Biodiversità e conservazione

Natura: investimenti quintuplicati nell’ultimo decennio

Un Rapporto di Forest Trends e The Nature Conservancy rivela che gli investimenti privati ​​globali nella natura sono passati da 2,8 miliardi di dollari nel 2016 a oltre 14 miliardi di dollari nel 2025, nonostante gli investitori continuino a incontrare ostacoli significativi nell’impiego dei capitali, in particolare per l’incertezza normativa relativa ai mercati del carbonio, ai mercati della biodiversità e agli standard di informativa in materia ambientale.

La natura è alla base dei sistemi su cui si fondano le nostre economie, dalla produzione alimentare alla sicurezza idrica e alla resilienza delle catene di approvvigionamento. Con l’aumentare dell’attenzione di imprese e investitori sui rischi e le opportunità legati al clima e alla biodiversità, cresce anche l’interesse per la natura. Ma questo interesse si traduce in investimenti concreti sul territorio e nella misura necessaria?

Per approfondire questo tema,Forest Trends, Organizzazione che si impegna a conservare le foreste e altri ecosistemi attraverso la creazione e l’ampia adozione di una vasta gamma di strumenti di finanza ambientale, mercati e altri meccanismi di pagamento e incentivazione, eThe Nature Conservancy, organizzazione globale per la conservazione della natura, impegnata a contrastare il cambiamento climatico, a conservare terre, acque e oceani su una scala senza precedenti, a garantire cibo e acqua in modo sostenibile e a rendere le città più resilienti, hanno elaborato “Gaining Ground: State of Private Investment in Nature 2026”.

Nonostante il crescente interesse per gli investimenti in ambito naturalistico, persiste la mancanza di un’analisi completa e a lungo termine che abbracci l’intero spettro degli investitori alla ricerca di rendimenti e delle strategie di investimento. Il Rapporto contribuisce a colmare tale lacuna, offrendo il quadro globale più completo finora disponibile suiflussi di capitale privato verso la natura. Basandosi su oltre un decennio di dati, vengono esaminatil’evoluzione degli investimenti privati, le aree in cui si concentrano e le condizioni che ne favoriscono il flusso.

Basandosi su una serie di benchmark, pubblicata per la prima volta nel 2014, e avvalendosi di oltre un decennio di 1.731 transazioni dal 2016 al 2025 e su dati di indagine provenienti da 70 istituzioni che rappresentano 207 trilioni di dollari di asset in gestione, il rapporto combina sondaggi, ricerche documentali e fonti di dati pubblici.

Tra i principali risultati emersi si annoverano:
–Gli investimenti privati ​​nella tutela della natura sono cresciuti in modo significativo, con oltre 60 miliardi di dollari investiti nell’ultimo decennio. Iflussi annuali sono quintuplicati, passando da 2,8 miliardi di dollari nel 2016 a oltre 14 miliardi di dollari nel 2025, e si prevede di attrarre oltre 180 miliardi di dollari di capitale privato nei prossimi anni, a testimonianza di una crescente spinta in questo senso.

– Oltre la metà dei flussi era destinata a paesaggi produttivi, come l’agricoltura e la silvicoltura sostenibili, dove la natura rappresenta l’infrastruttura fondamentale a supporto della produzione alimentare, dei prodotti forestali, della sicurezza idrica e di filiere di approvvigionamento responsabili.

– Gli investimenti privati ​​sono fortemente concentrati nelle Americhe, con la solaAmerica Latina che ha attratto oltre 15 miliardi di dollari nell’ultimo decennio, mentre regioni come l’Africae l’Asiarimangonosignificativamente sottofinanziate, nonostante la loro cruciale importanza ecologica. Questo divario riflette l’importanza di politiche favorevoli e condizioni di mercato adeguate per gli investimenti.

– Gli investitori istituzionali, orientati al rendimento, considerano sempre più gli investimenti in ambito naturalistico finanziariamente competitivi: l’88% degli intervistati ha infatti segnalato una correlazione positiva tra rendimenti finanziari e impatto. Due terzi degli intervistati hanno utilizzato approcci di riduzione del rischio finanziario, tra cui finanziamenti pubblici e filantropici, per attrarre capitali privati. Insieme ai modelli integrati che combinano molteplici flussi di entrate, questi approcci contribuiscono ad attrarre una gamma più ampia di investitori.

Questi investimenti non sono solo teorici: orasupportano la gestione di oltre 100 milioni di ettari a livello globale, dimostrando che il capitale privato sta già plasmando il modo in cui la terra e gli ecosistemi vengono gestiti in maniera positiva per la natura.

Sebbene gli investimenti privati ​​nella tutela della natura siano in aumento, i dati dimostrano che le modalità e ladestinazione dei flussi di capitale sono altrettanto importanti quanto la quantità investita. Gli investimenti si stanno orientando verso settori, modelli e mercati che gli investitori conoscono bene, evidenziando ciò che funziona oggi e ciò che sarà necessario per raggiungere una maggiore portata negli anni a venire.

Inoltre, i risultati indicano un mercato che sta diventando sempre più sofisticato, ma che è ancora plasmato dalla familiarità degli investitori istituzionali e da classi di attivi consolidate. Sebbene le strutture finanziarie siano maturate considerevolmente,gli investitori continuano a incontrare ostacoli significativi nell’impiego dei capitali, in particolare l’incertezza normativa relativa ai mercati del carbonio, ai mercati della biodiversità e agli standard di informativa in materia ambientale.

 

 

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