Economia e finanza

Mercati: possono limitare i danni causati dai cambiamenti climatici

Uno Studio di un folto gruppo di economisti e ricercatori di istituzioni accademiche nord-americane ed europee, ha evidenziato che i mercati possono svolgere un ruolo significativo nell’aiutare le comunità a gestire in modo efficace ed efficiente i rischi dei cambiamenti climatici, ma senza un’azione di indirizzo di governo si rischia di investire troppo poco nell’adattamento e nei luoghi o nelle soluzioni sbagliate.

Anche negli scenari di mitigazione delle emissioni di gas serra più ambiziosi, i cambiamenti climatici continueranno a influenzare il benessere umano per generazioni, con una gravità di questi impatti che varia a seconda dei percorsi di mitigazione.

L’adattamento climatico, inteso come qualsiasi decisione presa in risposta al clima, dalla scelta di dove vivere o lavorare alla decisione in quali beni materiali o finanziari investire, è quindi uncomplemento necessario alla mitigazione. Poiché individui, imprese e comunità beneficiano direttamente delle loro scelte di adattamento, gli incentivi per adattarsi sono generalmente più forti di quelli che hanno come obiettivo la mitigazione alle emissioni. Tuttavia,le prove finora disponibili suggeriscono che le comunità non si stanno adattando sistematicamente ai recenti cambiamenti climatici.

Cosa possono fare i decisori politici per facilitare l’adattamento?
LoStudio“Using markets to adapt to climate change”, condotto da un folto gruppo di scienziati e ricercatori di varie istituzioni accademiche nordamericane ed europee, e pubblicato il 12 febbraio 2026 suScience,ha investigato quando e come i mercati possano essere uno strumento promettente per un adattamento incisivo ed efficiente.

La consapevolezza pubblica degli impatti dei cambiamenti climatici è in crescita, con conseguente aumento della domanda di soluzioni che ne mitighino gli effetti e si adattino alle mutevoli condizioni. Inoltre, le organizzazioni stanno riconoscendo i rischi finanziari associati ai cambiamenti climatici e stanno investendo in strategie di adattamento per proteggere le proprie attività, catene di approvvigionamento e investimenti.

Secondo unoStudio diPolaris Market Research, il mercato globale dell’adattamento climatico è stato valutato a22,90 miliardi di dollarie si prevede che cresceràda 25,17 miliardi di dollari nel 2025 a 59,84 miliardi di dollari entro il 2034, con tasso di crescita annuo (CAGR) del10,1%nel periodo di previsione(2025-2034).

Partendo dal presupposto che le politiche economiche determineranno il modo in cui le popolazioni si adatteranno, gli autori dello studio su Science classificano tali politiche in uno spettro che va da quelle “command-and-control, in cui idecisori politici impongono comportamenti specifici, a quelle “di mercato“, in cui gliincentivi economici spingono gli individui a fare le proprie scelte.

A loro volta, le politiche basate sul mercato possono spaziare dal “libero mercato“, senza partecipazione governativa, agli “interventi di mercato” chemirano ad allineare gli incentivi privati ​​con gli obiettivi sociali. In pratica, la società si affida a un mix di queste strategie. Ad esempio, imporre che gli edifici siano conformi ai codici di sicurezza antincendio è una politica di comando e controllo; mentre consentire che le tariffe assicurative per i proprietari di case riflettano il rischio di incendi boschivi è una politica basata sul mercato.

 Gli “obblighi di informativa” rappresentano una via di mezzo, in cui igoverni richiedono ai venditori di un mercato di divulgare informazioni sul rischio climatico ai potenziali acquirenti. Secondo gli autori, un adattamento efficace richiede un mix di questi approcci, che a volteinclude l’allentamento o l’eliminazione delle politiche per consentire ai mercati di funzionare in modo più efficiente.

I mercati ben funzionanti possono eccellere in queste condizioni sfruttando i segnali di prezzo per aggregare e diffondere informazioni senza dipendere da un’autorità centrale. I mercati possono anche disciplinare le decisioni di spesa e mitigare gli incentivi perversi che possono derivare da sussidi assicurativi benintenzionati, controlli sui prezzi e spesa pubblica post-catastrofe. Di conseguenza,mercati attentamente progettati e regolamentati possono, in molti casi, incoraggiare l’economia ad adattarsi agli impatti complessi e diffusi del clima attuale e dei futuri cambiamenti climatici.

Ma i mercati non sono una panacea. Sono abilitati, supportati e vincolati dalle politiche governative. In alcuni casi, c’è margine per migliorare i mercati – e il loro potenziale di favorire l’adattamento – allentando i vincoli politici. In altri casi, igoverni possono contribuire a creare mercati che potrebbero stimolare l’innovazione, facilitare la condivisione del rischio o migliorare la gestione delle risorse naturali. I governi possono ancheincoraggiare i prezzi nei mercati esistenti a riflettere meglio i costi e i benefici sociali. Infine,politiche complementari o alternative potrebbero essere più adatte ad affrontare le preoccupazioni relative all’equità e ai beni pubblici.

Secondo i ricercatori, mercati attentamente progettati e regolamentati possono, in molti casi, incoraggiare l’economia ad adattarsi agli impatti complessi e diffusi del clima attuale e dei futuri cambiamenti, ma lepolitiche governative sono in grado di influenzare in modo determinante il modo e l’efficacia del funzionamento dei mercati.

Gli autori scoprono che alcuni interventi politici possono rendere i mercati più efficienti, mentre altri possono inavvertitamente ostacolare la capacità dei mercati di favorire l’adattamento climatico.Valutare politiche potenzialmente limitanti o controproducenti può rendere i mercati più efficaci e incentivare meglio l’adattamento.

L’azione governativa può anche contribuire a creare nuovi mercati che offrano benefici sociali e sostengano l’innovazione. Facilitare la formazione del mercato, spiegano gli autori, è un modo efficace per preparare i segmenti chiave dell’economia al cambiamento del clima.

Nello studio si sottolinea, inoltre, che alcune sfide, come le preoccupazioni in materia diequità, lebarriere politiche, idiritti di proprietà incompletie il grande bisogno dibeni pubblici, non possono essere affrontate dai soli mercati erichiedono un intervento politico diretto. Poiché imercatispesso premiano ilprofitto rispetto al beneficio sociale e non sempre garantiscono l’equità, gli autori sostengono chel’intervento pubblico potrebbe essere necessario per proteggere i gruppi in difficoltà.

Le decisioni prese oggi in materia di adattamento climatico comportano implicazioni a lungo termine edenormi rischi finanziari.
“Senza politiche ponderate, la società rischia di investire troppo poco nell’adattamento e di investire nei luoghi o nelle soluzioni sbagliate– concludono gli autori –La posta in gioco è enorme e gli ostacoli scoraggianti, ma una ricerca attenta è in grado di indicare percorsi promettenti verso un futuro più adattato“.

Immagine di copertina: Una casa vicino aCle Elum(Washington) è sopravvissuta a un incendio boschivo il 14 agosto 2012. Tale esito è stato reso probabile dalla precedente rimozione di alberi e cespugli dal perimetro della casa (fonte: Science, “Using markets to adapt to climate change”, 2026).

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