9 Dicembre 2022
Inquinamenti e bonifiche Salute Territorio e paesaggio

Qualità dell’aria: in quali città europee è migliore?

Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), nel periodo 2020-2021 la qualità dell’aria è stata buona solo in 11 città europee delle 343 inserite nel visualizzatore che permette ai cittadini di controllare quelle delle città in cui vivono e di metterla a confronto con le altre. Contestualmente all’aggiornamento del visualizzatore, sono stati diffusi i rapporti sulle emissioni di inquinanti atmosferici di cui alla Direttiva NEC e alla Convenzione UNECE.

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha aggiornato l’11 luglio 2022 il visualizzatore della qualità dell’aria delle città europee (European City Air Quality Viewer) che raccoglie i dati da 400 stazioni di monitoraggio che vengono classificate da quella più pulita alla più inquinata, sulla base dei livelli medi di particolato fine (PM2,5), l’inquinante atmosferico con il maggiore impatto sulla salute in termini di morti premature e malattie e la cui esposizione a lungo termine provoca malattie cardiovascolari e respiratorie. L’ultima valutazione annuale della qualità dell’aria dell’AEA ha rilevato che l’esposizione al PM2,5 ha causato nel 2019, ben 307.000 morti premature in Europa, con la Germania a guidare la triste classifica (53.000 decessi), subito seguita dall’Italia (circa 50.000).

Non tutte le città europee sono incluse nel visualizzatore, dal momento che il dataset comprende le città che fanno parte dell’Audit urbano della Commissione UE e che hanno una popolazione di oltre 50.000 abitanti, e ne sono escluse quelle che non dispongono di stazioni di monitoraggio urbane o suburbane, né quelle per le quali i dati di tali stazioni di monitoraggio coprono meno del 75% dei giorni nell’arco di un anno solare. Delle 343 città monitorate solo 11 soddisfano gli standard di qualità dell’aria dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e si trovano nel regione nord-orientale o nella regione atlantica sud-occidentale del continente:

  1. Umeå (Svezia)
  2. Faro (Portogallo)
  3. Funchal (Portogallo)
  4. Tampere (Finlandia)
  5. Narva (Estonia)
  6. Stoccolma, Svezia)
  7. Uppsala (Svezia)
  8. Tallinn (Estonia)
  9. Bergen (Norvegia)
  10. Reykjavik (Islanda)
  11. Norrköping (Svezia)

Le città europee con le peggiori performance in termini di qualità dell’aria Nowy Sacz (Polonia), Cremona e Padova, che hanno superato il limite di 25 µg/m3 e quindi possono essere classificate con una qualità dell’aria molto scarsa.

Oltre al visualizzatore, contestualmente l’AEA ha anche pubblicato due rapporti che esaminano le emissioni di inquinanti atmosferici, oggetto di diversi requisiti dell’UE e dell’UNECE.

In base alla Direttiva sugli impegni nazionali di riduzione delle emissioni (NEC) gli Stati membri dell’UE sono tenuti a ridurre le emissioni di cinque inquinanti atmosferici al fine di fornire aria pulita per la salute umana e l’ambiente. Nel 2020 (ultime informazioni disponibili), poco meno della metà degli Stati membri ha rispettato tutti i propri impegni nazionali di riduzione delle emissioni secondo il briefing dell’AEA, che esamina i progressi degli Stati membri nella riduzione delle principali emissioni di inquinanti atmosferici.

Ne emerge che:
– Nel 2020, 13 Stati membri hanno rispettato i rispettivi impegni nazionali di riduzione delle emissioni 2020-2029 per ciascuno dei cinque principali inquinanti.

– Tuttavia, 14 Stati membri non hanno rispettato i propri impegni di riduzione delle emissioni per almeno uno dei cinque principali inquinanti atmosferici.
– La sfida più grande per il periodo 2020-2029 è la riduzione delle emissioni di ammoniaca, con 11 Stati membri che devono ridurre i propri livelli di emissione.
– Le riduzioni di anidride solforosa nel tempo sono state considerevoli e solo uno Stato membro deve ridurre le emissioni per rispettare l’impegno 2020-2029.
– Guardando al futuro, due Stati membri hanno già raggiunto tutti i rispettivi impegni nazionali di riduzione delle emissioni per il 2030 e oltre.
– Quasi due terzi degli Stati membri dovranno ridurre le emissioni di ammoniaca, ossidi di azoto e particolato fine per rispettare i propri impegni per il 2030. 

Numero di Stati membri che hanno rispettato gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni 2020-2029 per i 5principali inquinanti nel 2020 e numero di Stati membri che devono ridurre i livelli di emissione 2020 per rispettare i propri impegni (Fonte: AEA)

Insieme al briefing sulla Direttiva NEC, l’AEA ha anche pubblicato il Rapporto annuale sulle emissioni dell’UE 1990-2020, che esamina le emissioni di inquinanti atmosferici dichiarate dall’UE ai sensi della Convenzione della Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) sull’aria. Il rapporto ha mostrato una tendenza al ribasso continua, anche se recentemente c’è stato un rallentamento, delle emissioni dal 1990 al 2020 di sei principali inquinanti atmosferici: monossido di carbonio, ammoniaca, ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici, ossidi di zolfo e particolato. Le emissioni di ammoniaca hanno mostrato il calo minore dal 1990.

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