Fiere e convegniFonti rinnovabili

Rinnovabili: tra narrativa e realtà

A KEY – The Energy Transition Expo (Rimini, 4-6 marzo 2026) si è svolto oggi (5 marzo) un dibattito, organizzato da Italy for Climate, iniziativa della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, polarizzato sul ruolo delle fonti rinnovabili nella percezione narrativa di falsi miti, ancora molto presenti nel dibattito pubblico, che costituiscono un ostacolo concreto alla transizione, e la realtà di come stanno reagendo alle pressioni delle molteplici crisi geopolitiche di questi ultimi anni.

La transizione energetica non è solo una trasformazione tecnologica ed economica, ma anche profondamente culturale. Le fonti rinnovabili e l’elettrificazione sono oggi al centro di un dibattito polarizzato e, come per molte altre questioni complesse, si distinguono spesso un piano di narrativa e un piano di realtà. In mezzo ci sono tutte quelle informazioni obsolete, parziali e distorte ancora molto presenti nel dibattito pubblico, che costituiscono un ostacolo alla transizione.

Il tema della disinformazione sul ruolo delle fonti rinnovabili nella percezione pubblica e del percorso della transizione alle prese con le numerose pressioni geopolitiche di questi tempi, è stato affrontato il 5 marzo 2026 aKey- The Energy Transition Expo(Fiera di Rimini, 4-6 marzo 2026), la Manifestazione di IEG (Italian Exhibition Group), punto di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, nel corso dell’evento trasmesso instreamingGood news, bad news, fake news: le rinnovabili tra narrativa e realtà” e realizzato daItaly  for  Climate,  l’iniziativa  della Fondazione per lo sviluppo sostenibile (FoSS), nell’ambito delProgetto Falsi Miti sulle Rinnovabili, supportato da alcune imprese italiane, per promuovere in Italia un percorso di neutralità climatica.

La prima fake news?Le rinnovabili sono responsabili del caro bollette
Persiste ancora uno storytelling che mette sul banco degli imputatile fonti rinnovabili quali responsabili di incentivi troppo generosi e quindi di bollette troppo care.
Ma i dati da anni dicono il contrario e la geopolitica di questi ultimi tempi, ancora fortemente incentrata sul predominio delle risorse fossili, ce lo conferma ulteriormente:la guerra in Ucraina qualche anno fa e ora quella in Iran stanno mettendo a dura prova i mercati energetici, con prezzi che schizzano alle stelle nel giro di poche ore e rincari delle bollette per famiglie e imprese pressocché immediati.

Oggi più che maile rinnovabili restano la principale leva per sciogliere questo complicato intreccio tra costi dell’energia e dipendenza energetica e ridurre in modo strutturale le nostre bollette. In Europa eolico e fotovoltaico nel 2024 hanno dispacciato a unprezzo medio in ciclo di vitavalutato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia(IEA) tra 50 e 75 $ ogni mille kWh prodotti contro i 165 $ del nucleare e gli oltre 200 $ di gas e carbone. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) che ha pubblicato lo scorso giugno ilRapportoEnergie rinnovabili, elettrificazione e flessibilità – Per una trasformazione competitiva del sistema energetico dell’UE entro il 2030”,se si raggiungessero gli obiettivi al 2030, il prezzo medio all’ingrosso dell’energia potrebbe essere tagliatodel 57%.  Per l’Italia, che parte da costi più alti, ilrisparmio potrebbe essere ancora maggiore.

Nel dibattito sulle rinnovabili il rischio è oscillare tra semplificazioni e disinformazione– ha sottolineatoMaria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA –Il ruolo di ISPRA è riportare il confronto su dati verificabili, evidenze scientifiche e valutazioni ambientali rigorose. La transizione energetica è una trasformazione strutturale che richiede trasparenza, analisi indipendenti e una comunicazione chiara verso cittadini e territori. Le rinnovabili non si difendono con slogan, ma con numeri solidi e pianificazione responsabile. Solo un’informazione corretta, verificata e fondata su dati oggettivi permette di coniugare l’accelerazione dello sviluppo degli impianti con la tutela dell’ambiente e la costruzione di un consenso consapevole e informato da parte delle comunità”.

La cattiva informazione continua a essere un elemento che alimenta ostilità nei confronti delle rinnovabili, specie sui territori– ha sottolineatoChiara Montanini, Senior Analyst di Italy for Climate –L’idea che proprio le stesse tecnologie che dovrebbero tutelare l’ambiente rappresentino una delle più importanti minacce per il paesaggio è ancora un pregiudizio molto diffuso, che va affrontato attivando processi di coinvolgimento attivo dei territori, promuovendo una comunicazione basata su dati scientificamente fondati e affidabili, lavorando per far comprendere che questa grande transizione tecnologica, come è sempre successo, porterà anche a un nuovo paesaggio energetico”.

L’evento è proseguito su2 tavoli di discussione.
– Con igiornalistiFerdinando Cotugno(Domani) eLaura Bettini(Radio24) è stato affrontato ilpiano della narrativa, cercando di individuare quali potrebbero essere gli antidoti al dilagare di un’informazione distorta che influenza il dibattito pubblico. Oltre alla disinformazione si aggiunge il negazionismo davanti ad eventi ormai sempre più chiari. La crisi climatica in corso diventa un elemento messo al centro della narrativa e distorto a favore di tesi diverse.
– Conimprese e operatori del settoreGiorgio Boneschi(Elettricità Futura),Ester Benigni(A2A),Giacomo Cantarella(Dolomiti Energia) eVincent Spinelli(Edison Rinnovabili) – si è esaminato ilpiano della realtàche ha fatto il punto sulle rinnovabili,a partire dal rallentamento del 2025. Le imprese convolte, si sono confrontate per analizzare lo stato e le tendenze di alcune tecnologie chiave nel Paese e le priorità da perseguire per rilanciare il settore e rimettersi in linea con gli obiettivi del PNIEC. 

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