Infrastrutture e mobilità Territorio e paesaggio

Mobilità: al via la sperimentazione su strada della micromobilità elettrica

È stato firmato il Decreto che avvia la sperimentazione, richiesta dai Comuni, per la circolazione di piccoli mezzi di mobilità elettrica quali monopattini, segway, monowheel e hoverboard.

Questa mattina ho definitivamente firmato il decreto Micromobilità.- ha postato il 4 giugno 2019  su facebook  il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo ToninelliQuesto significa che, come promesso, in tempo per l’estate può essere avviata nelle nostre città la sperimentazione su strada di monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard. Si tratta di un importante passo in avanti verso una mobilità veramente green e verso un concetto di trasporto cittadino intermodale che permetta a chiunque di scegliere anche mezzi sostenibili alternativi per spostarsi sul tragitto casa-scuola-lavoro. 

La sperimentazione serve proprio per testare la fruibilità e l’utilizzo in ambito urbano di questi mezzi, garantendo la massima sicurezza di tutti gli utenti della strada.  Spero che il maggior numero possibile di sindaci colga questa occasione e proietti la propria città nel futuro, aiutandola nella conversione verso una mobilità dolce e a zero impatto ambientale, di cui c’è grande bisogno”.

Le misure erano previste nella Legge di Bilancio 2019 del 30 dicembre 2018 per la Mobilità sostenibile aveva autorizzato la sperimentazione nelle città della circolazione su strada di veicoli a propulsione prevalentemente elettrica e che un Decreto del MIT, da emanarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Legge, avrebbe definito le modalità di attuazione e gli strumenti operativi della sperimentazione.

Il Decreto permetterà fin dalla prossima estate che monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel potranno circolare in ambito urbano, previa delibera comunale, su aree pedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata, zone a 30 Km/h e strade con limite di velocità di 30 km/h.

La sperimentazione dovrà essere chiesta dalle città entro un anno dall’entrata in vigore del Regolamento e potrà durare da un minimo di un anno e un massimo di due.

Il decreto stabilisce che i monowheel (un veicolo elettrico composto da un motore che è collegato alla ruota, una batteria e un giroscopio che funge da comando per il motore) e gli hoverboard  (una specie di skateboard, comprensivo però di un motore a propulsione elettrica e dove basta muovere i piedi per metterlo in funzione) sono ammessi solo nelle aree pedonali e a velocità inferiori a 6 km/h.

Nelle aree pedonali potranno circolare anche i segway (una sorta di monopattino che parte e si ferma in base ai movimenti del corpo adottati) ed i monopattini ma sempre entro i 6 km/h, ma saranno ammessi anche su percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili in sede propria e zone 30 e strade con limite di velocità di 30 km/h, a velocità non superiore a 20 km/h. Tutti i mezzi devono essere dotati di regolatore di velocità configurabile in funzione dei limiti di velocità previsti.

Il Decreto specifica inoltre le caratteristiche tecniche che i veicoli devono possedere per essere ammessi alla sperimentazione.

I Comuni che intendano avviare la sperimentazione devono prevedere una “Campagna di informazione della sperimentazione in atto nel proprio territorio in corrispondenza di infrastrutture di trasporto, ricadenti nel proprio centro abitato, destinate allo scambio modale quali porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, autostazioni”.

In corrispondenza dell’inizio del centro abitato, i Comuni che avviano la sperimentazione installeranno il segnale sperimentale che indica le zone in cui possono circolare i mezzi oggetto della sperimentazione.

I Comuni che istituiscono o affidano servizi di noleggio dei dispositivi in condivisione devono provvedere a definire aree per la sosta dei dispositivi, in particolare nei punti di scambio più elevato, per garantire una fruizione più funzionale dei dispositivi ed evitare l’intralcio di marciapiedi e aree pedonali con dispositivi abbandonati in posizioni non consentite e non sicure per i pedoni.

Gli stessi Comuni prevedono, nella istituzione o nell’affidamento postato del servizio di noleggio, l’obbligo di coperture assicurative per l’espletamento del servizio stesso.

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