Infrastrutture e mobilità

Smart Mobility: in Italia è in crescita ma obiettivi 2030 lontani

E&S Group ha presentato lo Smart Mobility Report 2025 che offre una fotografia aggiornata del settore automotive e della mobilità sostenibile in Italia e in Europa, mettendo a fuoco segnali di ripresa, ostacoli ancora presenti e prospettive al 2030.

Dopo un 2024 caratterizzato da trend negativi sia in Europa che in Italia, i primi mesi del 2025 segnano un’inversione di tendenza con una crescita sia in Europa, ma soprattutto in Italia, ma gli obiettivi fissati dal PNIEC al 2030 restano assai lontani senza adeguati incentivi e rete di ricarica capillare.

È quanto emerge dallo Smart Mobility Report 2025dell’Energy & Strategy Groupdella School of Management del Politecnico di Milano, presentato il 9 luglio 2025 nel corso di unevento dedicatoa cui hanno partecipato le aziende partner della ricerca, che ha offerto unafotografia aggiornata del settore automotive e della mobilità sostenibile in Italia e in Europa, mettendo a fuoco segnali di ripresa, ostacoli ancora presenti e prospettive al 2030.

Il mercato della smart mobility registra un’inversione di tendenza e fa ben sperare
Il 2024 è stato caratterizzato da trend ne­gativi in termini di produzione totale di auto­vetture, considerando tutte le alimentazioni, sia in Europa sia in Italia. In Europa, la pro­duzione di auto ha infatti registratoun calo del 6,7%,fermandosi a12,2 milioni di unità.Laflessione più marcatain Europa è stata quella fatta registrare dall’Italia,dove la pro­duzioneè diminuita del 43,4%.Di contro, laCinaha continuato la sua traiettoria dicre­scita, incrementando la produzione del5,2%rispetto all’anno precedente, con un totale di 26,8 milioni di auto prodotte, e ha ulterior­menterafforzatola sua posizione dileadernel settore automobilistico globale. Il trend negativo si riscontra anche analizzando leimmatricolazionidiautovetture elettriche(sia BEV sia PHEV). InEuropa, infatti, si è registrato uncalodel2,1%,con 3 milioni di auto elettriche immatricolate, ed inItaliaaddiritturadel 13,3%,con 119mila auto elettriche immatricolate.Iprimi mesi del 2025hanno peròfatto registrare l’auspicata inversione di tendenza, sia in Europa, sia (in modo ancor più marcato) in Italia, facendo ben sperare per lo sviluppo organico del mer­cato. Infatti, lacrescita media mensileregi­strata nei primi mesi del 2025 è stata pari al21,9% in Europaed al63,3% in Italia. Questa ripresa è alimentata non solo da dinamiche commerciali, ma anche da una maggiorevarietà dell’offerta, legata anche al rafforza­mento di alcuninuovi playerestremamente competitivi – come BYD-, nonché da un progressivo miglioramento dellarete di rica­rica. Con riferimento a quest’ultimo punto, va segnalato che, nel nostro Paese, alla fine del 2024 il numero dipunti di ricarica ad accesso pubblicoha superato quota66mila,con un incremento significativo rispetto ai 49mila all’anno precedente.

I dati registrati nei primi mesi del 2025 indicano una direzione promettente, ma per accelerare questa tendenza è necessario un approccio organico e integrato che unisca interventi strutturali e normativi” ha commentato Paolo Maccarrone, Direttore scientifico del Rapporto –Abbiamo raccolto dagli operatori diversi suggerimenti che vanno proprio in questo senso: dalla creazione di una cabina di regia con un panel ristretto di decisori che recepisca proposte da tutti gli stakeholder attivi, in modo da ridurre i tempi di attuazione, alla predisposizione di piani di incentivazione pluriennali e di meccanismi di supporto stabili per sostenere la filiera e offrire chiarezza ai possibili acquirenti, alla semplificazione degli iter burocratici. Senza dimenticare l’informazione: promuovere maggiore consapevolezza sui benefici economici e ambientali della mobilità elettrica è essenziale per superare le resistenze culturali ancora diffuse e stimolare la domanda”.

Quadro normativo, seppur in evoluzione, mantiene il supporto alla smart mobility
Ilquadro normativo europeo, nonostante alcune modifiche introdotte di recente,si conferma favorevole alla decarbonizza­zionedel settore dei trasporti su strada. Da un lato, infatti itargetrelativi al raggiungi­mento degli obiettivi di decarbonizzazionenonsono statimodificati. Dall’altro lato, si è assistito allapubblicazionedi diversidocu­menti di indirizzo strategicoche dovrebbero supportare una transizione sostenibile della mobilità su strada. Se guardiamo invece alquadro normativo italiano, larevisione del PNRRrappresenta sicuramente la modifica recente più rilevante. Tale revisione prevede una rimodulazione dei fondi stanziati, con una riduzione di quelli destinati allo sviluppo delle infrastrutture di ricarica a favore di una nuova misura destinata a incentivare l’acquisto di auto elettriche. A nostro avviso, si tratta di una modifica che presentapotenziali rischi ed effetti negativi, soprat­tutto per le specificità della misura:infatti, l’annuncio di un incentivo – di entità molto elevata e non proporzionale al segmento e al costo complessivo dell’autovettura, nonché limitato nel tempo – rischia di ingenerare comportamenti attendisti, e causare quindi un drastico calo della domanda nel breve ter­mine. Ci si auspica quindi unarimodulazionedel contributo previsto, e soprattutto unapianificazione più stabile e strutturatanel medio-lungo termine degli incentivi, così da offrire un sostegno continuo ed equilibrato alla crescita organica del settore.

