rispetto ai 46 giorni della media UE,tre volte il limite massimo di 30 giorniimposto dalla Direttiva comunitaria, e superiore anche rispetto al limite massimo di60 giorni accordato dalla stessa Direttiva ai soli enti sanitari.

Per queste inadempienze l’Italialo scorso gennaio è statacondannatadallaCorte di giustizia europea, su deferimento dellaCommissione UEche aveva accertato come, nonostante le annose procedure di infrazione, leAmministrazioni Pubbliche italianenecessitavano ancora mediamente di 100 giorni per saldare le proprie fatture, con picchi che potevano essere nettamente superiori. A nulla sono valse le argomentazioni difensive dell’Italia che la situazione era in via di miglioramento.

L’analisi dei dati dell’ultimoRapporto(2018) dell’Agenzia per la Coesione Territoriale(ACT), l’Agenzia pubblica vigilata direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri, il cui obiettivo è di promuovere lo sviluppo economico e la coesione al fine di eliminare il divario territoriale all’interno del Paese e rafforzare la capacità amministrativa della PA, ha evidenziato cheil 54,3% del temponecessario per completare un’opera pubblica è determinato da tempi di attraversamentoovvero quelli che intercorrono tra lafine di una fase e l’avvio della successiva, che non sono utilizzati da realizzazione operativa dell’opera, ma sonoimpegnati da procedimenti burocratici ed autorizzativi.

I tempi lunghi di realizzazione degli investimenti pubblici ne penalizzano l’efficacia, sottolinea Confartigianato, e potrebbero depotenziare gli interventi finanziati dai fondi europei di Next Generation EU. Secondo unoStudiodiBanca d’Italia, l’effetto moltiplicativo degli investimenti pubblicisi riduce di circa un terzo nell’arco di cinque anniper effetto di elevati tempi di realizzazione delle opere pubbliche.

Ricordiamo al riguardo che lo scorso dicembre Forum Disuguaglianze Diversità (FDD), Forum P.A.(FPA) e AssociazioneMovimenta, hanno lanciato unAppello, accompagnato daproposteconcrete per ilrafforzamento e il rinnovamento della Pubblica Amministrazione, qualecondizione indispensabile per contrastare l’emergenza e realizzare la ripresa, cogliendo la straordinaria opportunità dei fondi europei da utilizzare attraverso il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

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