EV driver soddisfatti e segnali incoraggianti per la competitività economica delle auto elettriche
Dalla survey diretta agli utilizzatori di auto elettriche, emerge unquadro molto po­sitivoper quanto riguarda laloro esperienza d’uso. In particolare, si registra un grado di soddisfazione estremamente elevato: l’84%degli utilizzatori di autovetture BEV si dice infatti propenso ariacquistare un’auto elet­tricain futuro.Tale risultato è compendiato dallapercezione positivadell’autonomia realerispetto a quella dichiarata, il che do­vrebbe contribuire a rassicurare i potenziali acquirenti su una delle preoccupazioni più comuni, ovvero la cosiddettarange anxiety. Guardando alle modalità di ricarica delle auto BEV, si registra come il 60% degli utenti BEVdichiara dinonricorrere allaricarica pubblica, principalmente a causa deicosti elevati. Si auspica dunque una miglioreaccessibilità economica dell’infrastruttura di ricarica pubblica.Un quadro positivoemerge anchedai risultati dell’analisi diTotal Cost of Ownership. Infatti, i risultati mostrano che, anche in assenza di incentivi all’acquisto, leauto BEVgià oggipossono risultare più convenienti di quelle tradizio­nali, a seconda della modalità di utilizzo. I fat­tori che incidono maggiormente sul risultato finale sono ilcosto inizialedell’auto (che in alcuni casi rimane ancora significativamente più elevato di quello di un’auto tradizionale), la possibilità diricaricare a basso costoe lapercorrenza annua.

Offerta di auto elettriche sempre maggiore e sempre più competitiva
Si registra unacontinua crescita dell’of­fertadi auto elettriche in Italia. Offerta che non solo cresce, ma che diventa anche pro­gressivamentepiù competitiva. Infatti, nel primo semestre del 2025, sono disponibili sul mercato italiano115 modelli base, increscitadel12%rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Oltre ad un’offerta sempre maggiore, si evidenzia anche unmiglioramento qualitativo. Iprezzisi man­tengono infatti sostanzialmentestabilie, allo stesso tempo, leperformance medie mi­gliorano, con autonomie sempre più elevate e tempi di ricarica in costante diminuzione. Se guardiamo al prossimo futuro, illancioimminente dinuovi modelli BEV a costo ridotto, annunciato da diversi costruttori, è un ulteriore segnale positivo per lo sviluppo del mercato, e risponde alla domanda di auto elettriche a prezzi più accessibili. Entro la fine del prossimo anno, si prevede il lancio sul mercato di numerosi modelli di segmento B con prezzi inferiori ai 30.000 euro, oltre a veicoli di segmento A che saranno commer­cializzati a meno di 20.000 euro, rendendo l’elettrico una scelta sempre più accessibile.

I trend attuali non permettono il raggiungimento degli obiettivi normativi al 2030
I primi mesi del 2025 hanno registrato un’inversione di tendenza e hanno permesso di superare la”battuta d’arresto”subita nel 2024. Ciononostante, gliobiettivi normativi al 2030relativi alla smart mobility nel nostro Paese appaiono di anno in annosempre più difficili da raggiungere, come mostrato dallo scenario BAU (Business As Usual), che è lo scenario più conservativo che segue i trend di mercato attualmente in atto e si ferma a 3,1 milioni di auto elettriche circolanti al 2030, contro i 6,6 milioni previsti dal target normativo fissato dalPNIEC.

Nel Rapporto sono state raccolte diverseproposteche,se applicate, potrebberofavorireun maggioresviluppodel mercato della smart mobility nel nostro Paese ed avvicinarci ai target normativi. L’obiettivo comune di queste proposte è fornirestabilità ed una prospettiva di lungo termine almercatoper favorirne una crescita organica, attraverso ad esempio la predisposizione dipiani di incentivazione pluriennali. Il mercato della smart mobility ha iniziato a mostrare segnali incoraggianti e positivi nel nostro Paese: se venisse supportato attraverso il “kit” di proposte identificato nel presente Rapporto, il divario con il target normativo potrebbe essere ridotto.

Nonostante alcune modifiche introdotte di recente, il quadro normativo europeo è ancora favorevole alla decarbonizzazione dei trasporti su strada– ha sottolineato Vittorio Chiesa, Direttore di Energy&Strategy –Infatti, i target funzionali al raggiungimento degli obiettivi non sono stati modificati e sono stati pubblicati diversi documenti di indirizzo strategico a supporto della transizione sostenibile del settore. Per stimolare una crescita organica del mercato delle auto elettriche sono necessari incentivi stabili e di lungo periodo, con fondi in grado di garantire l’erogazione dei contributi per un arco temporale adeguato, non in modalità stop&go che paralizzano il mercato. Auspichiamo quindi una pianificazione degli incentivi più stabile e strutturata nel medio-lungo termine, in modo da offrire un sostegno continuo ed equilibrato al settore”.

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